santelli editore

Si intitola Pagine di cinema la collana di Santelli Editore dedicata alla settima arte. Al momento fanno parte della collana tre volumi: “Gabriele Muccino. Il poeta dell’incomunicabilità” di Matteo Fantozzi, “La forma dell’attore” di Marzia Gandolfi e “La Nuova Hollywood. La ri-scrittura di generi del cinema classico” di  Vera Mancini.

“Gabriele Muccino. Il poeta dell’incomunicabilità”

Un inno alla carriera di uno dei registi contemporanei più importanti del nostro paese: Gabriele Muccino. In sala a febbraio 2020 con il suo ultimo film “Gli anni più belli”, ha iniziato la propria carriera oltre 20 anni fa con “Ecco fatto”. Viene quindi fatta una disamina di tutti i suoi film. Particolarmente importante è stato, a livello internazionale, il periodo americano, in cui l’artista ha collaborato con attori del calibro di Will Smith, Uma Thurman, Gerarld Butler, Russell Crowe e molti altri ancora. Viene dunque preso in esame il parallelismo con un altro grande del passato, Michelangelo Antonioni, dal quale Muccino ha preso spunto per raccontare il dolore di quando manca la comunicazione tra le persone anche molto vicine. Tutto questo è condito dalle interviste a diversi attori protagonisti dei suoi film e dall’intervento dello stesso Muccino.

“La forma dell’attore” 

Che cosa hanno in comune Brad Pitt e Tom Cruise? Clint Eastwood e James Gandolfini? Elementi maggiori del cinema narrativo contemporaneo, prediligono la forma generale del corpo all’espressività dei gesti. Sullo schermo disegnano una silhouette che non si articola, un profilo familiare che guardiamo dall’esterno e che si apre a una proposizione estetica: quella di una figura nell’immagine. Il Torso del Belvedere per Brad Pitt, Filippide l’emerodromo per Tom Cruise, il Balzac di Rodin per James Gandolfini, l’Homme qui marche per Clint Eastwood. A partire da figure artistiche classiche, si stabiliscono termini di paragone figurativi in grado di esprimere valutazioni e interpretazioni sulle loro performance. Un partito preso critico che interroga le lunghe filmografie delle star considerate e apre un nuovo spazio di ragionamento sull’attore come (s)oggetto primario del cinema.

“La Nuova Hollywood. La ri-scrittura di generi del cinema classico”

Viene analizzato un momento della cinematografia americana del ‘900 ricco di nuove suggestioni tematiche e di sperimentazioni linguistiche: quello della New Hollywood e della generazione di registi che ha rivoluzionato la cinematografia americana tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio dei Settanta. I cineasti che hanno reso possibile questa stagione sono accomunati dallo studio appassionato del cinema americano classico con le sue regole di genere ben codificate e strutturalmente rigide. Questo viene messo in discussione in un periodo storico, quello che va dalla fine degli anni Sessanta ai primi dei Settanta, in cui tutto l’Occidente e gli USA vedevano cambiare molte istanze sociali, politiche e culturali. Mai come in quella stagione il cinema è entrato in sintonia con la realtà e i suoi cambiamenti. Questo è stato possibile grazie alle capacità degli autori di re-interpretare le strutture di genere del passato che avevano studiato, approfondito e amato, regalandoci una lezione sul fare il Cinema che ancora oggi ispira registi, studiosi e cinefili.