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Luke Evans: il fascino dark di un attore poliedrico

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Luke Evans

Moschettiere, divinità, vampiro, eroe: Luke Evans ha interpretato personaggi dai mille volti, mai banali e dotati di un indubbio carisma.

La contrapposizione continua di luci e ombre sembra essere il filo conduttore della sua carriera. L’attore gallese alterna infatti ruoli positivi ed eroici a personaggi oscuri e dal fascino cupo ma intrigante.

Siamo abituati a vederlo in ruoli in costume e la mitologia e l’epicità hanno caratterizzato buona parte della sua carriera cinematografica.

Luke George Evans nasce il 15 aprile 1979 a Pontypool. Cresce ad Aberbargoed, una cittadina situata nel sud del Galles.

A diciassette anni si trasferisce a Cardiff dove studia sotto la supervisione di Louise Ryan, uno stimato maestro di canto.

Luke Evans: attore teatrale e cantante

La prima parte della sua carriera è lontana dal grande schermo. L’attore calca infatti il palcoscenico per diversi anni nel West End di Londra, recitando soprattutto in musical in cui si rivela un eccezionale cantante, ricevendo ottime critiche sia per le sue doti musicali sia come attore.

In una recente intervista a GQ ha rivelato una cosa curiosa e sorprendente: “Da bambino volevo lavorare al supermercato. Amavo la cassa perché sembrava così interessante… non sto scherzando! Ma dopo aver superato la fase di amore per le casse dei supermercati, ho iniziato a interessarmi alla recitazione”.

Quando recitava a teatro, accettava molti lavori part-time pur di mantenersi: “Ho fatto qualsiasi cosa per sopravvivere. Ricordo benissimo cosa vuol dire non sapere se riuscirai a pagare l’affitto. Non avrei mai potuto mantenermi con i guadagni del mio primo spettacolo. Quindi il martedì cantavo con una band jazz, lavoravo in un’agenzia di giorno e la sera facevo il buttafuori in un nightclub. E se non bastava facevo il commesso a Harrods”.

Bello come un dio

Nei primi anni della carriera cinematografica, veniva spesso associato a Orlando Bloom per una certa somiglianza dei lineamenti. E soprattutto nei primi tempi, quando non era famoso, veniva spesso scambiato per il collega, con cui ha recitato in ben tre film, tra cui I Tre Moschettieri di Paul W. S. Anderson (2011), rivisitazione fracassona del romanzo di Alexandre Dumas, dove veste i panni dell’affascinante Aramis affiancato da Athos (Matthew Macfadyen) e Porthos (Ray Stevenson).

Una curiosità interessante sull’attore gallese? Ha interpretato due divinità greche, Apollo in Scontro tra Titani (2010) e nientemeno che Zeus in Immortals (2011) di Tarsem Singh. Soprattutto in quest’ultima pellicola, sprigiona un fascino e un’aura semplicemente abbaglianti.

Luke Evans tra action e kolossal

Luke Evans è diventato una star nei panni di Bard l’Arciere nella trilogia de Lo Hobbit diretta da Peter Jackson, in particolare La Desolazione di Smaug e La Battaglia delle Cinque Armate.

In un universo fantasy dominato da nani, hobbit, elfi e orchi, il personaggio di Luke Evans è uno dei pochi uomini di rilievo che conquista uno spazio decisamente significativo all’interno della saga. Bard, il chiattaiolo vedovo e padre di famiglia del secondo film diventa un vero e proprio eroe nel terzo e ultimo capitolo dopo aver scagliato la freccia che annienta il terribile drago Smaug.

E per interpretarlo alla perfezione Luke Evans ha preso lezioni di tiro con l’arco.

I ruoli d’azione diventano una sua specialità. Infatti ritroviamo l’attore in un’altra saga, quella di Fast and Furious, dove veste i panni del villain Owen Shaw nel sesto film e appare in un cameo nel settimo.

Spazia tra i generi ed esplora il cinema horror con The Raven (2012) al fianco di John Cusack e soprattutto nei panni dell’oscuro e passionale Vlad III di Valacchia in Dracula Untold, in cui si raccontano le origini del Conte Dracula.

Non solo blockbuster

Ma Luke Evans non recita soltanto in film dai grossi budget, bensì esplora anche il cinema indipendente, come nel recente thriller La ragazza del treno e nella pellicola High-Rise di Ben Wheatley. Il thriller distopico è tratto dal romanzo di J.G. Ballard e comprende un cast stellare con Tom Hiddleston, Jeremy Irons e Sienna Miller. Racconta le vicende di un eterogeneo gruppo di persone che abitano in un lussuoso condominio dall’altezza vertiginosa, i cui inquilini vivono in appartamenti suddivisi tra i diversi piani in base all’estrazione sociale. Un universo microscopico che diventa un’esplosione di trasgressione e violenza.

Nei panni del regista Richard Wilder, Luke Evans dimostra una versatilità incredibile dipingendo le mille sfumature del personaggio, il cui fascino intrigante diventa poi brutale e degenera nella corale perdita di controllo e depravazione che mette in scena la pellicola.

E per questo ruolo nel 2015 Luke Evans viene candidato come Migliore Attore Non Protagonista ai British Independent Film Awards.

Luke Evans è il virile GastonLa Bella e la Bestia

La svolta macho arriva con l’attesissimo La Bella e la Bestia, versione in live action dell’amato film Disney con Emma Watson nei panni di Belle e Dan Stevens in quelli della Bestia (e quindi del principe).

A suscitare grande interesse nella pellicola diretta da Bill Condon è proprio la presenza di Luke Evans, che interpreta il macho per eccellenza, Gaston. Il corteggiatore di Belle è un uomo affascinante e molto virile, ma frivolo e sciocco.

Le chiacchiere sul film si sono intensificate dopo la rivelazione che LeTont, la spalla di Gaston interpretato da Josh Gad, è gay e rappresenta il primo personaggio omosessuale della Disney.

Per Luke Evans, La Bella e la Bestia è l’occasione perfetta per sfoderare le sue incredibili doti canore. E il pubblico femminile ha grandi aspettative su di lui più che sul “rivale” Dan Stevens. Luke Evans, dichiaratamente omosessuale, si è divertito a prestare il volto all’egocentrico e vigoroso Gaston che, stando a quanto abbiamo visto finora, sembra molto meno odioso e più divertente della versione animata e promette di rubare la scena ai colleghi.

Per l’attore questo è il ruolo più gratificante della sua carriera e, dopo una serie di ruoli cupi e drammatici, questa parentesi leggera, ironica e magica è decisamente benvenuta.