Era il 2008 quando Gomorra, film di denuncia tratto dal romanzo-inchiesta di Roberto Saviano, otteneva uno strepitoso successo di critica e pubblico, collezionando riconoscimenti importanti come sette  David, due Nastri d’argento e quattro Ciak d’oro ma mancando clamorosamente la nomination all’Oscar. Quasi quattro anni dopo quel successo, più di 10 milioni di euro incassati, Matteo Garrone torna nelle sale cinematografiche italiane con un nuovo lavoro, Big House, un film incentrato sui reality show e sul peso, il ruolo, che essi occupano oggi nella quotidianità degli italiani.

Il protagonista è un umile pescivendolo vesuviano che conduce con la giovane moglie una vita di stenti, rinunce ed espedienti. Appassionato di reality, il nostro protagonista è convinto che prima o poi arriverà la sua occasione che gli permetterà di svoltare. La passione per il piccolo schermo, la smania di arrivare ad esserne un protagonista, diventerà presto un’ossessione incontrollabile che porterà l’uomo a comportarsi nella vita di tutti i giorni come se fosse un concorrente della famosa “casa”.

Prodotto dalla Fandango di Domenico Procacci e dall’Archimede dello stesso Garrone in collaborazione con Rai Cinema, Big house è un film girato in poco meno di tre mesi tra Cinecittà e Napoli per cui il regista ha evidentemente una particolare predilizione.

Sceneggiato da Garrone insieme a Ugo Chiti, il resto del cast tecnico è costituito da altri “fedelissimi” con cui il regista ha già lavorato in Gomorra: Marco Onorato come direttore della fotografia, Paolo Bonfini alla scenografia, Marco Spoletini al montaggio e soprattutto ai costumi il grande Maurizio Millenotti che annovera esperienze con Tornatore e Zeffirelli.

Come per Gomorra anche per Big house Garrone ha preferito affidare a due attori sconosciuti il ruolo dei protagonisti: Aniello Arena e Loredana Simioli. Nel ruolo della “Marcuzzi”, conduttrice del reality, vedremo invece un’insolita Claudia Gerini.

Quindi una commedia in cui si ride di un riso amaro, una storia estremamente attuale che racconta un aspetto della società di oggi. “Partiamo da qualcosa di vero” afferma il co-sceneggiatore Massimo Gaudioso, “trasformando la vicenda realmente accaduta in una narrazione visionaria, man mano che il protagonista tramuta la sua passione per il piccolo schermo in ossessione pura”.

Una curiosità riguarda una delle location in cui si sono svolte le riprese: si tratta della storica Villa Pignatelli di Montecalvo a Largo Arso uno degli esempi più straordinari di stile rococò di tutta la zona vesuviana. In questa villa 19 anni fa si giravano le riprese del film di Lina Wertmuller Io speriamo che me la cavo con Paolo Villaggio e da allora è stata abbandonata a se stessa.

C’è grande curiosità e attesa per questo film di Garrone il quale per fare profondamente suo il tema trattato ha chiesto alla Endemol, società produttrice del Grande Fratello, di poter visitare la zona dell’Acquario, l’area tecnica dove le telecamere riprendono i concorrenti 24 ore su 24.

Big house uscirà nelle sale cinematografiche italiane il prossimo 4 maggio e, se Garrone non ha smarrito l’ispirazione artistica mostrata in Gomorra, c’è da giurare che anche questo film farà parlare molto di sé.