Orange Is the New Black 6: recensione della sesta stagione

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Avevamo lasciato le ragazze di Litchfield alla fine della rivolta. Alcune tra le più importanti, tra le quali, Piper, Alex e Nikki, le avevamo lasciate nascoste nel bunker di Frieda al momento dell’irruzione delle guardie. Le altre, erano state caricate su autobus diretti chissà dove. Come il migliore Orange Is the New Black sa fare, la quinta stagione era finita lasciandoci in sospeso e con grandi interrogativi. Avevamo lasciato le ragazze proprio nel momento della disfatta. Dopo, cosa c’è?

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La sesta stagione di Orange Is the New Black, ovviamente, si guarda bene dal darci tutte le risposte in una volta sola: si comincia solamente da dieci delle ragazze, ora in isolamento. Delle altre, non si sa nulla. Le dieci riescono a vedersi da lontano, da dietro le porte delle rispettive celle. Si osservano, senza poter comunicare. Ci troviamo in una speciale sezione di isolamento, dove cominciano le indagini sulla rivolta di Litchfield e sulla morte di Piscatella. Gli interrogatori si susseguono brutali, e ci rendiamo conto di una cosa: per la prima volta, le ragazze sono sole. È arrivato il momento della resa dei conti: c’è bisogno di individuare una responsabile della rivolta, che abbia un volto e un nome. Come, sembra importare poco, e la cosiddetta “giustizia” si rivela essere, come al solito, noncurante, inaccurata, disumana. E ognuna delle detenute si ritrova a dover pensare prima di tutto a salvarsi la pelle: per non passare la vita in carcere, bisogna pensare solamente a sé, sapendo che le proprie decisioni potrebbero decidere il destino di qualcun altro.

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La quinta stagione di Orange Is the New Black era tesa, densissima di eventi, e dalla trama ambiziosa. Inizialmente, è difficile abituarsi alla ripresa di un ritmo più lento: la sesta stagione comincia, purtroppo ma necessariamente, con un calo di adrenalina. La tensione, quella tangibile e costante, sembra evaporare, lasciando spazio a quella più sottile fatta di incognite e drammi personali. Se non altro, dopo lo sforzo collettivo della rivolta, ritorniamo finalmente a seguire da vicino ognuna delle ragazze, che nella quinta stagione avevano avuto poco spazio veramente personale: torniamo a seguire il loro percorso, la loro crescita o il loro declino.

Tra i personaggi sui quali lo show punta di più, ovviamente, c’è l’amatissima Taystee, ancora protagonista di una battaglia per la giustizia, che questa volta si richiama direttamente alla politica contemporanea e al movimento Black Lives Matter. Piper è inizialmente sola e in cerca di Alex. Si troverà in difficoltà con la nuova compagna di cella, e si troverà ad avere a che fare con rivalità tra gang. Delle difficoltà aiuteranno Nicky a trovare forse la pace, o se non altro alcune risoluzioni. Tiffany, in fuga, avrà una decisione da prendere. Dayanara è alle prese con parecchio dolore fisico e psicologico, che la trascinerà verso il basso. Red, in isolamento, risente della separazione dalle ragazze e dalla sua famiglia, e darà il meglio di sé sia nella severità che nella tenerezza. Anche Maria, inoltre, sperimenterà una solitudine mai provata prima. Blanca e Gloria, invece, sono alle prese con il proprio corpo e con il tempo che passa in prigione: la prima è una delle vere sorprese di questa stagione. Ma non ci sono solo loro: Orange Is the New Black ha tantissime storie da raccontare.

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Nel nuovo carcere di massima sicurezza non possono mancare i nuovi personaggi, alcuni più interessanti, alcuni meno. Peccato che, nonostante le facce siano nuove, la sensazione sia quella che i meccanismi e i rapporti che si creano tra le ragazze abbiano qualcosa di già visto. Inoltre, se tra le migliori performance ci sono ancora quelle di Danielle Brooks, Natasha Lyonne e Kate Mulgrew, quelle delle nuove arrivate sembrano non essere esattamente all’altezza. Ma lo show ha il merito del trovare sempre nuovi modi per approfondire e plasmare i propri personaggi in modo profondo e realistico.

La sesta stagione di Orange Is the New Black è di nuovo una riflessione sulla giustizia, sulla violenza, sulla lealtà. C’è senso di impotenza, ma anche senso di lotta. Ci sono tante cattive decisioni, tanta disumanità e tanta violenza. Ci chiediamo quale l’origine del male, e la risposta non è mai semplice. Come sempre, Orange Is the New Black è una serie intensa fatta sia di violenza, che di dolcezza, che di comicità. Ha ancora la stessa forza e lo stesso umorismo.

La sesta stagione di Orange Is the New Black è finalmente in arrivo su Netflix Italia il 27 luglio 2018.