Se solo Potessi ti prenderei a calci, la spiegazione del finale

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Ora che Se solo Potessi ti prenderei a calci è disponibile in sala, si può finalmente andare in sala per ammirare l’incredibile performance di Rose Byrne che potrebbe valerle il suo primo Oscar.

Scritto e diretto da Mary Bronstein (nota in precedenza per la commedia indipendente del 2008 Yeast), il film ha come protagonista Byrne nei panni di una madre che si prende cura da sola della figlia malata, perdendo progressivamente la ragione. Tra gli altri interpreti ci sono Conan O’Brien nel ruolo del terapeuta di Linda, e A$AP Rocky come ospite del motel in cui Linda soggiorna. Se solo Potessi ti prenderei a calci è un sogno febbrile e stiloso sulla tensione materna. Il film ha ricevuto recensioni entusiastiche, ma non ha ancora ottenuto tutti i riconoscimenti attesi. Fortunatamente, Byrne è stata nominata come Miglior Attrice agli Oscar 2026, e lo merita pienamente.

Molti spettatori potrebbero trovarlo astratto o esistenziale in alcune parti. Se vi siete persi qualcosa, non preoccupatevi: ecco un’analisi della trama e del finale, e il significato del film.

Trama di Se solo Potessi ti prenderei a calci

Linda (Rose Byrne) è una madre stressata che si prende cura della figlia gravemente malata, collegata a un sondino alimentare. Non viene mai mostrato il volto della bambina, ma solo la sua voce fuori campo. Sappiamo però che deve raggiungere un certo peso per poter essere staccata dal sondino. Linda disperatamente cerca di farlo per tornare a una vita normale, ma la figlia è estremamente schizzinosa con il cibo.

Il marito di Linda, Charles (Christian Slater), capitano di nave, è in viaggio di lavoro di otto settimane, lasciando Linda da sola con la figlia malata e il suo lavoro a tempo pieno come terapeuta. Per peggiorare le cose, il soffitto della loro casa cede a causa di una perdita, costringendo madre e figlia a trasferirsi in un motel fatiscente. Ora Linda condivide la stanza con la figlia e la macchina del sondino che suona incessantemente, impedendole di dormire.

Le notti insonni di Linda, gli unici momenti per sé stessa, le vede bere vino, mangiare dolci, fumare marijuana e ascoltare musica. Cammina sempre più lontano dal motel, tanto che il baby monitor che porta con sé per ascoltare la figlia si disconnette. Quando va a casa, scopre che il soffitto non è stato riparato, nonostante le promesse del marito. Chiamandolo per lamentarsi, riceve nessuna empatia.

Linda si sfoga con il suo terapeuta e collega, interpretato da Conan O’Brien, che però offre poco supporto. Come terapeuta, Linda fatica a mantenere la calma anche con i suoi clienti, tra cui un’altra madre stressata, Caroline, che abbandona il suo neonato a Linda durante una sessione. Il marito di Caroline non lascia il lavoro per andare a prenderlo, e il terapeuta rifiuta di aiutare, costringendo Linda a chiamare la polizia per denunciare la madre come scomparsa e il bambino come abbandonato.

Intanto la figlia non mangia a sufficienza e Linda continua a non dormire. Stringe amicizia con un lavoratore del motel, James (A$AP Rocky), e lo porta a casa per mostrare il buco nel soffitto. Mentre osserva il buco, Linda ha un flashback traumatico in ospedale, quando le infermiere tenevano ferma la figlia urlante presumibilmente per inserire il sondino. Il flashback termina quando James cade attraverso il buco, rompendosi una gamba. Linda chiama un’ambulanza, ma se ne va prima che arrivi.

