Baymax! La parola ai realizzatori della nuova serie Walt Disney Animation Studios

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In esclusiva sulla piattaforma streaming dal 29 giugno, torna l’affabile, gonfiabile e inimitabile robot sanitario Baymax! che farà ciò per cui è stato programmato: aiutare gli altri. La nuovissima serie di avventure nel campo dell’assistenza medica sarà ambientata nella fantastica città di San Fransokyo. 

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Dopo averlo conosciuto nella veste di supereroe in Big Hero 6, il gonfiabile assistente medico si cimenta in quello che è stato creato per fare, ovvero aiutare le persone, nella serie in sei episodi che porta il suo nome.

Don Hall, creatore della serie e già regista del lungometraggio del 2014, spiega: “È cominciato con l’idea di tornare a raccontare il personaggio di Baymax per quello che era stato creato per fare, ho pensato che la tv Disney aveva già esplorato tanti aspetti di diversi personaggi e che con questo progetto potevamo concentrarci su Baymax, mentre si occupa di un paziente alla volta, per essere in grado di godere del divertimento di ogni singola situazione. Era molto di più di quanto avevamo visto prima, è uno show con un cuore molto grande.”

Per uno dei produttori, Roy Conli, si tratta del meglio della Disney, perché mette insieme cuore e umorismo: “Ci sono sia elementi drammaturgici legati alla malattia che di volta in volta Baymax cura, sia elementi emotivi che non vengono mai trascurati.” 

Bradford Simonsens, altro membro illustre della squadra produttiva, commenta invece il ritorno a San Fransokyo, città immaginaria in cui è ambientata la storia: “Sono stato super contento di tornare dopo sette anni. La nostra crew ha elevato ogni elemento del progetto ad altezze eccellenti e tutti sono stati bravissimi. Siamo felici di aver riportato Baymax e la sua bontà al grande pubblico. Per noi storyteller adattarci a questa forma di racconto (ogni episodio dure 8 minuti, ndr) è una grande opportunità, perché è uno scenario completamente diverso rispetto a quello a cui siamo abituati con i lungometraggi. Tempi e metodi sono differenti, ma dato che in questo caso si può lavorare a ogni episodio contemporaneamente e ci sono più squadre produttive, abbiamo la possibilità di rifinire perfettamente ogni aspetto.”

Scott Adsit è la voce di Baymax, la sua caratteristica distintiva su un volto e una fisionomia tanto semplice: “Compassione è la parola chiave per capire e amare Baymax, la sua missione è dover far sentire bene la gente, e non si pone mai nessun problema di giudicare chi ha davanti. Tratta tutti allo stesso modo e cura non solo la malattia ma anche la persona. È il meglio di ciò a cui ognuno di noi può aspirare.”  Ma perché Baymax è così amato soprattutto dai bambini? “A parte la sua abbracciabilità – dice Adsit – secondo me è per il design semplice. Io da piccolo mi connettevo ai personaggi di finzione disegnandoli. E Baymax è molto facile da disegnare, secondo me i bambini possono amare questo aspetto.”

Don Hall prosegue: “Baymax piace alle persone perché ha compassione di tutti. E noi abbiamo usato questa compassione come device comico. I suoi protocolli sono la parte divertente della serie perché stridono con il paziente che non vuole essere curato o non vuole il suo aiuto, e la sua insistenza, sempre garbata ma decisa, genera ilarità. Il tutto con un viso assolutamente semplice e privo di caratteristiche particolari. Credo che il merito sia anche della voce che gli dà Scott.” 

Baymax! è prodotta da Roy Conli e Bradford Simonsen. Gli episodi della serie sono diretti da Dean Wellins (Episodi 1, 2, 6), Lissa Treiman (Episodio 3), Dan Abraham (Episodio 4) e Mark Kennedy (Episodio 5). Lo sceneggiatore è Cirocco Dunlap. Nella versione originale, Scott Adsit ritorna a prestare la sua voce a Baymax. Tra i doppiatori presenti negli episodi figurano anche Ryan Potter, Maya Rudolph, Emily Kuroda, Lilimar, Zeno Robinson e Jaboukie Young-White.

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Chiara Guida
Chiara Guida
Laureata in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza di Roma, è una gionalista e si occupa di critica cinematografica. Co-fondatrice di Cinefilos.it, lavora come direttore della testata da quando è stata fondata, nel 2010. Dal 2017, data di pubblicazione del suo primo libro, è autrice di saggi critici sul cinema, attività che coniuga al lavoro al giornale.
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