Strappare lungo i bordi, recensione della serie di Zerocalcare #RFF16

Mentre festeggia i diceci anni di carriera, Zerocalcare dà vita a una serie animata. Da novembre 2021 su Netflix

La Festa del Cinema di Roma quest’anno omaggia il talento di uno dei fumettisti italiani più apprezzati. A dieci anni dall’esordio con La Profezia dell’Armadillo, Zerocalcare, nome d’arte di Michele Rech, si vede infatti dedicare una mostra nel Foyer della sala Sinopoli, che presenta alcuni degli esempi più significativi del suo lavoro. In più, tra gli Eventi Speciali della Festa c’è l’anteprima delle prime due puntate della serie animata Strappare lungo i bordi, ideata dallo stesso Zerocalcare, che Netflix proporrà in streaming dal 17 novembre. 

Strappare lungo i bordi, difficile da sintetizzare in una sinossi

 

Queste prime due puntate di Strappare lungo i bordi non sono facili da sintetizzare con una sinossi. Si potrebbe dire che la serie  racconti le vicende dell’alterego animato dell’autore, cui Zerocalcare stesso dà la voce, affiancato dal fido armadillo – qui la voce è di Valerio Mastandrea – che ne rapprensenta una sorta di grillo parlante, di coscienza. Accanto a lui, gli amici: Secco, Sara, Alice, a spasso nel tempo tra passato e presente, toccando temi disparati: da quelli sociali, alla politica, a quelli esistenziali, mentre la vita scorre, non sempre come si vorrebbe.

Strappare lungo i bordi non è facile

E’ proprio questa la metafora contenuta nell’immagine del titolo. Strappare lungo i bordi, come si fa per ritagliare una sagoma di carta, non sempre è così semplice. Può capitare che la carta si strappi malamente e che la figura ne esca rovinata. Un po’ come nella vita, ciò che si vorrebbe accadesse, non sempre accade da sé, in modo naturale, anzi, quasi mai. Ma questo il protagonista lo impara a sue spese, crescendo. Una sicurezza al suo fianco però, ce l’ha, sono proprio gli amici. Secco, Sara e Alice sono tre personalità diverse, ma complementari, e complementari anche a quella dello stesso protagonista. Zerocalcare oltre a doppiare  il proprio alterego, presta la voce a tutti loro e il risultato è molto divertente. 

Tra disavventure quotidiane, temi sociali e politici, Zerocalcare compone un ritratto personalissimo, scombiccherato ma efficace, di una generazione alle prese con le ansie, le speranze e le delusioni della vita. Neanche a dirlo, chi segue il fumettista romano lo sa, il racconto procede alla velocità della luce, come nello stile di Zerocalcare. Il parlare accelerato del protagonista della serie sembra essere proprio lo specchio di ansie e indecisioni di fronte alle sfide della vita. Il racconto è un susseguirsi di cambi d’ambientazione e salti temporali, esilarante e coinvolgente, sulle musiche originali di Giancane.

Si ride di gusto, ci si immedesima, ma c’è anche spazio per la riflessione, perchè tra i colori accesi, la saggezza improvvisata dell’armadillo, la rassicurante ripetitività di Secco e le figuracce dell’impacciato protagonista, trovano spazio elementi di satira sociale e politica e considerazioni nient’affatto scontate sul nostro passato e l’attualità. Zerocalcare, oltre ad essere un talentuoso fumettista – dal suo lavoro è già stato tratto un film, La profezia dell’Armadillo – è anche una mente acuta del nostro panorama culturale, capace di affrontare con semplicità e ironia temi complessi, rendendoli fruibili a tutti, senza trascurare una dimensione esistenziale peculiare, ma nella quale, a ben guardare, non è così difficile riconoscere tratti delle altrui esistenze. Ecco perché Strappare lungo i bordi è consigliato anche a chi non è appassionato di fumetti o non conosce l’autore. Guardare per credere. Dal 17 novembre su Netflix.

RASSEGNA PANORAMICA

Scilla Santoro
Giornalista pubblicista e insegnate, collabora con Cinefilos.it dal 2010. E' appassionata di cinema, soprattutto italiano ed europeo. Ha scritto anche di cronaca, ambiente, sport, musica. Tra le sue altre passioni, la musica (rock e pop), la pittura e l'arte in genere.
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