A Venezia dopo Casey è il turno del fratello maggiore di casa Affleck, che a proposito del documentario del fratello afferma: “sì, l’ho visto e mi è piaciuto. Ma non mi interessano i confronti. Li lascio fare a mia madre…”. Il divo hollywoodiano, premio Oscar per la sceneggiatura di “Will Hunting”, alla sua seconda regia dopo “Gone baby gone” del 2007, è a Venezia con “The Town”, un thriller di cui è anche protagonista.

Il film, presentato l’8 settembre fuori concorso, secondo una precisa strategia della Warner Bross, è tratto dal romanzo “Prince of thieves” di Chuck Hogan a cui è stato modificato il finale, come spesso accade nelle trasposizioni hollywoodiane.

È la storia di un gruppo di rapinatori di Boston. L’ingresso in scena di una donna turberà gli equilibri. Durante una rapina, infatti, viene presa in ostaggio Claire (Rebecca Hall) di cui il protagonista Doug MacCray (Ben Affleck) finisce con l’innamorarsi.
Questione pericolosa, che mette alla prova la rigida etica criminale, se è sempre valido il precetto secondo cui “se vuoi fare il rapinatore non devi avere affetti, non fare entrare nella tua vita niente da cui non possa sganciarti in 30 secondi netti se senti puzza di sbirri dietro l’angolo” (De Niro in “Heat – la sfida”, M. Mann, 1995), ma siamo di fronte a personaggi molto diversi.

Il protagonista di “The Town” è un criminale romantico in cerca di riscatto, uno di quei “cattivi” con cui lo spettatore non può non solidarizzare. Per fuggire al manicheismo si rischia talvolta di finire col celebrare i criminali ma a queste osservazioni Ben Afflek risponde: “non volevo glorificare i criminali del film ma capirli. Questo è un film per adulti, dovevo essere realista. I comportamenti di molti personaggi sono sbagliati, ma ad esempio il mio vuole anche cambiare. E cambiare non è facile, per nessuno: in questo senso, il tema è universale. Ho cercato di rappresentare la violenza in modo non cartoonesco”.

La città di Boston è protagonista di questa storia di rapine e amicizia ed è forte nel film l’idea che l’ambiente incide marcatamente sulle scelte dei suoi abitanti e che questi siano quasi il prodotto necessario dei luoghi in cui vivono. In conferenza stampa il regista allude ad un legame tra il suo film e il film di Garrone “Gomorra”: “oltre al realismo sociale dei classici della Warner Bros, genere James Cagney, la mia fonte di ispirazione è stato Gomorra. Un’opera di grande tensione, che ci fa capire un mondo, un luogo, anche se non ci siamo mai stati. Sono stato influenzato dal suo stile: dalla sua verità. Anch’io ho cercato di essere molto vero”.

Con la pioggia torrenziale che ha caratterizzato l’ottava giornata della Mostra del cinema sono piovuti anche molti applausi per gli attori di “The Town”: Rebecca Hall (Claire), Jon Hamm (agente Frawley), il candidato al premio Oscar per “The hurt locker” Jeremy Renner (Jem), tutti presenti alla conferenza stampa al fianco del regista.

Il film uscirà nelle sale il prossimo 8 ottobre.