Geek girl: recensione della nuova serie Netflix

Simpatica e leggera, la serie è disponibile in piattaforma dal 30 maggio.

Netflix ha da sempre incentivato la produzione di contenuti quali serie tv e film a sfondo teen: alcuni dei prodotti più visti seguono proprio questo specifico modello, come ad esempio Elite. Geek Girl è quindi un’altra delle tante serie adolescenziali distribuite dalla piattaforma. Formata al momento da una sola stagione di 10 episodi, ognuno da circa 30 minuti, la serie è tratta dall’omonimo romanzo per ragazzi della scrittrice inglese Holly Smale. Nel cast ritroviamo figure già parzialmente note nel panorama cinematografico e specialmente  nel mondo delle serie tv: Emily Carey (Wonder Woman, House of the dragon) interpreta la protagonista Harriet Manners, mentre Daisy Jelley (How to have sex) è nel ruolo della modella Poppy Hepple-Cartwright.

Geek girl: da secchiona a modella

Harriet Manners, la geek o secchiona della scuola, è una normale adolescente inglese: ha una migliore amica, Nat, con cui va a scuola e sopporta le prese in giro del gruppo di bulli popolari, è molto studiosa e curiosa, ma anche poco sicura di se.

Una gita alla London Fashion Week cambierà tutta la sua  vita; nonostante le sue insicurezze e il poco interesse per la moda, Harriet viene subito notata da Willbur, una sorta di fata madrina per tutte le modelle. Dopo anni  di  bullismo, la ragazza decide di cogliere l’occasione per dare un cambiamento alla sua vita. Harriet riuscirà il primo casting anche grazie al supporto del modello Nick Park, con il quale si creerà un rapporto che andrà oltre l’amicizia.

Ma non tutto sembra essere sempre perfetto anche per una modella: le difficoltà di mantenere il rapporto di amicizia con Nat, il cui sogno era proprio di lavorare nella moda, e l’invidia e gelosia di Poppy, modella e finta fidanzata di Nick, renderanno la vita di Harriet tutt’altro che semplice.

Geek Girl Emily Carey
Geek Girl. Cr. COURTESY OF NETFLIX © 2024

Il luccicante mondo della moda

Il tema principale di Geek girl è certamente il mondo della moda: questo viene talvolta visto come un campo molto superficiale e dai tratti tossici, per via della necessità di mantenere un fisico perfetto. Molti di questi elementi però vengono poco trattati all’interno della serie, lasciando totalmente offuscate le problematiche legate al peso delle modelle ed ai possibili disturbi alimentari che ne seguono. In Geek girl essere una modella è rappresentato un po’ come essere una principessa: bellissimi vestiti vistosi, tutte le attenzioni di sopra ed un affascinante principe azzurro. La serie sarebbe potuta essere invece una buona occasione per dare un quadro più veritiero sul mondo del fashion, pur mantenendo un tono leggero e da serie teen.

La paura di essere diversi

Sii felice di essere un orso polare.

L’elemento più caratteristico del personaggio di Harriet è proprio la sua insicurezza, la quale la porta prima a credere di essere odiata da tutti e poi a voler cambiare sé stessa nel diventare una modella. Harriet inizialmente cerca di uniformarsi al resto dei suoi compagni, e solamente dopo un importante confronto con Toby, il suo strambo  vicino di casa, comprenderà il valore della diversità.

La metafora utilizzata dai due è quella di un orso polare in una foresta: per quanto sia forte e maestoso, non riesce ad uniformarsi al meglio con il resto della fauna. Ed infatti lo scopo non dovrebbe essere quello: bisogna rispettare e celebrare la diversità e le piccole cose che rendono ogni persona unica.

Geek Girl Netflix
Geek Girl. Cr. COURTESY OF NETFLIX © 2024

Geek girl: piccoli difetti di stile

Trattandosi di una semplice serie teen, Geek girl non si distingue esattamente nel comparto tecnico- stilistico. Alcune riprese sembrano essere abbastanza… cringe, simulando uno stato di suspense in alcune scene parzialmente fuori luogo.

Il primo esempio si ritrova nel quarto episodio: Harriet è al suo primo casting e viene aiutata da Wilbur a imparare a camminare sui tacchi alti. In quel momento tutto sembra fermarsi e le riprese si focalizzano solo sulla protagonista e sul muro verso cui cammina, che sembra quasi allargarsi, in un effetto simile a una lente d’ingrandimento. Il secondo momento in cui alcune scelte tecniche sembrano essere poco adatte si ritrova nell’ultimo episodio, nel momento in cui Harriet viene invitata nuovamente a sfilare ma la paura la pervade. Per rappresentare al meglio lo stato d’animo della protagonista si ha un cambio  momentaneo di colori, rendendoli più cupi e idealmente più uniformi all’ansia di Harriet. E’ un cambiamento così breve da risultare solo come strano all’occhio dello spettatore e certamente superfluo.

Geek girl si dimostra essere esattamente ciò che ci si aspettava: una serie leggera e molto scorrevole, ma con alcuni difetti.