John Wick – Capitolo 2, diretto da Chad Stahelski e uscito nel 2017, rappresenta il naturale seguito dell’omonimo film del 2014, continuando la storia del leggendario assassino interpretato da Keanu Reeves. Pur mantenendo lo stile visivo e la precisione coreografica che hanno reso celebre il primo capitolo di questa saga action, il film amplia il mondo sotterraneo di Wick, introducendo nuove regole del mondo criminale e personaggi che arricchiscono il mito del protagonista. La pellicola consolida l’universo narrativo della saga, preparando il terreno per sviluppi successivi e ampliando la profondità del protagonista.
Rispetto al primo film, John Wick – Capitolo 2 introduce una dimensione più globale e complessa. L’ambientazione si espande, portando Wick da New York fino a Roma, mentre nuove organizzazioni e alleanze rendono il conflitto più articolato. Il film approfondisce inoltre la struttura della “Continental”, l’hotel per assassini con regole ferree, e sviluppa le motivazioni personali del protagonista, mostrandone il codice morale e il senso di onore in un mondo altrimenti spietato. Questa espansione rende la saga non solo un action adrenalinico, ma anche un universo coerente e riconoscibile.
Il cast vede il ritorno di Keanu Reeves nel ruolo di John Wick, affiancato da Laurence Fishburne, Ian McShane e Lance Reddick, oltre a nuovi ingressi come Common, Ruby Rose e Riccardo Scamarcio. Questi attori ampliano le dinamiche narrative, aggiungendo spessore ai nemici e agli alleati del protagonista. L’equilibrio tra vecchi e nuovi personaggi permette al film di mantenere continuità con il precedente capitolo, pur offrendo novità e sviluppi inediti. Nel resto dell’articolo si proporrà una spiegazione del finale del film e del modo in cui chiude il conflitto lasciando aperta la saga.
LEGGI ANCHE: John Wick: la spiegazione del finale del film
La trama di John Wick – Capitolo 2
Dopo aver ottenuto la vendetta che ricercava nel primo film, John Wick è ora pronto a ritirarsi nuovamente a vita privata. I suoi piani vengono però interrotti dal signore del crimine italiano Santino D’Antonio. A causa di un favore da questi concesso a John in passato, il boss è ora pronto a riscuotere quanto gli spetta, incaricando l’assassino di compiere una missione per lui. Dopo aver rifiutato, John si vede costretto ad accettare. Si ritrova così incaricato di assassinare la sorella di Santino, Gianna, in modo che possa reclamare il suo posto alla Gran Tavola, il consiglio dei signori del crimine di alto rango.
Il killer giunge quindi a Roma per assassinare la boss camorrista, ignorando che Santino è pronto a mettere una taglia di 7 milioni di dollari sulla sua testa a lavoro finito, per evitare che qualunque sospetto ricada su di lui. Ben presto, dunque, John si ritroverà a dover ancora una volta lottare per la propria sopravvivenza, cercando di ottenere vendetta nei confronti di chi voleva ingannarlo. Come già potuto vedere nel corso del precedente film, mettersi contro John Wick è uno degli sbagli più grandi che si possa mai compiere. Se attaccato, l’assassino non tarderà ad attaccare a sua volta, con esiti a dir poco letali.
La spiegazione del finale del film
Nel terzo atto di John Wick – Capitolo 2 la situazione precipita in una spirale di violenza e tradimenti. Dopo aver ucciso Gianna D’Antonio a Roma per rispettare il “marker”, John viene tradito da Ares e costretto a fuggire nei sotterranei, inseguito dal bodyguard Cassian. Il confronto culmina nel Continental di Roma, dove la regola del “no business” impedisce un omicidio sul suolo dell’hotel. John ottiene però il permesso di lasciare la città e rientra a New York, dove scopre che Santino ha aperto un contratto sulla sua testa, e che il sistema criminale lo considera un uomo da eliminare.
Il film si chiude con una sequenza di escalation che ribalta ogni equilibrio. John affronta un assalto di sicari in metropolitana e, ferito, si rifugia dal Bowery King, che gli consegna una pistola e lo indirizza verso il gala al museo. Lì John elimina gli uomini di Santino e lo costringe a rifugiarsi al Continental, dove, in un gesto di sfida e punizione, lo uccide nel salotto. Il giorno dopo Winston gli comunica che per aver “fatto affari” nel Continental, John è stato dichiarato excommunicado. Egli perde così ogni protezione, ogni risorsa e ogni privilegio, e il mondo dell’Underworld è autorizzato a cacciare chiunque.
Il finale compie una chiusura tematica netta: John non è più un assassino con un codice, ma un uomo braccato che ha scelto di rompere le regole per affermare la propria autonomia. La sua uccisione di Santino nel Continental rappresenta la rottura definitiva con l’ordine sotterraneo che lo aveva tenuto in vita, ma anche la scelta di non sottostare più a vincoli e ricatti. La scena della “declared excommunicado” non è solo una punizione, bensì la conseguenza logica di una vita che, per quanto governata da onore e fedeltà, è comunque fatta di violenza e vendetta.
In questo finale, la vendetta si trasforma in un atto di autodeterminazione, ma al prezzo di un isolamento totale. John non ha più un posto nel sistema, e l’ordine che lo aveva governato fino a quel momento si rivela in tutta la sua crudeltà: non esistono eccezioni, non esistono leggi scritte a favore del singolo. La sua decisione di uccidere Santino nel Continental è un gesto simbolico che mostra come egli non accetta più di essere controllato da un ordine superiore, ma al contempo sancisce la sua condanna. Il tema del codice d’onore viene così sovrascritto da quello della sopravvivenza.
Il film anticipa il futuro della saga presentando John Wick come un uomo senza più protezioni, costretto a combattere non più per vendetta ma per la sopravvivenza stessa. L’excommunicado segna l’inizio di una nuova fase: Wick passa dall’essere un assassino che opera all’interno di regole, all’essere un “fuori legge” con una taglia globale sulla testa. Il suo avvertimento finale, che chiunque lo cerchi sarà ucciso, è dunque solo la premessa di un’escalation inevitabile, dove ogni incontro diventa un possibile scontro e ogni alleato può trasformarsi in un nemico.


