Panic, recensione della serie Amazon Prime Video

La serie adolescenziale arriva sullo streamer a partire dal 28 maggio con un racconto adrenalinico ed emozionante.

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Panic trailer

Disponibile dal 28 maggio su Amazon Prime Video, Panic è la nuova serie in dieci episodi di un’ora prodotta dallo streamer. Basata sull’omonimo romanzo, Panic si pone in una terra di mezzo tra avventura adrenalina e racconto di formazione, sullo stile di Stand By Me, ovvero l’ultima estate nel paesino d’origine, dopo il diploma e prima del college, per un gruppo di adolescenti che sognano un futuro migliore. 

La serie è stata ideata e scritta da Lauren Oliver, che compare anche tra gli executive producer con Joe Roth, Jeff Kirschenbaum e Adam Schroeder. Lynley Bird e Alyssa Altman sono co-executive producers, mentre la produzione è Amazon Studios.

I protagonisti sono Olivia Welch, che interpreta la combattiva Heather Nill, Mike Faist è invece il misterioso Dodge Mason, Jessica Sula è Natalie Williams, migliore amica di Heather, ma con dei segreti inconfessabili, Camron Jones interpreta invece Bishop Mason, che con Natalie e Heather forma un terzetto inseparabile, ma la cui amicizia sarà messa a dura prova. Chiudono il cast principale Ray Nicholson, che interpreta Ray Hall, ed è un brillante figlio d’arte (il cognome, Nicholson, dovrebbe accendere qualche spia) e Enrique Murciano, lo sceriffo Cortez, che vigila sulla città, con lui, menzioniamo anche Moira Kelly, che interpreta sua moglie nella serie, ma che ricordiamo principalmente per il ruolo di Donna Hayward nel cult Fuoco Cammina con me.

La trama di Panic

La storia di Panic si svolge in una cittadina del Texas in cui ogni estate i neodiplomati si cimentano in una serie di sfide a eliminazione. Si tratta di un gioco che mette alla prova i loro nervi e le loro paure, un gioco che qualche volta costa la vita a chi vi partecipa, ma questo non conta, perché il vincitore riceve un premio in denaro, e questa è una motivazione sufficiente per i ragazzi che sperano in una vita migliore al di fuori del loro paesino abbandonato. È una motivazione sufficiente per Haether e Natalie, amiche per la pelle, che si trovano a giocare, l’una contro l’altra, a questo gioco senza esclusione di colpi. Ma quest’anno qualcosa è cambiato: nuovi concorrenti misteriosi, un’ombra dal passato, giudici che cambiano le regole in corsa, la polizia che ce la mette tutta per intralciare questi pericolosi giochi da ragazzi. 

La posta in gioco non è mai stata così alta e tutto, in Panic, è diventato ancora più pericoloso. I contendenti dovranno affrontare le loro paure più profonde e oscure e saranno costretti a decidere quanto sono disposti a rischiare per vincere e sopravvivere.

Le premesse sono avvincenti e sicuramente il cast, inclusivo e multietnico, dà una marcia in più a questa storia emozionante e avvincente. Drammaturgicamente però, Panic non presenta niente di nuovo se non una serie di situazioni derivative messe insieme con intelligenza. E infatti è proprio il cast a fare la differenza, il carisma dei giovani interpreti e soprattutto le dinamiche da soap che coinvolgono lo spettatore molto più che le prove all’ultimo sangue del gioco protagonista della serie.

Alla fine, quel gioco, quelle prove, sono solo una scusa, un McGuffin per introdurci in una piccola comunità di provincia dove povertà e segreti rischiano di soffocare il futuro di giovani promettenti che aspirano a una vita nuova, migliore. Siamo proprio dalle parti di Stand By Me, l’ultima estate prima del grande passo, dell’età adulta.

Panic è un’avventura che intrattiene con efficacia grazie al mix di elementi che mette inciampo, tra primi amori ed esperienze sessuali, segreti inconfessabili, desideri aspirazionali, voglia di cambiare la propria sorte, vita di provincia e autodeterminazione di adolescenti promettenti. Dal 28 maggio disponibile su Amazon Prime Video.

 
RASSEGNA PANORAMICA
Chiara Guida
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Laureata in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza di Roma, è una gionalista e si occupa di critica cinematografica. Co-fondatrice di Cinefilos.it, lavora come direttore della testata da quando è stata fondata, nel 2010. Dal 2017, data di pubblicazione del suo primo libro, è autrice di saggi critici sul cinema, attività che coniuga al lavoro al giornale.