Supergirl (leggi qui la nostra recensione) di Craig Gillespie è un film che permette alla sua protagonista di essere disordinata, complessa e imperfetta. Per questo motivo, Kara non è in modalità supereroina per una parte significativa della storia e indossa il suo iconico costume soltanto nella seconda metà del film.
Il debutto da protagonista di Milly Alcock nel DC Universe, arrivato nelle sale questo weekend, ha ricevuto un’accoglienza contrastata e incassi al botteghino inferiori alle previsioni. Supergirl segue la protagonista (Alcock) nella sua missione per salvare Krypto, il Supercane, dopo che viene avvelenato da Krem delle Colline Gialle (Matthias Schoenaerts). Questo la porta ad assumere il ruolo di sorella maggiore nei confronti di Ruthye Marye Knoll (Eve Ridley), determinata a vendicarsi di Krem per l’assassinio della sua famiglia.
Questa trama è tratta dal fumetto Supergirl: La donna del domani di Tom King, un’opera con cui il film è stato spesso messo a confronto. Secondo alcuni, proprio le modifiche apportate alla storia e alla caratterizzazione di Krem penalizzano l’adattamento. Un elemento rimasto invece fedele al fumetto è il fatto che Kara Zor-El / Supergirl trascorra buona parte della vicenda senza il suo costume.
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Perché la Supergirl di Milly Alcock non indossa subito il costume?
All’inizio di Supergirl, Kara festeggia il suo compleanno su un pianeta con un sole rosso, poiché la sua fisiologia kryptoniana non le permette di ubriacarsi sulla Terra. Essendo “fuori servizio”, ha sostituito la sua uniforme da supereroina con una t-shirt dei Blondie e un paio di pantaloni della tuta. Curiosamente, la scelta della band da stampare sulla maglietta è stata oggetto di un’attenta riflessione.
“Abbiamo preso in considerazione centinaia di band diverse e poi Gillespie ha scelto i Blondie“, ha raccontato il costumista Michael Mooney durante una visita di ScreenRant al set di Supergirl. “Abbiamo valutato praticamente ogni gruppo possibile, tutti con un’anima un po’ alternativa. A volte proponevamo anche band più mainstream, ma lui rispondeva sempre: “No, non è quella giusta”.”
Anche la vicepresidente esecutiva dei DC Studios, Chantal Nong Vo, ha spiegato la decisione di lasciare Kara in abiti casual per gran parte del film, sottolineando che “quando la incontriamo è fuori servizio“. Poiché Kara “sulla Terra è sempre Supergirl”, visitare altri pianeti rappresenta “il suo modo di prendersi una pausa“.
“Non avrebbe necessariamente indossato il costume, ed è più divertente per lei passare inosservata“, ha aggiunto Nong Vo. “Per Gillespie, però, questo era uno degli aspetti più importanti del film. È quasi una storia di formazione… anche se non nel senso tradizionale del termine. Certo, combatte già il crimine sulla Terra, ma lo fa davvero essendo completamente sé stessa? Questa è tutta un’altra questione“.
Il costume di Kara Zor-El ha un significato narrativo molto più profondo in Supergirl
Oltre alle motivazioni logiche presenti all’interno della storia, il momento in cui Kara torna a indossare il costume assume un forte valore simbolico. In un flashback, Superman (David Corenswet) le consegna l’uniforme dicendole: «So che è piuttosto colorato, ma serve a far capire a tutti che siamo dalla parte del bene». Una frase che richiama le ultime parole pronunciate dalla madre di Kara, che l’aveva esortata a essere una persona buona.
Il film stabilisce così un collegamento diretto tra il costume e la bontà della protagonista. All’inizio della storia, Supergirl è ancora sopraffatta dal dolore per il proprio passato: per questo si rifugia su altri pianeti per dimenticare i suoi traumi e non indossa l’uniforme. In un certo senso, sta rifiutando sia l’insegnamento della madre, sia ciò che il costume rappresenta, oltre al legame che potrebbe avere con suo cugino e con le persone che le vogliono bene.
«Il film parla proprio dell’accettazione di sé, dell’accettazione del proprio passato e dell’elaborazione del dolore. Alla fine è questo che definisce chi è davvero», ha spiegato ancora Nong Vo. «Il costume è il simbolo di questo percorso.»
Quando decide finalmente di indossarlo per affrontare Krem, Kara accetta la propria vocazione eroica perché desidera fare del bene e aiutare gli altri, non semplicemente perché è ciò che fa Superman. Anche la scelta di impedire a Ruthye di uccidere Krem rappresenta una manifestazione concreta della ritrovata bontà interiore di Kara, anche se questo momento viene in parte ridimensionato dalla modifica apportata dal film al destino finale del villain.
Pur non essendo un cinecomic perfetto, Supergirl utilizza il guardaroba della protagonista in modo efficace per accompagnarne l’evoluzione psicologica. Proprio questa crescita rende ancora più interessante il ritorno di Kara nel già annunciato Man of Tomorrow.
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