Linda ossessivamente pensa a Andrea Yates, donna reale che confessò di aver annegato i suoi cinque figli nel 2001, temendo di poter diventare come lei. Chiede aiuto a tutti intorno a lei: centro di cura, marito, terapeuta, ma nessuno le dà supporto. La terapeuta la abbandona come paziente per aver superato i limiti professionali. Linda ritira la figlia dal programma di cura dopo un confronto con i responsabili, dicendole che ora sta bene e può rimuovere da sola il sondino.

Nel mezzo della notte, Caroline arriva al motel in stato di angoscia e chiede aiuto. Linda tenta di portarla in ospedale, ma Caroline scappa lungo la spiaggia. Linda la insegue, ma la perde.

Conan O'Brien e Rose Byrne in If I Had Legs I'd Kick You
Conan O’Brien e Rose Byrne in If I Had Legs I’d Kick You

La spiegazione del finale di Se solo Potessi ti prenderei a calci

Tornata nella stanza con la figlia addormentata e la macchina del sondino che suona, Linda inizia a cambiare le sacche ma rovescia tutto accidentalmente. Frustrata, rimuove da sola il sondino dallo stomaco della figlia. La macchina smette di suonare, e Linda pulisce con cura il buco nello stomaco della bambina, che sembra pulsare e magicamente chiudersi iniziando a guarire.

Linda corre a casa e trova uomini in tute hazmat che lavorano alla riparazione e il marito, rientrato dal viaggio. Quando Charles chiede della figlia, Linda mente dicendo che è con una babysitter. Rimane stupita nel vedere il buco del soffitto magicamente riparato, proprio come quello nello stomaco della figlia.

Tornando al motel, trovano James con la figlia. Linda tenta di far finta che sia la babysitter, ma James rifiuta e rivela che la bambina si è svegliata terrorizzata, urlando e sanguinante. Nonostante quello che Linda aveva visto, il buco non era guarito.

Charles realizza che Linda ha rimosso da sola il sondino della figlia. Linda scappa verso la spiaggia, cercando ripetutamente di annegarsi. Alla fine ritorna a riva, collassa e pratica gli esercizi di respirazione che insegna ai suoi pazienti. Chiude gli occhi, vede luci e sente voci, tra cui quella della figlia che la chiama.

Quando apre gli occhi, vede la figlia piegata su di lei. Per la prima volta il pubblico vede il volto della bambina. Linda promette che starà meglio. Il film termina.

Il significato del film

Mary Bronstein ha spiegato che il volto della figlia appare solo alla fine perché, fino a quel momento, Linda non la vedeva come persona, ma come peso e responsabilità.

“Siamo nella realtà di Linda tutto il tempo, e lei non può vedere la figlia come bambina. La vede solo come qualcosa che le viene imposto, che la opprime, che è un peso.”

Bronstein voleva che il pubblico provasse empatia per Linda, non per la figlia. Allo stesso modo, vedere solo la voce del marito fino alla fine simboleggia la distanza nel loro matrimonio.

Le allucinazioni nel buco del soffitto, che scatenano flashback traumatici, sono definite da Bronstein “il portale”: un luogo spaventoso pieno di voci e ricordi dolorosi, che rappresentano il trauma che Linda non può sfuggire, incluso il ricordo del sondino e forse del suo stesso trauma infantile.

Il film affronta il tabù che a volte le madri possono non voler essere madri o voler sfuggire al proprio bambino.

“Alle donne viene venduta l’idea falsa che avere un bambino significhi sapere automaticamente come essere madre. Le madri sono esseri umani. Hanno sentimenti di cui non sempre siamo a conoscenza, e va bene. Non diventa sbagliato finché non abusano del figlio, ma avere pensieri e sentimenti e esprimerli in privato è spaventoso.”

Fonte: Decider

Chiara Guida
Chiara Guida
Laureata in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza di Roma, è una gionalista e si occupa di critica cinematografica. Co-fondatrice e Direttore Responsabile di Cinefilos.it dal 2010. Dal 2017, data di pubblicazione del suo primo libro, è autrice di saggi critici sul cinema, attività che coniuga al lavoro al giornale.
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