Quando Person of Interest debuttò nel 2011 sulla CBS, molti spettatori la considerarono inizialmente un semplice procedural con elementi fantascientifici. Con il passare delle stagioni, però, la serie creata da Jonathan Nolan dimostrò di essere qualcosa di molto più ambizioso: una riflessione sulla sorveglianza di massa, sul potere degli algoritmi e sul rapporto tra esseri umani e intelligenza artificiale.
Con protagonisti Jim Caviezel nel ruolo dell’ex agente John Reese e Michael Emerson in quello del geniale programmatore Harold Finch, la serie immagina un sistema capace di analizzare ogni dato disponibile per prevedere i crimini prima che accadano. Una premessa che, nel 2011, sembrava fantascienza pura ma che oggi appare sorprendentemente vicina alla realtà.
La Macchina di Person of Interest: fantascienza o previsione tecnologica?
Al centro della serie c’è “la Macchina”, un’intelligenza artificiale progettata da Finch per il governo degli Stati Uniti dopo gli attentati dell’11 settembre. Il sistema analizza enormi quantità di dati – telecamere di sorveglianza, comunicazioni telefoniche, registri digitali – per individuare potenziali minacce prima che si trasformino in crimini reali.
Questo concetto non nasce dal nulla. Negli anni successivi all’11 settembre, gli Stati Uniti hanno effettivamente sviluppato sistemi di sorveglianza e analisi dei dati su larga scala. Programmi come PRISM, rivelati dalle divulgazioni di Edward Snowden nel 2013, hanno mostrato come le agenzie di intelligence raccolgano grandi quantità di informazioni digitali per analizzare comportamenti e prevenire minacce alla sicurezza nazionale.
Naturalmente, la “Macchina” della serie è molto più avanzata: possiede una vera forma di intelligenza artificiale autonoma e può interpretare i dati in modo quasi umano. Tuttavia, il principio alla base – utilizzare algoritmi e big data per prevedere comportamenti – è oggi al centro di molti sistemi di analisi predittiva.
Sorveglianza di massa e realtà: quanto siamo vicini allo scenario della serie
Uno dei temi più discussi della serie riguarda la sorveglianza costante della popolazione. In Person of Interest, ogni telecamera urbana, ogni dispositivo connesso e ogni comunicazione digitale possono essere analizzati dal sistema.
Se questa visione può sembrare distopica, in realtà il mondo contemporaneo si avvicina sempre di più a questo modello. Le città moderne sono sempre più ricche di sensori, telecamere e dispositivi connessi. Tecnologie come il riconoscimento facciale e l’analisi dei dati urbani vengono già utilizzate in diversi paesi per monitorare il traffico, individuare sospetti o prevenire attività criminali.
Alcuni sistemi di polizia predittiva, ad esempio, analizzano dati statistici e comportamentali per prevedere dove potrebbe verificarsi un crimine. Non sono in grado di individuare una persona specifica come accade nella serie, ma il principio di base – anticipare gli eventi attraverso algoritmi – è lo stesso che guida la Macchina.


