Seberg – Nel mirino: la storia vera dietro il film con Kristen Stewart

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L’attrice Jean Seberg è globalmente nota per le sue interpretazioni in film come Airport, La ballata della città senza nome e Macho Callagan, ma soprattutto è ricordata come protagonista di Fino all’ultimo respiro, film manifesto della Nouvelle Vague. Andando oltre la sua carriera cinematografica, la Seberg visse però una vita tormentata, caratterizzata in particolare da un complesso caso che la vide al centro del mirino dell’FBI. Proprio questa vicenda, più che la sua carriera d’attrice, è stata raccontata di recente nel film Seberg – Nel mirino (qui la recensione), diretto nel 2019 da Benedict Andrews.

Presentato Fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, il film è costruito come un thriller che oltre a raccontare la vicenda in cui si ritrovò coinvolta l’attrice, descrive anche un delicato e cupo momento storico, caratterizzato da rivolte per i diritti civili e dalle forze che cercavano di sopprimerli. Scritto da Joe Shrapnel e Anna Waterhouse, Seberg – Nel mirino richiama dunque per atmosfera e toni i grandi thriller politici degli anni Settanta, non dimenticando però di far emergere anche la donna oltre l’icona e dunque tutta l’umanità messa in crisi della Seberg in quel difficile periodo.

Si tratta di una storia non molto nota ai più, accaduta ormai cinquant’anni fa e che, comprensibilmente, passa spesso in secondo piano rispetto alla carriera nel cinema dell’attrice. Con Seberg – Nel mirino, si possono però riscoprire anche aspetti meno noti dell’iconica musa della Nouvelle Vague. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative ad esso. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama e al cast di attori e alla vera storia dietro il film. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il titolo nel proprio catalogo.

La trama e il cast di Seberg – Nel mirino

Il film racconta la vita di Jean Seberg, l’attrice protagonista di Fino all’ultimo respiro e vera e propria icona della Nouvelle Vague. Verso la fine degli anni Sessanta, però, Seberg viene inserita nel programma di sorveglianza illegale dell’FBI a causa del coinvolgimento politico e sentimentale dell’attrice con Hakim Jamal, noto attivista per i diritti civili, nonché nipote di Malcolm X e membro del Black Panther Party. Divenuta un bersaglio proprio a causa del suo legame con l’uomo e con il movimento Black Power, la Seberg viene screditata, intimidita e diffamata. Ma quando Jack Solomon, giovane e ambizioso federale, viene incaricato di sorvegliare Jean Seberg, si ritroverà pericolosamente coinvolto nella vita dell’attrice.

Seberg - Nel mirino Kristen Stewart

A recitare nel ruolo di Jean Seberg vi è l’attrice Kristen Stewart, la quale è stata particolarmente lodata per la sua interpretazione. Accanto a lei, nel ruolo dell’attivista Hakim Jamal vi è l’attore Anthony Mackie, meglio noto per essere Sam Wilson/Falcon nell’MCU. Jack O’Connell, celebre per la serie Skins interpreta invece l’agente Jack Solomon, mentre l’attore francese Yvan Attal interpreta Romain Gary, marito di Jean. L’attrice Zazie Beetz recita nei panni di Dorothy, moglie di Hakim, mentre Margaret Qualley ricopre il ruolo di Linette Solomon e Vince Vaughn quello di Carl Kowalski. Completano il cast Colm Meaney nei pannni di Frank Ellroy e Gabriel Sky in quelli di Diego Gary.

Seberg – Nel mirino: la vera storia dietro il film

Durante la fine degli anni ’60, Jean Seberg fornì sostegno finanziario a gruppi che sostenevano i diritti civili. Come parte della sua estesa campagna per diffamare e screditare i gruppi di liberazione dei neri e contro la guerra, iniziata nel 1968, l’FBI venne però a conoscenza dei diversi doni che Seberg aveva fatto al Black Panther Party, per un totale stimato di 10.500 dollari in contributi. È a quel punto partita nei confronti dell’attrice un’operazione dell’FBI supervisionata direttamente da J. Edgar Hoover, dove si sono utilizzate le tecniche del programma COINTELPRO per molestarla, intimidirla, diffamarla e screditarla.

L’obiettivo dichiarato dell’FBI era una non specificata “neutralizzazione” di Seberg con l’obiettivo sussidiario di “causare imbarazzo e servire a sminuire la sua immagine presso il pubblico“. Nel 1970, l’FBI creò dunque una storia falsa da un informatore con sede a San Francisco secondo cui il bambino che Seberg portava in grembo non era stato generato da suo marito, Romain Gary, ma da Raymond Hewitt, un membro del Black Panther Party. L’attrice, in seguito ad un travaglio prematuro, il 23 agosto 1970 diede alla luce una bambina che morì però due giorni dopo. Seberg tenne a quel punto un funerale nella sua città natale con una bara aperta, per permettere ai giornalisti di vedere la pelle bianca della bambina e smentire così le malelingue.

Seberg - Nel mirino Kristen Stewart Anthony Mackie

L’indagine Seberg è però andata ben oltre la pubblicazione di articoli diffamatori. Secondo gli amici intervistati dopo la morte dell’attrice, questa ha vissuto anni di aggressiva sorveglianza, pari a costante stalking, nonché furti con scasso e altri mezzi di intimidazione. Questi resoconti giornalistici chiariscono che Seberg era ben consapevole della sorveglianza nei suoi confronti. I file dell’FBI mostrano inoltre che è stata intercettata e nel 1980 il Los Angeles Times ha pubblicato i registri delle sue telefonate intercettate in Svizzera. I file dell’FBI rivelano inoltre che l’agenzia ha contattato gli addetti legali nelle ambasciate statunitensi a Parigi e Roma e ha fornito file su Seberg alla CIA, ai servizi segreti e all’intelligence militare per aiutarli a monitorarla mentre era all’estero.

Il 30 agosto 1979 Seberg scomparve dal suo appartamento parigino. L’8 settembre, nove giorni dopo la sua scomparsa, il suo corpo fu ritrovato avvolto in una coperta sul sedile posteriore della sua Renault. Romain Gary, il secondo marito dell’attrice, ha convocato una conferenza stampa poco dopo la sua morte dove ha accusato la campagna dell’FBI contro l’attrice per il suo deterioramento della salute mentale. Due settimane dopo la morte dell’attrice, nel 1979, l’FBI ammise ciò che aveva fatto nove anni prima. I registri dell’FBI mostrano che Hoover tenne informato il presidente Richard Nixon delle attività dell’FBI legate al caso Seberg attraverso il capo degli affari interni di Nixon, John Ehrlichman.

Il trailer di Seberg – Nel mirino e dove vedere il film in streaming

È possibile fruire di Seberg – Nel mirino grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Google Play, Apple TV+, Prime Video e Netflix. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video.

Fonte: IMDb, Los Angeles Times

Gianmaria Cataldo
Gianmaria Cataldo
Laureato in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza di Roma, è un giornalista pubblicista iscritto all'albo dal 2018. Da quello stesso anno è critico cinematografico per Cinefilos.it, frequentando i principali festival cinematografici nazionali e internazionali. Parallelamente al lavoro per il giornale, scrive saggi critici e approfondimenti sul cinema.

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