Gerard Butler e Aaron Eckart a Roma
Gerard Butler e Aaron Eckart a Roma © Cinefilos.it

Giacca di pelle in coordinato, affabili e simpatici, un fiume in piena l’uno, un po’ più pacato l’altro: sono Gerard Butler e Aaron Eckhart gli ospiti d’onore della mattinata romana. I due attori hanno presentato alla stampa il loro ultimo film, Attacco al Potere – Olympus Has Fallen, un action movie tutto sparatorie e adrenalina che racconta di un attacco terroristico al cuore degli Stati Uniti, la Casa Bianca.

Gerard Butler, anche produttore del film ha raccontato: “Una delle ragioni per cui ho voluto fare questo film è che è una specie di omaggio all’action degli anni ’80, un film classico, in stile Die Hard. La storia era spigolosa, ruvida, ma allo stesso tempo è molto attuale in quanto il terrorismo è una minaccia modernissima, più seria di quanto non lo fosse anni fa, ad esempio nel periodo in cui Regan era Presidente. Una cosa interessante a proposito è che uno dei nostri consulenti per il film apparteneva ai Servizi Segreti proprio in quegli anni!”.

-Napoleone diceva che non voleva generali bravi, ma fortunati. Voi quanto siete stati fortunati ad uscire adesso con un film che parla di una minaccia dalla Corea del Nord? Questa crisi diplomatica è meglio per il film e peggio per il mondo?

attacco al potere-posterAaron Eckhart:Quello che viene raccontato nel film è pura finzione. Certo i terroristi sono una minaccia vera e reale e così come la Casa Bianca è il loro obbiettivo principale, il Presidente degli Stati Uniti sarebbe un ghiotto ostaggio, come una gallina dalle uova d’oro. Il film in realtà vuole celebrare gli eroi nascosti in ognuno, e il fatto che nel momento di necessità tutti possono trovare l’eroe che c’è in sé; nel film capita al personaggio di Gerry (Gerard Butler). Per quello che riguarda la crisi politica tra Corea e USA, ci auguriamo tutti che questa spiacevole situazione possa avere una soluzione diplomatica.”

GB:Ci state forse accusando di essere felici per questa crisi in favore del nostro film? (ride, ndr). Se i terroristi fossero stati giamaicani, nessuno sarebbe andato a vedere il film. Nella storia abbiamo cercato delle minacce reali, che rendessero le situazioni plausibili. La crisi con la Corea del Nord non è cominciata la scorsa settimana, c’era già un anno fa”.

-Come è stato scelto Anotine Fuqua per la regia? E cosa ha voluto dire avere un Presidente come Aaron?

GB:Io e Antoine siamo amici, abbiamo già collaborato e ho pensato che il film fosse particolarmente adato alle sue corde. Ho pensato che nessuno poteva farlo come lui. Per quanto riguarda Aaron, una volta avuto lui il film era fatto, dopo di lui sono venuti Morgan Freeman e gli altri”.

-A chi si è ispirato nell’interpretare il suo Presidente? Ha pensato a dei Presidenti veri o ad attori che hanno interpretato questo ruolo in passato?

AE: “Ogni ragazzino americano cresce con l’idea che volendo può diventare Presidente. Io ho un grande amore per il mio Paese e grande rispetto per la carica di Presidente. Quanto Antoine Fuqua è venuto da me abbiamo parlato del personaggio, e del tipo di Presidente che voleva fossi. Mi ha fatto l’esempio di JFK, per darmi un’idea del fascino, della giovinezza e del carisma che voleva nel personaggio, e anche la scena iniziale, in cui lui si tiene in forma con la boxe doveva essere esplicativa del tipo di uomo che è. Doveva essere un Presidente forte e duro per poter tenere testa a quello che gli sarebbe poi capitato nel film”.

Gerard buttler a Roma
Gerard Butler a Roma © Cinefilos.it
Aaron Eckart a Roma
Aaron Eckart a Roma © Cinefilos.it