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Più che una conferenza, è stato un vero e proprio sfogo per il regista , l’incontro con la stampa italiana questa mattina a Roma. Il regista romano, espatriato a Hollywood, ha presentato il suo ultimo film, Quello che so sull’amore, alla stampa e si è ritrovato subito a spiegare, giustamente, i motivi che hanno determinato i bassi incassi della pellicola negli Stati Uniti, dove è uscita il fine settimana prima di Natale. “Prima di tutto il film non è una commedia romantica, così come è stata classificata – ha detto Muccino – l’ultima commedia romantica che è stata fatta forse è Notting Hill, il mio film è una commedia drammatica. Ma i distributori hanno il bisogno di incasellare i film che distribuiscono, e quindi l’hanno etichettato così. Ad esempio il mio film Sette Anime è stato classificato come un thriller, ma essendo un ibrido la gente non l’ha capito, aspettandosi un altro tipo di film, e così è andato male. Inoltre la data d’uscita è stata scelta malissimo, il fine settimana prima di Natale la gente non va al cinema in America, pensa allo shopping, e quindi il film non ha incassato. Ma non è vero che non è piaciuto al pubblico. Se così fosse stato non sarebbe nemmeno arrivato in sala, considerando l’altissimo numero di controlli che fanno i distributori americani prima di far uscire un film. Ad ogni modo tutta la promozione intorno al film è stata fatta male, a partire dal titolo (Playing for Keeps in inglese) fino ai trailer e al poster! E poi questo non è un film di Hollywood, è un prodotto indipendente, fatto dai fondi di diversi Paesi, tra cui l’Italia con Medusa.”

-il protagonista del film è un ex calciatore, che rapporto ha con il calcio?

GM: “Non ho nessun rapporto con lo sport in generale. In sceneggiatura il protagonista era un ex giocatore di baseball, ma visto che il film era una coproduzione, abbiamo pensato di trasformare il baseball in calcio perché è uno sport più semplice da capire, ma non si tratta di un film sul calcio, è solo un pretesto per raccontare il personaggio.”

Gabriele-Muccino-460x305-Che rapporto c’è stato con i produttori del film?

GM: “In USA se sei solo regista di un film e non lo produci, o se non hai un produttore socio al tuo fianco è molto difficile far valere le tue idee sul film. Le proiezioni di prova con il pubblico sono state determinanti e la prima, in cui il film era come lo volevano i produttori, è andata malissimo, poi la seconda con la mia versione, è andata meglio. Solo che il pubblico, che si aspettava la commedia romantica, ha detto che una scena in particolare era troppo drammatica, e l’ho dovuta togliere, dando al film un tono diverso, più omogeneo, smussando gli angoli.”

-Hai rimpianto Will Smith in questo film? Come hai lavorato con  ?

GM: “ è molto bravo nelle commedie romantiche, infatti è stato scelto per via del suo successo in questo tipo di film, e lavorare con lui come con tutti gli altri attori è stato molto semplice.   è un amico ormai, viene a casa con i figli tutte le domeniche, mentre   è una vera diva, ma allo stesso tempo molto umile e duttile.  Will Smith è però un’altra cosa, è un personaggio potentissimo e lui mi ha voluto così tanto per La ricerca della felicità da riuscire a contrattare con la casa di produzione del film in maniere definitiva, o facevo il film io oppure lui lo proponeva ad un altro studio. E’ incredibile!”

-Perché sei rimasto a vivere negli Stati Uniti?

GM: “Perché ho raccolto la sfida, nessun regista italiano prima di me ha avuto la possibilità di lavorare ad Hollywood come capita a me. Mi trovo ad incrociare persone come Fincher, Spielberg, è come se io giocassi a calcio con Messi! E’ una cultura completamente diversa, ed è difficile capire il modo in cui sono fatti. Gli italiani sono molto più sanguigni, in America nessuno alza mai la voce! Mi ritengo fortunato perché anche andando avanti con questo sogno, ho sempre la possibilità di ritornare in Italia, dove ho un pubblico che mi segue e mi ama. E’ una vera sicurezza avere alle spalle questa porta aperta.”

-Perché hai scelto questa storia?

GM: “E’ una storia di crescita e un viaggio verso la maturità, mi è piaciuta molto. Mi hanno proposto diversi film, ma li ho rifiutati perché devo sentire mia la storia prima di tutto!”

Quello che so sull’amore uscirà al cinema il 10 gennaio distribuito da Medusa in 450 copie. Tutte le altre info sul film nella nostra scheda: Quello che so sull’amore.

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