venezia 76 5 è il numero perfetto

Per il suo esordio al cinema, la trasposizione del suo stesso fumetto 5 è il numero perfetto, Igort ha scelto la Mostra di Venezia 76 e Le Giornate degli Autori, dove ha parlato della sua esperienza dietro alla macchina da presa.

“È stato un film di lunghissima gestazione, soprattutto perché avevo molte richieste da ogni parte, non solo dall’Italia. Evidentemente si tratta di un fumetto molto cinematografico. Sono un autore che ha avuto abbastanza fortuna, per cui la mia attività si è svolta a cavallo tra Italia e Giappone, sono stato il primo autore occidentale a lavorare con il manga, e quindi forse nel film troverete delle assonanze con la cultura asiatica e con un certo modo di raccontare.” Ha spiegato alla stampa il fumettista.

Sulla realizzazione del film e sulle sue ispirazioni: “È stato un lavoro corale in cui sono stato aiutato molto per la costruzione del racconto che è da un punto di vista visivo che evocava un lavoro sul colore e sulla costruzione delle scene che deve molto anche alla pittura e alla cultura visiva del nostro Paese. Ho cercato anche di rendere omaggio al cinema italiano, che è per me la quintessenza del cinema moderno, inventato da Fellini e Antonioni e Leone. Questa visione è rimbalzata in Asia, dove Wong Kar Wai o Zhang Yi Mu hanno studiato e hanno assimilato l’idea che l’immagine sia racconto, che sento mia. Sono un narratore che costruisce la parola vignetta per vignetta, e questa cosa cercavamo di reinventarla nel film, partendo dall’assioma che non era un cinefumetto, ma un film.”

Sul fatto che ha scelto lui stesso di dirigere il film: “Se ho diretto il film è tutta colpa di Toni Servillo. Da quando ci siamo conosciuti, io e lui ci siamo riconosciuti, era chiaro che avevamo dei riferimenti culturali comuni che hanno cementato la nostra amicizia, e questa cosa ritornava anche nel pensiero del film. È stato come un lungo work in progress.”

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