Bla Bla Baby, Fausto Brizzi e il cast presentano il film

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“Girare questo film è stato come realizzare un documentario”. Ha esordito così Fausto Brizzi alla conferenza stampa di presentazione del suo nuovo film, Bla Bla Baby, scritto dal regista insieme a Paola Mammini, Simone Paragnani e Mauro Uzzeo. 

Con Brizzi e la sua squadra di sceneggiatori, che lui stesso definisce un “dream team”, erano presenti tutti i protagonisti del film, in primis i piccolissimi attori che hanno prestato i loro paffuti volti a Martino e alla sua gang, e poi gli adulti, guidati da Matilde Gioli e Alessandro Preziosi.

“La location principale del film era un asilo ricostruito e avevamo anche 30 bambini sul set contemporaneamente – continua Brizzi – per fortuna con me c’era Angelo Licata che mi ha aiutato. Non sai mai quando i bambini faranno quello che devono fare. Si girava assecondando i loro tempi, si aspettava (…) La sfida tecnica più grande è stata quella di non far avvertire la differenza tra quando i bimbi sono in scena e quando sono in computer grafica.” Prosegue Brizzi.

La promozione del film è accompagnata dal hashtag #soloinsala, che, come spiega Paolo Del Brocco, che co-produce il film con Rai Cinema, è l’indirizzo a cui sono rivolti tutti i film a cui lavora lo studio di produzione che presiede: “Noi facciamo dei film per la sala. Il cinema senza la sala muore, in tutti i suoi generi. Lo sforzo che stiamo facendo è cercare di riportare i film nel loro luogo deputato. Conosciamo i rischi del caso, ma per quanto riguarda Rai Cinema e 01, continueremo a fare del nostro meglio. Il film esce in un periodo in cui si spera ci sia facilità di andare in sala, Fausto ha fatto qualcosa di differente, e si potrà vedere solo al cinema.”

Protagonisti adulti della storia sono, come accennato, Matilde Gioli e Alessandro Preziosi, che nel corso delle riprese hanno dovuto dividere il set con interpreti molto molto… giovani.

“Ci tengo a dire che questo progetto è stato veramente bello e importante – spiega Gioli – Non capita tutti i giorni di fare un film del genere. Sarò sempre grata alla produzione per avermi scelta. Io non sono ancora mamma, quindi il rapporto con i bimbi così piccoli era un’esperienza inedita, ma è stato anche un enorme piacere. Guardarli è di grande ispirazione, hanno una ingenuità e una spontaneità nelle loro espressioni che ti fa venire voglia di alleggerirti da tutte le sovrastruttura che abbiamo noi attori. Sono rimasta molto legata a questi bimbi. Da un punto di vista professionale, questo film mi ha obbligata a stare molto concentrata e presente sul momento. Si passava molto tempo ad aspettare che i bimbi facessero quello che dovevano, e quindi noi adulti dovevamo essere sempre pronti a continuare. È stato assai formativo.”

Preziosi, che è padre da tanti anni, aveva già esperienza nell’avere a che fare con bimbi di circa dodici mesi: “Non ricordo di aver mai sopportato gli omogeneizzati, ed era strano che più ne mangiavo e più aumentavano, sul set. Per me è stato divertentissimo ritrovare attraverso la non comunicazione con i bambini quella che non ho con me stesso. Sono riuscito a recuperare quell’esperienza da genitore che ho avuto quando ero molto giovane. Non è stato facile, ma è stato bello condividere questo viaggio con tutta la troupe che ha contribuito a ogni livello affinché i bimbi arrivassero tutti calmi sul set. È stato sorprendente vedere quanto tutti ci abbiano visto lungo, nello scegliermi per dare fondo alla mia esperienza di giovane padre e di uomo.”

Ma da dove nasce l’idea di Bla Bla Baby? Secondo quanto dichiara Brizzi, l’idea è partita da un input di sua moglie: “L’idea è venuta a lei, che mi ha detto di pensare a un film sullo stile di Ted (quello con l’orsacchiotto), e io avevo pensato subito che non si poteva fare. Poi ne ho parlato con Luca Barbareschi che mi ha spinto a scrivere un soggetto che potesse essere interessante e così ho cominciato a portare a bordo il dream team di sceneggiatura: mi serviva Paola Mammini che ha scritto tanti film di successo. Era la nostra prima collaborazione ed è nato subito un grande amore professionale. Mi serviva Simone Paragnani con cui condivido un amore per i film anni ’80 ai quali questo film fa riferimento, e avevamo lavorato insieme già tante volte. Mi serviva Mauro Uzzeo che è un’esperto di cartoni animati, perché nel film c’è una lunga sequenza finale che è in qualche modo in cartone animato e lui è un talento in quel campo e nel fumetto italiano. Questa commistione ha portato a un copione e non sapevamo se potesse funzionare, e a poco a poco abbiamo apportato i cambiamenti tecnici e drammaturgici per fare in modo che ogni idea che avevamo avuto potesse essere realizzata. È stato davvero un lavoro di squadra e ci voleva un po’ di follia produttiva perché dovevamo ottenere una resa tecnica. È la prima volta che mi è capitato di non poter far vedere un film alla fine del montaggio, ma ho dovuto aspettare un anno, perché si dovevano aggiungere gli effetti visivi.”

