A sedici anni dall’uscita di The Social Network, Sony Pictures ha diffuso il primo trailer di The Social Reckoning, atteso seguito del film che nel 2010 raccontò l’ascesa di Facebook e del suo fondatore Mark Zuckerberg. Questa volta l’attenzione si sposta su una fase molto diversa della storia del social network: quella delle polemiche, delle rivelazioni interne e delle conseguenze globali generate dagli algoritmi della piattaforma.
Il nuovo film vede protagonisti Mikey Madison, Jeremy Allen White, Bill Burr e Jeremy Strong, che raccoglie l’eredità di Jesse Eisenberg interpretando una nuova versione di Zuckerberg. Alla guida del progetto torna Aaron Sorkin, che dopo aver firmato la sceneggiatura del primo capitolo assume anche il ruolo di regista. La storia si concentra sulla vicenda reale di Frances Haugen, ex dipendente Facebook diventata whistleblower, e del giornalista del Wall Street Journal Jeff Horwitz, le cui inchieste portarono alla pubblicazione dei celebri “Facebook Files”.
La notizia è significativa perché segna un cambio di prospettiva radicale rispetto al film originale. Se The Social Network raccontava il sogno imprenditoriale e la nascita di una rivoluzione digitale, The Social Reckoning si propone di analizzarne le conseguenze. Non più la creazione di uno strumento capace di connettere il mondo, ma il prezzo sociale, politico e culturale di quel successo. È un passaggio che riflette perfettamente il modo in cui la percezione pubblica dei social media è cambiata negli ultimi quindici anni.
Dai Facebook Files al processo mediatico contro gli algoritmi
Secondo quanto mostrato dal trailer, il film seguirà il lavoro di Haugen e Horwitz nel portare alla luce documenti interni che avrebbero evidenziato come Facebook fosse consapevole degli effetti negativi della piattaforma su adolescenti, disinformazione e polarizzazione politica.
Durante la presentazione del trailer al CinemaCon, Aaron Sorkin ha spiegato le motivazioni che lo hanno spinto a tornare in questo universo narrativo: “Non esiste una vita che non sia stata toccata dall’algoritmo di Facebook, e questa influenza ha plasmato ogni cosa. Era arrivato il momento di dire di più.”
L’affermazione chiarisce perfettamente la direzione del progetto. Il nuovo film sembra infatti voler ampliare il discorso iniziato nel 2010, trasformando la vicenda personale di Zuckerberg in una riflessione più ampia sul potere delle grandi piattaforme tecnologiche.
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Narrativamente, The Social Reckoning appare come il naturale contraltare del suo predecessore. Là dove il primo film mostrava l’ambizione, il talento e le rivalità che portarono alla nascita di Facebook, questo sequel sembra interessato alle conseguenze di quella stessa rivoluzione. L’algoritmo diventa il nuovo protagonista invisibile della storia, una forza capace di influenzare opinioni, comportamenti e persino processi democratici.
L’operazione potrebbe inoltre confermare una tendenza sempre più evidente nel cinema contemporaneo: raccontare il rapporto tra tecnologia e società non più attraverso il mito dell’innovazione, ma attraverso le responsabilità che ne derivano. In questo senso, la scelta di affidare il ruolo centrale a figure come Haugen e Horwitz suggerisce che il film sarà costruito come un thriller giornalistico e investigativo più che come un classico biopic aziendale.
Il primo The Social Network incassò oltre 226 milioni di dollari nel mondo, ottenendo otto candidature agli Oscar e vincendone tre. Con The Social Reckoning, Aaron Sorkin sembra voler completare idealmente quel racconto, mostrando cosa accade quando una delle invenzioni più influenti del XXI secolo smette di essere una startup e diventa una forza capace di incidere sulla vita quotidiana di miliardi di persone.
Il film arriverà nelle sale il 9 ottobre.
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