The Equalizer – Il vendicatore: la spiegazione del finale del film

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In The Equalizer – Il vendicatore, Denzel Washington interpreta Bob McCall, un ex marine e agente della Defense Intelligence Agency che si è lasciato alle spalle la sua vecchia vita di uomo incredibilmente pericoloso, trasferendosi a Boston con la moglie, ora deceduta, e lavorando ora in un magazzino Home Mart. Ma l’istinto di aiutare il prossimo porta McCall a rimanere invischiato con la mafia russa, e tutti i suoi altri istinti lo rendono un bel problema per loro. Alla fine, il sicario Nikolai Itchenko (Marton Csokas) viene mandato all’Home Mart per minacciare i colleghi di McCall fino a quando questi non si arrende. Ma cercare di colpire McCall vicino a casa sua si rivela controproducente per i mafiosi.

Perché la battaglia finale di The Equalizer – Il vendicatore è ambientata in un negozio di ferramenta

L’Home Mart è il territorio di Bob McCall. Conosce bene le luci, l’impianto audio e le telecamere; anche al buio, sa esattamente dove trovare il filo spinato che usa per costruire una trappola e la sega a palo con cui pugnalare un uomo al collo. È così sicuro dei vantaggi che il terreno gli offre che McCall rinuncia alla possibilità di raccogliere le armi dei gangster che sconfigge, dando la pistola del primo alla nuova guardia di sicurezza Ralphie (Johnny Skourtis), sopraffatta ma coraggiosa, e lasciando il fucile di un altro penzolare in aria insieme al suo corpo. Quando arriva il momento del confronto finale con Nikolai Itchenko, McCall lo sconfigge con una pistola sparachiodi.

The Equalizer - Il vendicatore cast

La decisione di rinunciare alle armi a favore di trappole esplosive improvvisate e attrezzi è anche una scelta tematica. I fucili e l’equipaggiamento tattico utilizzati dai sicari della mafia li rendono indistinguibili dai soldati, e tutto questo appartiene alla vecchia vita di McCall. Nel film, McCall usa le stesse abilità che ha imparato lì per aiutare la gente comune, in questo caso, originariamente, l’adolescente Alina (Chloe Grace Moretz), che è sotto il controllo della mafia russa. La battaglia all’Home Mart è la fusione definitiva dei due mondi di McCall, il suo vecchio lavoro e quello nuovo, la sua personalità da supereroe e l’identità segreta che ha vissuto per anni. È la vendetta dell’uomo comune, compiuta da uno molto insolito.

Il significato del finale del film

La resa dei conti all’Home Mart assume così un valore che va oltre la pura spettacolarità action. McCall non combatte per denaro, né per riaffermare un potere personale, ma per proteggere una comunità fragile e inconsapevole di vivere accanto a un uomo capace di trasformarsi in arma. Il film suggerisce che le competenze maturate in contesti di guerra non sono intrinsecamente distruttive, dipende dall’uso che se ne fa. McCall sceglie di mettere il proprio talento al servizio dei più deboli, incarnando un’idea di giustizia personale che supplisce alle carenze delle istituzioni.

Allo stesso tempo, The Equalizer – Il vendicatore propone una riflessione sul concetto di seconda possibilità e di identità. Bob McCall tenta di vivere come un uomo qualunque, ma comprende che reprimere ciò che è stato non significa annullarlo. Il film afferma che il passato può essere rielaborato e indirizzato verso uno scopo etico. La violenza rimane estrema e metodica, ma è incanalata in una logica di protezione e responsabilità. Il messaggio finale non celebra la brutalità, bensì la scelta consapevole di intervenire quando l’ingiustizia diventa intollerabile.

The Equalizer - Il vendicatore film

Come The Equalizer – Il vendicatore ha preparato il terreno per i sequel

Il film non finisce con Bob McCall che smantella Nikolai Itchenko e i suoi scagnozzi. In seguito, McCall si reca in Russia per eliminare il boss finale, Pushkin (Vladimir Kulich), poi, una volta sistemati tutti i dettagli, pubblica un annuncio online identificandosi come The Equalizer e offrendo il suo aiuto alle persone bisognose che potrebbero trarre beneficio dalle sue abilità. Questo è sia un cenno al materiale originale del film, la serie della CBS degli anni ’80 “The Equalizer”, che utilizzava una struttura simile, sia quello che sembrerebbe essere un ottimo spunto per un sequel, con un McCall che non è interessato a ricadere nei confini della sua vecchia vita.

Ma quando nel 2018 è uscito il sequel, The Equalizer 2 – Senza perdono, il lavoro di McCall come difensore della gente comune è stato relegato per lo più alle sottotrame, con il fulcro della trama incentrato sulle indagini per l’omicidio del suo contatto alla CIA Susan Plummer (Melissa Leo). Nel terzo e ultimo film, The Equalizer 3 – Senza tregua, McCall si ritrova invece in un paesino in Sicilia, dove sembra intenzionato a trascorrere il resto dei suoi giorni. Qui, tuttavia, si scontrerà con la mafia locale, dovendo dunque ancora una volta riportare l’ordine.

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Gianmaria Cataldo
Gianmaria Cataldo
Laureato con lode in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza e iscritto all’Ordine dei Giornalisti del Lazio come giornalista pubblicista. Dal 2018 collabora con Cinefilos.it, assumendo nel 2023 il ruolo di Caporedattore. È autore di saggi critici sul cinema pubblicati dalla casa editrice Bakemono Lab.
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