Mare fuori 4 episodi 5 e 6 recensione

Continua inesorabile la continua “discesa all’inferno” dei protagonisti degli episodi 5 e 6 di di Mare Fuori 4 che si trovano a fare i conti con un nuovo cambio di scenario nelle loro giovani eppure già vecchie vite. Quasi tutti ancora minorenni ma già alle prese con una vita a dir poco complicata, questi ragazzi lottano ogni giorno, più o meno consapevolmente, per sopravvivere a se stessi e al mondo che li circonda. Per Rosa Ricci il problema si risolve in modo estremamente semplice: “Questione di scelte“, come dice a Cucciolo, suo nuovo alleato, e come recita anche il titolo dell’episodio 5.

 

La scelta che ha fatto lei l’abbiamo intuita già nel dittico precedente: la famiglia, il clan, la piazza, Rosa si dedica alla sua eredità di sangue, perché pensa che quella sia la scelta giusta, per quanto difficile. Vuole portare avanti il nome dei Ricci e allo stesso tempo lotta contro se stessa: la luce che le ha mostrato Carmine, suo nemico naturale perché erede del clan avversario dei Di Salvo, è un fatto nuovo, troppo brillante di speranza in un futuro migliore per essere credibile e possibile per lei, che invece si sente dentro solo oscurità.

Mare Fuori 4: l’avvocato D’Angelo fa la sua mossa

Ma gli amanti sfortunati dell’IPM vengono accantonati per un po’, negli episodi 5 e 6 di di Mare Fuori 4. Seppure protagonisti della storia principale, in questa occasione lasciano spazio al personaggio dell’avvocato Alfredo D’Angelo, interpretato da Giuseppe Tantillo. Ci viene data la possibilità di guardare al passato del giovane Alfredo, ambizioso e povero, con tanto cervello ma poco potere, che si affilia a chi di potere (e soldi) ne ha in abbondanza. L’uomo è ormai un personaggio chiave della storia: custode dei soldi dei Ricci, è adesso the most wanted man per Rosa, per Edoardo ma anche per Silvia, che crede di aver trovato il modo per sopravvivere al suo sfuggente doppio-gioco, sfruttandolo a suo vantaggio. Purtroppo, come sempre succede in Mare Fuori 4, interviene l’entropia, che sembra governare buona parte di questi giovani sull’orlo di un precipizio, e mette il fumantino “Micciarella” sul suo cammino.

Arriva il momento di Cardiotrap

“Questione di scelte” si conclude quindi con un colpo di scena che ci traghetta direttamente nell’episodio 6, “Ragazzi fuori”. Un altro episodio di “conseguenze”, in cui si accolgono le notizie, brutte e belle (meno male che c’è la story-line di Pino/Artem che regala un po’ di gioia a questa serie!), e i personaggi sono costretti a fare i conti con le proprie azioni. La puntata si sarebbe potuta chiamare anche “La contritio cordis di Micciarella”, tuttavia questa scelta sposta il fuoco del racconto, finalmente, su Gianni/Cardiotrap. Il personaggio, che nel corso delle tre stagioni precedenti è cresciuto molto, torna finalmente al centro della scena. Lo avevamo lasciato scottato dal furto intellettuale subito dalla sveglia Crazy J che si candida a diventare nuova Viola della serie: rotta dentro, impenitente, incurante delle difficoltà in cui mette gli altri. Legata a doppio filo a Cardiotrap e quindi anche a Crazy J, c’è Alina, la muta, la pazza, il personaggio più misterioso di questa nuova stagione, che poco a poco si sta facendo strada nel cuore degli spettatori, quasi pronta a svelare il suo segreto.

Mare Fuori 4: un mid-season finale con il botto

La strada che ci porta a questo mid-season finale, con un grande colpo di scena e un cliffhanger da farci desiderare che il 14 febbraio sia oggi, è costellata di drammi che i nostri giovani devono affrontare. L’eroe romantico, Carmine (Massimiliano Caiazzo), compare solo nel finale di puntata, portatore di una luce, di una piccola speranza, e di un cuore gonfio di emozioni contrastanti per quello che ancora prova per Rosa, per quello che deve fare per salvarsi, per Azzurra, sua figlia, per il futuro che vuole per lei e per quelli che, nonostante le circostanze della detenzione, sono diventati la sua famiglia.

In linea con quanto sviluppato fino a questo momento, Mare Fuori 4 conferma una perdita di freschezza e originalità direttamente proporzionale alla crescita dei mezzi produttivi. Mentre la regia di fa più curata, enfatica e acrobatica, la scrittura perde quella verità che rappresentava la sua parte migliore, più autentica, all’inizio della sua corsa. Forse è il prezzo da pagare per il successo travolgente della serie stessa, ma i giovani talenti che interpretano questi eroi disgraziati meriterebbero copioni migliori.

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RASSEGNA PANORAMICA
Chiara Guida
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Chiara Guida
Laureata in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza di Roma, è una gionalista e si occupa di critica cinematografica. Co-fondatrice di Cinefilos.it, lavora come direttore della testata da quando è stata fondata, nel 2010. Dal 2017, data di pubblicazione del suo primo libro, è autrice di saggi critici sul cinema, attività che coniuga al lavoro al giornale.
mare-fuori-4-recensione-degli-episodi-5-e-6-della-serieMentre la regia di fa più curata, enfatica e acrobatica, la scrittura perde quella verità che rappresentava la sua parte migliore, più autentica, all'inizio della sua corsa. Forse è il prezzo da pagare per il successo travolgente della serie stessa, ma i giovani talenti che interpretano questi eroi disgraziati meriterebbero copioni migliori.