Inverso – The Peripheral: spiegazione del finale della prima stagione

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Il finale della prima stagione di Inverso – The Peripheral (la nostra recensione) è costruito come un vero nodo narrativo, in cui linee temporali, alleanze politiche e sacrifici personali si intrecciano senza offrire una chiusura rassicurante. Prime Video sceglie consapevolmente l’ambiguità, preparando il terreno a una seconda stagione che promette di essere ancora più complessa e conflittuale.

Al centro di tutto c’è Flynne Fisher (Chloë Grace Moretz), schiacciata tra tre forze letali: il Research Institute guidato da Cherise Nuland, il potere criminale dei Klept di Lev Zubov e l’ombra incombente del Jackpot, l’apocalisse che incombe sulla sua linea temporale del 2032. Nel finale, Flynne smette di reagire e passa finalmente all’attacco.

Perché Cherise vuole uccidere Flynne

Il finale chiarisce definitivamente le motivazioni di Cherise Nuland. La leader del Research Institute scopre che i dati rubati da Aelita West non sono semplicemente archiviati in un sistema, ma incorporati nel DNA di Flynne, sotto forma di batteri impiantati nel suo corpo. Quelle informazioni riguardano un’arma cruciale: un impianto neurale capace di modificare il comportamento umano.

Se questi dati venissero resi pubblici, l’intero equilibrio tra Research Institute, Klept e Met crollerebbe. Per questo Cherise valuta l’opzione più estrema: anticipare il Jackpot nella linea temporale di Flynne, facendo esplodere il silo di Clanton County e distruggendo sia Flynne sia i dati. È una scelta che Cherise aveva sempre evitato, perché quella timeline era un laboratorio per studiare come prevenire l’apocalisse. Ma una volta scoperto dove si trovano i dati, l’eliminazione di Flynne diventa per lei una necessità assoluta.

Il piano di Flynne e la nascita di una nuova timeline

La vera svolta del finale sta nel piano di Flynne. Accettando di non poter “vincere” nel senso tradizionale, decide di resettare la partita, come suggerito metaforicamente da Conner. Infiltrandosi nelle strutture del Research Institute, Flynne crea una nuova stub timeline, una diramazione ulteriore della sua stessa realtà, e distrugge il dispositivo che permetterebbe a Cherise di accedervi.

Questo significa che ora esistono due versioni del 2032:
– quella originale, ancora sotto la minaccia del Research Institute
– una nuova, isolata, in cui Cherise non può intervenire direttamente

Per salvare la sua famiglia e Clanton County, Flynne compie però il sacrificio più estremo.

Flynne è morta oppure no?

Chloë Grace Moretz e Gary Carr in Inverso (2022)
Foto di Sophie Mutevelian – © Prime Video 2022

Sì e no. La Flynne che abbiamo seguito per tutta la stagione viene uccisa da Conner, in modo da convincere Cherise che i dati sono andati perduti e che non c’è più motivo di scatenare il Jackpot. Ma subito dopo, vediamo Flynne risvegliarsi nel futuro, in un corpo periferico, accanto all’ispettore Ainsley Lowbeer.

Questa Flynne proviene dalla nuova stub timeline: è una copia autentica, con gli stessi ricordi e la stessa coscienza, ma non è tecnicamente la stessa persona che è morta. Il finale gioca apertamente con il concetto di identità e continuità: Flynne ha salvato il mondo, ma al prezzo di cancellare sé stessa.

Aelita, i Neoprim e la verità sul futuro

Il ritorno di Aelita West nel finale svela un altro livello di orrore. Gli impianti neurali del futuro non servono solo a proteggere dagli effetti del Jackpot, ma anche a cancellare selettivamente i ricordi. È così che il Klept ha “stabilizzato” il mondo: eliminando milioni di persone e poi rimuovendo la memoria collettiva del massacro.

Questa rivelazione spiega il passato frammentato di Wilf e introduce implicitamente i Neoprim, una fazione ribelle pronta a distruggere l’ordine imposto da Research Institute, Klept e Met. Aelita vuole i dati nella testa di Flynne per ribaltare il sistema, preparando il terreno a un conflitto su scala globale.

Il triangolo Flynne–Wilf–Tommy resta aperto

Chloë Grace Moretz in Inverso (2022)
Foto di Sophie Mutevelian – © Prime Video 2022

Nonostante l’enorme posta in gioco, il finale trova spazio anche per le dinamiche emotive. Il legame tra Flynne e Wilf si conferma autentico, non un effetto collaterale della tecnologia aptica. Allo stesso tempo, è evidente che Tommy Constantine prova ancora sentimenti per Flynne, nonostante la sua relazione ufficiale.

Secondo Lowbeer, nella timeline originale Flynne e Tommy erano sposati. Ora però quella storia non può più esistere nello stesso modo. Il triangolo resta irrisolto, riflettendo l’idea centrale della serie: ogni scelta crea una frattura irreversibile.

