Netflix si prepara ad accogliere una nuova serie sci-fi dai toni misteriosi e soprannaturali: The Boroughs, un progetto in otto episodi che segna il ritorno dei Duffer Brothers come produttori esecutivi. Dopo il successo globale ottenuto con Stranger Things e altri progetti recenti, il duo torna con una storia che mescola complotti, creature inquietanti e dinamiche umane in un contesto decisamente insolito.
La serie, prodotta da Upside Down Pictures, debutterà il 21 maggio e porterà sullo schermo una comunità apparentemente perfetta, presto sconvolta da presenze oscure e inspiegabili.
La trama
Ambientata nel deserto del New Mexico, la storia ruota attorno a The Boroughs, una tranquilla comunità per pensionati che promette serenità e benessere ai suoi abitanti. Tuttavia, dietro questa facciata idilliaca si nasconde qualcosa di molto più inquietante.
“La vasta distesa soleggiata del deserto del New Mexico ospita The Boroughs, una pittoresca comunità per pensionati che promette ai suoi residenti il periodo migliore della loro vita. Ma per il nuovo arrivato Sam Cooper, il paradiso sembra più una prigione. Tutto cambia quando un terrificante incontro notturno rivela che qualcosa di mostruoso si aggira tra i curati viali residenziali.”
Il protagonista, Sam Cooper, interpretato da Alfred Molina, è un ingegnere aeronautico in pensione che, dopo aver perso la moglie, cerca un nuovo inizio. Ma il suo arrivo nella comunità segna l’inizio di una serie di eventi inspiegabili che lo porteranno a mettere in discussione tutto. “Liquidato dalle autorità come l’ennesimo anziano confuso, Sam trova alleati improbabili in un gruppo di eccentrici vicini: un’ex giornalista brillante, una ricercatrice spirituale, un manager musicale cinico e un medico geniale a corto di opzioni. Ignorati e sottovalutati, questi improbabili eroi dovranno unirsi per svelare la verità oscura al centro di The Boroughs prima che il tempo a loro disposizione finisca.”
Un cast corale e una nuova sfida per i Duffer Brothers
Accanto ad Alfred Molina, il cast include nomi di primo piano come Geena Davis, Alfre Woodard, Denis O’Hare, Clarke Peters e Bill Pullman, oltre a Carlos Miranda, Jena Malone, Seth Numrich e Alice Kremelberg. Un ensemble variegato che contribuirà a dare profondità a una storia corale fatta di misteri e relazioni.
I Duffer Brothers hanno raccontato come il progetto sia nato quasi per caso, dopo aver apprezzato il lavoro dei creatori Will Matthews e Jeffrey Addis.
Ross Duffer: “Eravamo fan della precedente serie televisiva di Will e Jeff, Dark Crystal – La resistenza. Ci piaceva moltissimo, quindi volevamo incontrarli, e così è stato. Ci siamo trovati subito in sintonia. È stato uno di quegli incontri in cui non viene presentata nessuna idea. Abbiamo detto: ‘Se un giorno avrete qualcosa, ci piacerebbe lavorare con voi.’ E una settimana dopo ci hanno mandato una breve descrizione, che poi è diventata The Boroughs. E abbiamo detto: ‘Dobbiamo farlo.’”
Matt Duffer ha aggiunto: “Ci hanno inviato sostanzialmente un paio di frasi. Era una versione molto iniziale dell’idea, ma coinvolgeva un gruppo di personaggi anziani che vivono in una casa di riposo — e dei mostri. Inutile dire che era perfettamente nelle nostre corde. Siamo tutti fan, Jeff, Will e noi, di Cocoon, e ci chiedevamo perché nessuno avesse mai fatto qualcosa di simile prima. Ci è sembrato subito il progetto giusto. Ed è il primo progetto che siamo riusciti a realizzare con Upside Down Pictures.”
Non mancano i richiami alle atmosfere di Stranger Things, con un gruppo di outsider chiamato a fronteggiare una minaccia più grande di loro. Come sottolineato dallo stesso Matt Duffer: “Condivide sicuramente alcuni elementi con Stranger Things, nel senso che c’è un gruppo di eroi improbabili e amici inaspettati che combattono qualcosa di più grande di loro, qualcosa di straordinario e soprannaturale.”
Con queste premesse, “The Boroughs” si presenta come una delle uscite più intriganti della stagione televisiva, pronta a mescolare fantascienza, tensione e dramma umano in un contesto decisamente originale.
