“Ogni volta che si fa un film si va ad attingere dalla propria situazione di quel momento. In un certo senso per Walter Mitty è stato così. – così Ben Stiller, attore e regista comico/demenziale per eccellenza, nel panorama cinematografico hollywoodiano e mondiale, ha introdotto la sua conversazione con la stampa romana in occasione della presentazione del suo ultimo film che interpreta, dirige e produce, I Sogni Segreti di Walter Mitty. – Nel film ho riportato quello che vivo e quello che provo adesso, i problemi che mi riguardano. Dirigere un film ti da una grande opportunità, ti da il permesso di fare qualcosa che non hai mai fatto prima. Come regista è molto importante spingersi in territori che non ti sono congeniali, ma secondo me questo è il modo per poter rimanere impegnati e riuscire ad essere coinvolti dando il meglio. E credo che questa sia stata da un punto di vista registico l’esperienza che mi ha dato maggiori soddisfazioni fino ad ora.”

 

Questo film può essere anche chiamato ‘Ben Stiller e il senso della vita’, parafrasando i Monty Python, con una visione alla Aki Kaurismaki. E’ un film poetico. Hai accantonato la commedia grottesca per sfociare nel surreale, hai abbandonato la famiglia irruenta, sempre presente e ingombrante, per andare avanti da solo. Ci spiega questa nuova visione?

“Sicuramente è stata la sceneggiatura che ha dettato lo stile del film, era quello che sentivo: la storia di questo personaggio che per lavoro si occupa di fotografie, e passa tutta la sua vita a guardare queste immagini meravigliose di persone che fanno cose straordinarie e incredibili e lui invece non ha mai fatto nulla di tutto ciò. Credo che sia stata principalmente l’attenzione che lui come personaggio dedica all’immagine che ha dettato lo stile visivo e il tono del film. Questo mio film è molto meno cinico di quello che ho fatto in passato, è molto più aperto dal punto di vista dei sentimenti. Ma in realtà non è una cosa a cui ho pensato prima, nè durante la realizzazione. Mentre giravo sentivo di fare quello che la storia chiedeva. E’ stato forse durante il montaggio e dopo, nelle proiezioni per il pubblico, che mi sono reso conto che era qualcosa di diverso. Non giudicavo più il film dal numero di risate che suscitava. E’ stato qualcosa di nuovo, che mi ha anche fatto un po’ paura, ma è anche positivo andare ad inoltrarsi in un territorio in cui non sei a tuo agio, è importante per un regista questo, così come è importante non doversi mai adagiare.”

ben stiller a romaC’è un motivo per cui la foto in un certo senso protagonista del film e del finale non è inquadrata per più tempo?

“Credo di averla mostrata il tempo necessario per farla vedere e per poterla introiettare, non volevo indugiarci troppo. Mi sembrava sufficiente mostrarla per un tempo giusto, per far capire cosa si intendeva con quell’immagine, non era mia intenzione tenerla troppo o troppo poco.”

I Sogni Segreti di Walter Mitty dietroun’apparente leggerezza tratta temi molto profondi. Ad esempio quanto è difficile oggi continuare ad essere se stessi e non tradirsi in un epoca di mondi paralleli dove domina il virtuale?

“Walter sogna ad occhi aperti, è importante per lui nella sua vita per riuscire ad andare avanti nella routine quotidiana. Ma d’altra parte lo blocca, gli impedisce di creare questo rapporto con gli altri. Credo che il discorso riguardo a creare rapporti sia importante soprattutto nel mondo di oggi in cui siamo nel digitale e in cui ci sono troppe cose che ci distraggono. E’ molto difficile essere concreti e avere una interazione con gli altri. Lui non è introverso, cerca solo la sua collocazione. Questo suo allontanarsi dagli schermi per passare nel mondo reale, per lui è importante e credo sia un buon messaggio per le nuove generazioni.”

Come assisti a questo processo di digitalizzazione, di dismissione che i giornalisti in particolare vivono, e che nel film sembra la causa scatenante della storia?

“Per me personalmente, questa è una situazione che ho vissuto. Il primo computer è arrivato quando avevo 14 o 15 anni. Non esistevano i telefoni cellulari nè i videogames. La mia generazione ha vissuto a pieno questa transizione. Credo sia un peccato che oggi le cose siano cambiate. Avere una rivista tra le mani e sfogliarla è molto bello, io detesto leggere i libri sui tablet, mi piace l’oggetto fisico. Quando abbiamo cominciato a fare le ricerche per il film, abbiamo visto gli archivi di LIFE: tenere in mano un numero di LIFE del 1945 era come avere tra le mani un pezzo di storia. Purtroppo oggi questo non è possibile, i ragazzi di oggi non hanno avuto questa fortuna e questa esperienza. Questo film è stato come incidere nella memoria e celebrare il mondo analogico. Walter per il suo lavoro non può non essere a suo agio nel mondo analogico. Era importante girare questo film in pellicola, proprio per la storia che racconta.”

Sono passati 19 anni da Giovani Carini e Disoccupati. Dove sono finiti quei personaggi? Forse Walter è uno di loro?

“All’epoca mi sentivo molto più vicino a quei personaggi, anche per l’età ovviamente. In questo film invece sono molto più consapevole di quello che vivo, del mio momento e del punto della mia carriera in cui sono arrivato. Questo si rispecchia nei personaggi dei diversi film.”

I Sogni Segreti di Walter Mitty racconta di un uomo gentile e sognatore che lavora allo sviluppo foto della celebre rivista Life; nel tempo libero fa sogni di gloria, ma deve entrare in azione quando un importante negativo scompare. Il film è il  remake della celebre commedia del 1947 Sogni proibiti che vedeva protagonista il grande Danny Kaye, a sua volta adattamento di un romanzo di James Thurber. La pellicola, oltre allo stesso Ben Stiller, comprende nel cast attori del calibro di Sean PennKristen Wiig, Adam Scott, Patton Oswalt e Shirley MacLaine. 

I Sogni Segreti di Walter Mitty sarà distribuito nei cinema americani a partire dal 25 dicembre 2013, mentre in Italia arriverà il 16 gennaio 2014.