Il crollo dell’equilibrio tra Research Institute, Klept e Met

La scena post-credit annuncia apertamente la guerra. Il Klept, già in conflitto con il Research Institute, ordina a Lev Zubov di “cauterizzare la ferita”, ovvero eliminare Wilf, Flynne e tutti i collegamenti con le stub timeline. Allo stesso tempo, il Met, guidato da Lowbeer, trama contro entrambe le fazioni.

Il fragile equilibrio che reggeva il futuro è ormai compromesso. Non esiste più un potere dominante, solo alleanze temporanee destinate a rompersi.

Il significato del finale di The Peripheral

Il finale della prima stagione di Inverso – The Peripheral parla di controllo, memoria e sacrificio. Flynne salva il mondo non diventando un’eroina vittoriosa, ma accettando di smettere di esistere nella forma che conosceva. La serie suggerisce che il vero conflitto non è tra passato e futuro, ma tra chi decide cosa ricordare e chi viene condannato all’oblio.

Con due timeline attive, una protagonista “morta ma viva” e una guerra imminente tra poteri globali, Inverso – The Peripheral chiude la sua prima stagione non con una risposta, ma con una promessa: il prezzo per fermare il Jackpot non è ancora stato pagato fino in fondo.

Il finale della prima stagione prepara direttamente la stagione 2

La battuta finale dell’episodio, con l’ispettore Ainsley Lowbeer che chiede a Flynne se è pronta a “mettersi al lavoro”, non è solo una chiusura elegante, ma un chiaro ponte narrativo verso la seconda stagione di The Peripheral.

Nonostante Flynne sia riuscita a salvare la stub del 2032 originale dal Jackpot anticipato, la minaccia di Cherise Nuland è tutt’altro che neutralizzata. Il Research Institute conserva ancora la capacità di aprire nuove linee temporali e continua a portare avanti il suo progetto più inquietante: l’installazione di impianti neurali di aggiustamento comportamentale sull’intera popolazione del futuro. Un piano che rappresenta una minaccia diretta non solo per la libertà individuale, ma per la memoria stessa dell’umanità.

Se Flynne dovesse inoltre scoprire da Wilf l’intera verità su come il Research Institute ha manipolato i suoi ricordi attraverso la tecnologia, la sua lotta contro Cherise diventerebbe ancora più personale. A quel punto, non si tratterebbe più soltanto di salvare una timeline, ma di smascherare un sistema fondato sulla cancellazione selettiva della coscienza.

La nuova stub creata da Flynne è al riparo dall’influenza diretta di Cherise, ma le cause del Jackpot restano intatte. Per fermare davvero l’apocalisse, Flynne dovrà accedere ai dati nascosti nel suo DNA. Ed è qui che il conflitto si intensifica: quelle informazioni sono desiderate dal Research Institute, dal Klept di Lev Zubov e anche da Aelita West. Tutti vogliono ciò che Flynne custodisce dentro di sé.

Il problema è che il possesso di questi dati sta avendo effetti degenerativi sul suo corpo. La stagione 2 metterà quindi Flynne davanti a una scelta drammatica: bilanciare la propria sopravvivenza fisica con la necessità di cambiare il passato e il futuro, mentre diventa il bersaglio di poteri sempre più aggressivi.

Il “mettersi al lavoro” evocato da Lowbeer non è una promessa di azione eroica, ma l’inizio di una guerra fredda temporale, in cui ogni decisione potrebbe accelerare o fermare la fine del mondo.

Perché The Peripheral non avrà una seconda stagione

Nonostante il finale della prima stagione di Inverso – The Peripheral fosse chiaramente costruito per aprire nuovi archi narrativi, una seconda stagione non vedrà mai la luce. Prime Video ha infatti deciso di cancellare ufficialmente la serie, interrompendo lo sviluppo dopo una sola stagione.

La decisione è arrivata nonostante l’ambizione del progetto e la volontà degli autori di espandere l’universo narrativo ispirato ai romanzi di William Gibson. Il finale, con la guerra imminente tra Research Institute, Klept e Met, la duplice esistenza di Flynne e il mistero ancora irrisolto del Jackpot, resta quindi un punto di sospensione definitivo, non l’inizio di un nuovo capitolo.

Questa cancellazione cambia inevitabilmente la lettura del finale. Il sacrificio di Flynne non è più l’atto inaugurale di una lunga battaglia, ma diventa il gesto conclusivo di una storia incompiuta, in cui la protagonista riesce a salvare una singola linea temporale senza poter davvero cambiare il sistema che ha generato l’apocalisse.

In questo senso, The Peripheral si chiude come un racconto profondamente coerente con i suoi temi: il futuro resta frammentato, il potere rimane nelle mani di pochi e ogni tentativo di riscrivere la realtà ha un costo altissimo. L’assenza di una seconda stagione trasforma l’ultimo sguardo tra Flynne e Lowbeer non in una promessa, ma in una domanda lasciata aperta, destinata a non trovare risposta.

Un finale amaro, ma perfettamente in linea con la visione pessimista e lucida della serie.

Redazione
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