La Preside è basata su una storia vera? Quanto c’è di reale nella serie Rai

-

Il realismo è l’elemento che più colpisce in La Preside. La figura della dirigente scolastica (Luisa Ranieri) che sceglie di guidare un istituto in un territorio fragile, tra dispersione, conflitti sociali e resistenze interne, appare così concreta da far sorgere una domanda inevitabile: la serie Rai racconta una storia realmente accaduta?

La risposta non è netta come potrebbe sembrare. La Preside non è la trasposizione fedele della vita di una singola dirigente con nome e cognome, ma nasce da un lavoro di documentazione su esperienze autentiche del mondo scolastico italiano. È una fiction che si radica nel reale, senza essere una biografia.

L’ispirazione reale dietro La Preside: testimonianze, non cronaca

La serie prende forma a partire da racconti e casi concreti di dirigenti scolastici che hanno operato in contesti complessi, soprattutto nel Sud Italia, dove la scuola rappresenta spesso l’ultimo presidio istituzionale in territori segnati da disagio economico e fragilità sociale. Negli ultimi anni, diversi presidi sono diventati simbolo di una battaglia quotidiana contro l’abbandono scolastico e l’isolamento delle famiglie.

Questo patrimonio di esperienze non viene riportato in maniera documentaristica, ma rielaborato in chiave narrativa. La protagonista diventa così una figura-sintesi, costruita per rappresentare molte storie in una sola. Non esiste una “vera preside” identificabile come fonte diretta della serie, ma esiste una realtà educativa che ha fornito il materiale drammaturgico.

È una differenza sostanziale: non siamo davanti a un adattamento biografico, bensì a un racconto che utilizza elementi autentici per costruire un personaggio simbolico e coerente.

Perché La Preside sembra una storia vera: la forza della verosimiglianza sociale

La percezione di autenticità nasce dall’aderenza al contesto. Le dinamiche raccontate — dispersione scolastica, tensioni con il territorio, difficoltà nel far rispettare le regole, conflitti con docenti e famiglie — non sono artifici narrativi, ma problemi strutturali del sistema scolastico italiano. La serie non idealizza la scuola, ma la rappresenta come spazio di confronto e di resistenza civile.

La dirigente non è costruita come eroina infallibile, ma come figura che affronta compromessi, isolamento e pressioni istituzionali. Questa scelta di scrittura evita la retorica e rafforza la credibilità dell’impianto narrativo. È proprio l’assenza di semplificazioni melodrammatiche a rendere la storia così “vera” agli occhi dello spettatore.

In definitiva, La Preside non racconta un fatto specifico realmente accaduto, ma restituisce una verità collettiva. È una fiction ispirata alla realtà, non una cronaca televisiva. La sua forza non sta nel dato biografico, bensì nella capacità di intercettare un nodo sociale ancora aperto: il ruolo della scuola nei territori fragili.

Redazione
Redazione
La redazione di Cinefilos.it è formata da un gruppo variegato di appassionati di cinema. Tra studenti, critici, giornalisti e aspiranti scrittori, il nostro gruppo cresce ogni giorno, per offrire ai lettori novità, curiosità e informazione sul mondo della settima arte.
- Pubblicità -

ALTRE STORIE

- Pubblicità -