Giulio Scarpati è stato il protagonista ieri di un Focus On nell’ambito del Roma Fiction Fest.

Il buon della Fiction, questo il titolo dell’incontro, anche se come lo stesso attore ha affermato, Scarpati non è solo fiction, pure se il suo ruolo di maggiore successo lo deve ad Un Medico in Famiglia, nel quale interpreta Lele Martini. Scarpati si è raccontato, con il suo consueto profilo basso, presentandosi con una schiettezza ed una senmplicità da grande attore. Impegnato da sempre a livello sociale e politico, Scarpati ha detto che i suoi ruolo sono soprattutto personaggi coi i quali condivide l’ideologia, e nei casi di personaggi più impegnativi cerca di rendere la verità dei fatti attraverso un’interpretazione costruita “Quando si racconta una storia vera la si rappresenta allo stesso tempo, è importante per un attore credere nel proprio personaggio e difenderlo a tutti i costi. Se un attore ha un approccio critico con il proprio personaggio, lo giudica male, non lo interpreterà mai al meglio, qualunque tipo di persona ci si trovi ad impersonare”.

 

Scarpati ha parlato anche dei grandi maestri con cui ha avuto la fortuna di lavorare, da Scola ai fratelli Taviani: ” Per me è stato davvero impressionante vedere lavorare un maestro come Scola. Ero abituato al cinema fatto con poco, con le produzione che facevano pressione e poi sul set di Mario, Maria e Mario (di Scola) quando lui diceva ‘stop ci fermiamo’ tutti in silenzio, senza dire una parola ad aspettare che lui riscrivesse la scena. Non mi era mai capitato che un produttore fosse sottoposto ad un regista.” Ovviamente tanto lo spazio dedicato al suo più famoso personaggio televisivo, il Medico in famiglia di Rai Uno. “Ero felice di farlo, ma quando ho deciso di lasciare alla seconda serie, sono stato rispettato molto. Ed allo stesso modo quando sono rientrato dopo 10 anni e tre serie di successo. All’inizio imponevo letture del copione di gruppo, dalle quali era esentato solo Lino (Banfi), poi però nessuno mi ha seguito. Ma sono convinto che il lavoro fatto insieme serva a creare quell’armonia che su un set rende il lavoro migliore, soprattutto quando la convivenza si prolunga per un tempo maggiore delle riprese di un film.”

Un incontro interessante e discreto, condotto con la consueta ironia e simpatia da Mario Sesti, accompagnato dall’organizzatore del Festival Steve della Casa.