Mammini, Paragnani, Uzzeo, questo il trio di sceneggiatori che Brizzi ha voluto al suo fianco per costruire questa storia, tre punti di vista differenti che hanno arricchito la narrazione, e se per Simone Paragnani è stato facile mettersi nei panni dei bambini, dal momento che, parole sue, non crede di essere mai cresciuto, Paola Mammini ha dovuto fare uno sforzo in più: “Sono l’unica del team di scrittura che non ha figli, quello che mi ha divertito è stato far parlare i bambini in modo giudicante e mettere sotto pressione gli adulti. In questo senso però abbiamo cercato di essere anche comprensivi nei confronti dei genitori. Abbiamo cercato di far parlare questi bambini nel modo in cui avrebbero potuto parlare da grandi.” E Mauro Uzzeo aggiunge: “Avendo diversi di noi bambini piccoli, ci eravamo accorti che niente più di un bambino piccolo ti fa da riflesso di tutto quello che gli passi consapevolmente o meno. Quindi ti capita di rivedere sia i tuoi lati positivi, sia i tuoi lati negativi. Li abbiamo usati come uno specchio giudicante, una forma di satira verso gli adulti.”

In Bla Bla Baby, i bambini piccoli parlano come gli adulti, anche meglio nel caso di alcuni adulti, e il lavoro effettivo per mettere in sincrono i volti dei bambini e farli parlare è avvenuto come si fa con i cartoni animati, ha spiegato Fausto Brizzi, “abbiamo realizzato la colonna sonora, un doppiaggio che facesse da colona guida prima di effettuare le riprese. Ci siamo dovuti adeguare al fatto di non avere margine di improvvisazione.”

Massimo De Lorenzo e Maria Di Biase sono due attori comici molto amati che hanno come tratto caratteristico della loro comicità l’ironia. Come si interpreta un personaggio comico in un film per tutta la famiglia, in cui bisogna far ridere grandi e piccini?

Maria Di Biase: “Per me è stato abbastanza facile far ridere, perché il film era ben scritto e noi abbiamo seguito il copione. È vero che come comica sono un po’ cinica, quindi conciliare la mia comicità naturale con l’intenzione di far ridere i bambini non era semplice, ma in questo caso si è rivelato facile perché la parte cinica è stata data ai bambini, il loro umorismo era molto più cinico di quello degli adulti. Mi è piaciuto avere lo spazio per interpretare una parte più dolce.”

Massimo de Lorenzo: “Sono molto curioso di capire se ci siamo riusciti, ma lo vedrò quando i miei figli guarderanno il film. Quello che mi ha colpito della storia da spettatore, non era tanto la parte dedicata ai bambini, quanto il dramma dei genitori. Forse non era il tema più importante, però il film racconta la difficoltà di chi è genitore, la disperazione, la difficoltà di essere genitori, per chi l’ha conosciuta o la conosce e la vive.”

Proprio le difficoltà dei genitori vengono messe alla berlina dai protagonisti di Bla Bla Baby che parlano molto anche degli errori che ai loro occhi commettono i grandi, quando non si parlano più, o quando usano troppo il cellulare o lavorano sempre. L’aspetto che Brizzi era interessato a mettere in luce era quello di far dire ai bambini qualcosa che “tra di noi non ci diciamo, volevo far giudicare questo mondo degli adulti”, spiega. “Sotto un film per bambini e per famiglie c’è un’indicazione per gli adulti di oggi di avere più attenzione verso i bambini, perché loro ci guardano e ci giudicano. Soprattutto i bambini nativi digitali, perché non sappiamo quale sarà la controindicazione di lasciarli in balia dell’iPad, come capita nel film. Poi c’era un obbiettivo comune e preciso, ed era che nessuno potesse scrivere di questo film “è la solita commedia italiana”.”

E sicuramente, che piaccia o meno, Bla Bla Baby è un film originale, si ritaglia un posto tutto suo nel panorama cinematografico italiano, all’interno dell’offerta contemporanea della sala, per i suoi avventori. Distribuito da 01 Distribution, Bla Bla Baby di Fausto Brizzi è al cinema dal 7 aprile. 

Chiara Guida
Chiara Guida
Laureata in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza di Roma, è una gionalista e si occupa di critica cinematografica. Co-fondatrice di Cinefilos.it, lavora come direttore della testata da quando è stata fondata, nel 2010. Dal 2017, data di pubblicazione del suo primo libro, è autrice di saggi critici sul cinema, attività che coniuga al lavoro al giornale.

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