Cattiverie a domicilio, spiegazione del finale

-

Il finale di Cattiverie a domicilio (Wicked Little Letters) non si limita a rivelare chi scriveva le lettere anonime: svela il cuore emotivo della storia. Diretto da Thea Sharrock e interpretato da Olivia Colman e Jessie Buckley, il film – ispirato a una storia vera – costruisce un mistero che diventa progressivamente un dramma sull’oppressione e sull’autodeterminazione femminile.

All’inizio tutto sembra puntare verso Rose Gooding, donna indipendente e dalla lingua tagliente, facile bersaglio dei sospetti della comunità. Ma l’indagine della poliziotta Moss porta alla verità: è Edith Swan a scrivere le lettere e a inviarle a se stessa. Una rivelazione che cambia completamente la prospettiva.

Perché Edith scrive le lettere: rabbia repressa e desiderio di libertà

Cattiverie a domicilio storia vera film

Il gesto di Edith non nasce da pura malizia, ma da una rabbia che non trova sbocco. Intrappolata in una vita dominata dal padre Edward, manipolatore e soffocante, Edith vive in una prigione domestica fatta di gaslighting e controllo. Le lettere diventano l’unico spazio in cui può esprimere l’odio e la frustrazione che non riesce a verbalizzare.

C’è anche un elemento di invidia. Rose, pur fuori dagli schemi della rispettabilità sociale, appare libera e autentica. Edith, al contrario, incarna la conformità e il sacrificio. Proiettare la colpa su Rose significa colpire ciò che lei stessa non riesce a essere.

Il paradosso del finale è potente: quando Edith viene arrestata e condannata ai lavori forzati, si sente più libera che mai. La prigione reale diventa simbolicamente meno oppressiva della casa paterna. Nel momento in cui, prima di salire sul furgone della polizia, riversa contro Edward gli insulti che aveva trattenuto per anni, si compie il suo vero atto di emancipazione.

Il film collega questo percorso alla condizione femminile dell’epoca, sullo sfondo delle prime rivendicazioni suffragette. Non solo Edith, ma anche Moss – ostacolata e sottovalutata dai colleghi uomini – trova nel finale una forma di riconoscimento e autonomia.

Il piano di Moss e la verità sul passato di Edith e Rose

Olivia Colman in Cattiverie a domicilio

La scoperta della colpevolezza di Edith avviene grazie all’intuito di Moss (Anjana Vasan), che nota una somiglianza tra la calligrafia di Edith e quella delle lettere. Sospesa dai superiori, decide comunque di proseguire l’indagine: insieme ad Ann segna con inchiostro invisibile i francobolli acquistati da Edith. Quando la donna imbuca l’ennesima lettera, la prova diventa inconfutabile.

Parallelamente, il film chiarisce anche il motivo della rottura tra Edith e Rose. Anni prima erano amiche, ma l’intervento dei servizi sociali aveva distrutto il loro rapporto. Solo alla fine si scopre che fu Edward a chiamarli, temendo l’influenza di Rose sulla figlia. Il vero antagonista non è la vicina ribelle, ma il padre che ha costruito attorno a Edith un sistema di controllo.

Il confronto con la storia vera

Nei cartelli finali, il film racconta che Edith fu condannata a dodici mesi di lavori forzati, mentre Rose non venne incriminata per altri reati. Tuttavia, rispetto ai fatti storici, l’opera si prende diverse libertà: nella realtà, Edith avrebbe firmato alcune lettere con le iniziali di Rose, cercando deliberatamente di incastrarla, e il ruolo del padre sarebbe stato meno centrale.

Queste scelte creative servono però a rafforzare il messaggio del film. Cattiverie a domicilio preferisce una chiusura che trasformi la vicenda in un racconto di emancipazione, più che in una mera cronaca giudiziaria. Il mistero si risolve, ma ciò che resta è la riflessione sulla libertà di parola – letteralmente – e sul prezzo da pagare per conquistarla.

Redazione
Redazione
La redazione di Cinefilos.it è formata da un gruppo variegato di appassionati di cinema. Tra studenti, critici, giornalisti e aspiranti scrittori, il nostro gruppo cresce ogni giorno, per offrire ai lettori novità, curiosità e informazione sul mondo della settima arte.
- Pubblicità -

ALTRE STORIE

- Pubblicità -