Un tram che si chiama Desiderio è un film del 1951 diretto da Elia Kazan e con protagonisti nel cast Vivien Leigh, Marlon Brando, Kim Hunter e Karl Malden

 

Anno: 1951

Regia: Elia Kazan

Cast: Vivien Leigh, Marlon Brando, Kim Hunter, Karl Malden

Un tram che si chiama Desiderio – Trama

Un Tram che si chiama Desiderio tramaBlanche DuBois è una donna non più giovanissima e dalla personalità molto fragile. Arriva a New Orleans, dove la sorella Stella vive con suo marito Stanley Kowalski. Blanche è in un momento difficile, cerca e trova ospitalità presso Stella.  

Sorgono però subito le prime frizioni con Stanley, che da una parte considera oltremodo rozzo e burbero, pur essendone, dall’altra, attratta. Stella dal canto suo si dimostra paziente e comprensiva con la sorella, così come è remissiva e sottomessa al marito. Blanche è alla continua ricerca di un uomo che la ami e la sposi, e sembra anche trovarlo in Mitch, amico di Stanley, l’unico che si distingua per i suoi modi gentili.

Tuttavia, Stanley, che vede Blanche solo come un’approfittatrice, decide di indagare sul suo passato e lo scopre assai poco edificante: è stata cacciata dal suo lavoro d’insegnante perché inadatta: la sua reputazione è compromessa ed è diventata famosa nel suo paesino di provenienza per frequentare uomini di ogni tipo e malfamati alberghi. Inoltre, col passare dei mesi, la sua instabilità psichica è sempre più evidente, come la dipendenza dall’alcol. Quando la situazione si complicherà ulteriormente, Blanche si avvierà verso una crisi profonda e irreversibile.

Un Tram che si chiama Desiderio recensioneAnalisi: Un tram che si chiama Desiderio, tratto da un dramma di Tennessee Williams del ’47 e da lui stesso sceneggiata, è nota per aver portato alla ribalta lo straordinario talento di Marlon Brando (già protagonista del dramma in teatro), affiancandolo a un’altra stella del cinema e del palcoscenico come Vivien Leigh. Ciò che infatti fa la forza del film sono proprio le interpretazioni dei protagonisti: Brando ha il carisma perfetto per il ruolo di Kowalski, per quella sua rozzezza animalesca su cui il regista Kazan insiste, creando l’abile contrasto col mondo delicato, fragile e i modi aristocratici di Blanche.

Un tram che si chiama Desiderio

Vivien Leigh porta sullo schermo la sua esperienza di attrice teatrale per caratterizzare in maniera vibrante la sua Blanche: una donna instabile, non in grado di affrontare la realtà, frustrata, il cui unico vero amore si è concluso in modo tragico, assediata dal senso di morte e contemporaneamente in cerca di piacere, ma anche di affetto, pace e serenità. Una donna che ammanta la realtà col velo delle sue fantasie. Seppure vi sono echi di teatralità e melodramma in questa figura così decadente, l’interpretazione è di indubbia efficacia e la Leigh passa disinvoltamente dall’effimera e ilare vanità al terrore, alla follia. Restano celebri le parole con cui Blanche si congeda, diretta in manicomio, mettendosi ancora una volta nelle mani degli altri: “Chiunque voi siate, ho sempre confidato nella gentilezza degli estranei”. In esse è riassunta tutta la sua ingenuità.

Kazan orchestra abilmente il dramma riuscendo a trarre dagli attori l’essenza, a penetrare nella psicologia dei personaggi. Fa ricorso a molti elementi simbolici, basti citare i tram chiamati Desiderio e Cimitero, o l’anziana donna che vende fiori per i morti, a indicare i due estremi tra i quali si muove il mondo di Blanche. Ma anche la casa dei coniugi Kowalski, triste, modesta e spoglia, che riflette lo stato di afflizione interiore della protagonista, oltre ad essere la perfetta “tana” per l’animalesco Stanley.

Un tram che si chiama Desiderio film

Un tram che si chiama desiderio, è dunque il ritratto di anime fragili, non solo quella della protagonista, ma anche quella della sorella Stella col suo rapporto di amore e odio verso Stanley, e dello stesso Stanley, insieme espressione dell’istinto, rude, violento, ma con momenti di estrema fragilità. È il romanticismo degli animi tormentati e delle forti passioni umane il protagonista della pellicola, che fece incetta di premi: Oscar alla miglior attrice non protagonista per Kim Hunter/Stella e stesso premio al maschile per Karl Malden/Mitch, Oscar anche per la miglior scenografia. A Venezia Un tram che si chiama Desiderio ottenne il Premio speciale della Giuria, mentre Vivien Leigh fu decretata migliore attrice.