Christopher Nolan

Christopher Nolan e Paul Thomas Anderson si stanno facendo promotori di un’iniziativa che dovrebbe portare i supporti audiovisivi casalinghi, le tv per capirci, a diventare viewer friendly, ovvero facilmente programmabili e settabili da ogni utente per avere la possibilità di guardare, anche a casa, un film nella stessa maniera, con la stessa qualità visiva e fotografica immaginata e voluta dal regista nel momento della realizzazione del film stesso.

Che cos’è il motion smoothing

Facciamo un passo indietro: anche se in casa abbiamo un apparecchio grande, magari costoso e full optional, può risultare difficile impostarlo in modo che i film meticolosamente girati e con determinati colori ed effetti fotografici ricercati si vedano così come sono stati pensati piuttosto che come una soap opera del sabato mattina. In genere, la maggior parte degli apparecchi dispone di funzioni come il “motion smoothing” e varie impostazioni di “miglioramento” del colore attivate in automatico, senza un modo semplice e intuitivo per impostare il setting dell’immagine in modo da visualizzare film e programmi televisivi nel modo in cui sono stati pensati da chi li ha realizzati. 

Per chiarire il concetto di motion smoothing, si tratta di quel procedimento digitale che “inserisce” fotogrammi falsi-riempitivi in una ripresa allo scopo di ammorbidire l’immagine e eliminare l’affatto di sfocatura sul movimento.

Christopher Nolan e Paul Thomas Anderson contro il motion smoothing

Christopher Nolan e Paul Thomas Anderson, tra i registi contemporanei più attenti alla fruizione del loro cinema secondo la loro specifica visione, hanno parlato con i produttori di TV della UHD Alliance in merito alla standardizzazione di una “modalità di riferimento” che visualizzerebbe film e spettacoli in un modo più accurato secondo l’intento creativo di chi li ha realizzati. Slashfilm ha condiviso un comunicato che la Directors Guild of America ha diffuso in merito alle modalità che questa standardizzazione tecnica debba prevedere, tramite sondaggio.

Molti di voi hanno visto il proprio lavoro apparire sugli schermi televisivi diversamente rispetto al modo in cui lo avevano effettivamente realizzato – si legge nella lettera – I televisori moderni hanno straordinarie capacità tecniche ed è importante sfruttare queste nuove tecnologie per garantire che lo spettatore domestico veda il nostro lavoro nella maniera più vicina possibile alle nostre intenzioni creative originali“.

Secondo quanto riferito, i produttori di TV sono aperti all’idea di realizzare i propri prodotti in base alle esigenze dei registi, ma per farlo devono, appunto, conoscere queste esigenze. Il sondaggio include domande come “Quanto è importante per te avere un modo semplice per impostare la tv domestica in modo tale che i colori e l’immagine siano uguali alla resa al cinema?” E “Ti aspetti una ‘modalità di riferimento’ che possa essere universale su tutti i prodotti tv?”.

Il sondaggio promosso dalla DGA

Nolan e Anderson non sono i primi registi a fare campagna contro il motion smoothing; Reed Morano ha promosso una petizione qualche anno fa con l’obiettivo di fermare la pratica come impostazione predefinita sui televisori. “È giusto avere un movimento fluido tra le opzioni nelle impostazioni delle immagini su televisori ad alta definizione, perché in realtà è un ottimo modo per guardare gli sport – ha scritto – Ma per tutto il resto in TV non va bene e fa apparire tutto come fosse una soap opera. Se ti interessa l’integrità artistica delle immagini che guardi e apprezzi la cinematografia e un’esperienza cinematografica, allora dovresti firmare questa petizione.”

Più recentemente, James Gunn, Christopher McQuarrie e Rian Johnson sono stati schietti sulla questione. “Vuoi che i film sembrino una diarrea liquida, va bene – ha dichiarato il regista di Star Wars: Gli Ultimi Jedi l’anno scorso – Ma dovrebbe essere una scelta che fai, non un vincolo dello strumento a cui devono sottostare tutti i fan”.

Non c’è alcuna garanzia che questa particolare campagna funzionerà ed è difficile immaginare una singola modalità standardizzata perfetta per ogni TV e per ogni film. Ma è incoraggiante sapere che i produttori di TV sono disposti ad ascoltare i registi sulla questione, e già eliminare il motion smoothing come impostazione di default potrebbe essere un passo avanti.

Il grande cinema a casa: la questione Netflix

cannes netflixLa questione, che sembra lontana o comunque riguardante il pubblico americano, sembra estremamente attuale da noi all’indomani della polemica che gli esercenti e i distributori italiani hanno rivolto alla Mostra del Cinema di Venezia che ha selezionato in Concorso (e poi premiato) titoli distribuiti da Netflix, film che avranno una distribuzione su grande schermo ma che saranno prevalentemente visti su pc e televisori, in casa, appunto.

La possibilità degli apparecchi domestici di riprodurre la visione che il regista ha realizzato nella produzione del film, perfezionerebbe anche il senso di grandi film, come il Roma di Alfonso Cuaron, Leone d’Oro a Venezia 75, distribuiti sulla piattaforma di streaming e quindi visti in casa.

Pubblicità