Cross – Stagione 2, recap episodi 1-3: Serial killer o vigilanti?

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La seconda stagione di Cross, ispirata alla saga letteraria di Alex Cross, apre con una trama ancora più cupa e stratificata rispetto al primo capitolo. Gli episodi iniziali – Harrow, Scatter e Feed – costruiscono un’indagine che mette il detective Alex Cross davanti a un dilemma morale complesso: i responsabili degli omicidi sono semplici serial killer o vigilanti che cercano di distruggere un sistema criminale protetto dal potere?

Fin dalle prime scene, la serie introduce un universo narrativo dominato da traffici umani, élite corrotte e vendette personali che si intrecciano con un’indagine federale destinata a trasformarsi in qualcosa di molto più grande.

Un doppio assassino colpisce un’élite criminale

La stagione si apre con una sequenza scioccante ambientata su un’isola privata, dove un gruppo di uomini ricchi e potenti abusa di adolescenti. L’irruzione di due misteriosi assassini interrompe brutalmente il rituale di violenza. L’uomo elimina le guardie, mentre la donna libera una ragazza e uccide il miliardario Richard Helvig, dichiarando di essere la figlia di Gabriela Porras prima di tagliargli la gola e amputargli due dita.

La coppia fugge con le ragazze salvate, stabilendo immediatamente il tono della stagione. Non si tratta di assassini casuali: sembrano colpire un sistema criminale ben strutturato. Il loro modus operandi solleva un interrogativo che accompagnerà tutta la narrazione: stanno commettendo omicidi o stanno applicando una forma brutale di giustizia?

Alex Cross affronta un nuovo caso e nuovi conflitti personali

Alex Cross 2 killer

A Washington, Alex Cross tenta di ritrovare un equilibrio familiare dopo gli eventi traumatici della stagione precedente. Il rapporto con la sua famiglia sembra stabilizzarsi, ma la sua vita personale continua a influenzare il lavoro.

Il nuovo caso esplode quando il magnate Lance Durand riceve un pacco contenente dita mozzate. Il messaggio appare come una minaccia diretta, e Cross viene affiancato dall’agente Kayla Craig per analizzare la vicenda. L’indagine si rivela immediatamente complessa: l’evento pubblico in cui è stato consegnato il pacco coinvolge centinaia di sospetti e apre scenari investigativi estremamente vasti.

Parallelamente, John Sampson affronta una storyline personale altrettanto destabilizzante quando scopre che Laydona, una sospettata che accetta di parlare solo con lui, è in realtà sua madre, creduta morta da anni. Questa rivelazione aggiunge un ulteriore strato emotivo alla narrazione, evidenziando come i protagonisti siano costantemente divisi tra dovere professionale e drammi personali.

I vigilanti Donnie e Luz e il collegamento con la tratta di minori

La stagione approfondisce la figura dei due assassini, rivelando gradualmente le loro motivazioni. Donnie e Luz non agiscono a caso: ogni loro bersaglio è collegato a reti di abuso e traffico di minori. Il loro piano si espande quando costringono una bancaria, Beverly Soames, a collaborare per ottenere documenti compromettenti legati alle attività di Helvig. Quando scoprono il suo coinvolgimento nel traffico di bambini, la uccidono, rafforzando l’idea che il loro obiettivo sia smantellare un sistema criminale radicato.

Questa dinamica crea una tensione morale centrale nella stagione. I due assassini agiscono come carnefici, ma allo stesso tempo salvano vittime innocenti. La serie costringe lo spettatore – e Cross stesso – a confrontarsi con la linea sottile che separa giustizia e vendetta.

Il “Smiling Man” e la pista della cospirazione

Alex Cross - stagione 2 ep 1 - 3

Un’altra figura chiave emerge nell’indagine: il cosiddetto “Smiling Man”, identificato successivamente come Lincoln Esteban. L’uomo appare inizialmente come un serial killer tradizionale, ma il suo ruolo si rivela molto più ambiguo.

Seguendo la pista di una donna collegata a lui, Cross e la squadra arrivano a Chicago, dove scoprono un rifugio pieno di simboli esoterici, mappe e resti umani. Tuttavia, più che un semplice assassino rituale, Lincoln sembra essere un osservatore e un infiltrato, parte di un piano più ampio.

Le coordinate trovate nel suo rifugio conducono il team fino al Texas, dove l’indagine esplode in un’operazione contro il traffico di adolescenti. Durante un violento scontro a fuoco, Cross scopre che Lincoln stava monitorando lo stesso traffico e cercando di fermarlo. La sua figura assume così una dimensione ambivalente: criminale per legge, ma potenziale alleato contro una rete ancora più pericolosa.

Il caos in Texas e la fuga di Lincoln

L’operazione in Texas rappresenta uno dei momenti più intensi dei primi episodi. Il team riesce a intercettare un camion utilizzato per il traffico di minori, salvando diverse vittime e arrestando Lincoln. Tuttavia, l’intervento di un poliziotto corrotto, Larsen, complica la situazione e dimostra quanto la cospirazione sia radicata anche nelle forze dell’ordine.

La successiva morte di Larsen e la fuga di Lincoln segnano una svolta narrativa decisiva. Il fatto che Lincoln si presenti alla porta di Luz suggerisce che i due gruppi di vigilanti potrebbero essere collegati o addirittura parte dello stesso piano. Questo sviluppo apre scenari ancora più vasti, indicando che la stagione ruoterà attorno a una guerra sotterranea tra un sistema criminale globale e individui pronti a combatterlo con mezzi estremi.

Il rapporto tra Alex e Kayla e le conseguenze professionali

Nel frattempo, la relazione tra Alex e Kayla evolve in modo inaspettato. Durante la missione in Texas, i due cedono all’attrazione reciproca, dando vita a una notte di passione che complica ulteriormente la loro collaborazione. Kayla preferisce considerarlo un episodio isolato, mentre Alex sembra cercare qualcosa di più profondo.

Questo contrasto riflette uno dei temi principali della serie: la difficoltà di separare la vita personale dal lavoro investigativo. In un contesto dove ogni scelta può influenzare l’esito delle indagini, il rapporto tra i due rischia di diventare una vulnerabilità.

Serial killer o vigilanti? Il vero interrogativo della stagione

I primi tre episodi costruiscono una narrazione che mette in discussione la definizione stessa di criminalità. Donnie, Luz e Lincoln operano fuori dalla legge, ma colpiscono individui coinvolti in atrocità sistemiche. Cross si trova così a combattere su due fronti: fermare gli assassini e smascherare l’organizzazione che ha generato la loro vendetta.

La stagione suggerisce che la vera minaccia non sia rappresentata dai singoli killer, ma dal sistema che ha reso possibile la loro esistenza. Le mutilazioni, le esecuzioni e le missioni di salvataggio diventano simboli di un conflitto morale dove la giustizia ufficiale appare spesso impotente.

I primi episodi, quindi, non offrono risposte definitive, ma costruiscono un thriller che promette di esplorare il confine tra legalità e giustizia personale, preparando il terreno per una cospirazione che sembra coinvolgere politica, finanza e forze dell’ordine.

Redazione
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