Quattordici anni fa, la figlia di William Joyce ha chiesto al padre se Babbo Natale e il Coniglio Pasquale fossero amici. La domanda incuriosì molto Joyce, che pensandoci su cominciò a dare corpo alla storia che ha visto la sua realizzazione nella collana di 13 storie intitolata “Guardians of Childhood”. Le storie sono finalmente diventate un film, Le 5 Leggende, e oggi al Festival di Roma, Guillermo del Toro in veste di produttore esecutivo, la produttrice Christina Steinberg e il regista Peter Ramsey sono intervenuti a presentare il film nella sezione Fuori Concorso. “Tutti conosciamo i personaggi – ha raccontato Ramsey –  ma nessuno sa veramente bene cosa è capitato loro. Bill (William Joyce, ndr) voleva raccontare tutto in modo diverso, per vedere cosa esprimono veramente i personaggi. E da qui abbiamo cominciato a costruire i protagonisti”.

 

– A Guillermo Del Toro, lei ha partecipato in veste di produttore esecutivo, cosa vuol dire?

GdT: “Ho partecipato a tutte le fasi del film, alla sceneggiatura, alla regia, a tutto. Sui personaggi e sui temi. E’ stato divertentissimo.”

-A Ramsey: l’approccio registico utilizzato per il film è stata una sua scelta oppure è stata una diretta conseguenza dell’utilizzo della grafica computerizzata in 3D?

PR: “Ho cercato di avvicinarmi all’estetica di un film d’azione. Ma nel film conta che i bambini credono a ciò che vedono. Abbiamo trattato i personaggi come se fossero attori in carne e ossa e a loro è affidato il compito di far ritornare bambini gli adulti che vedranno il film.”

I personaggi singoli poi hanno generato molta curiosità qualcuno per il loro aspetto inedito, qualcun’altro semplicemente perchè si conosce meno rispetto agli altri. Ad esempio Babbo Natale, che nel film si chiama North, ha sempre un abito rosso e lavora tutto l’anno a costruire giocattoli, ma “è pieno di tatuaggi, ed è un tipo allegro,  pieno di meraviglia e di stupore per le cose del mondo – ha detto Ramsey – Abbiamo lavorato sul materiale che aveva per noi Joyce, ma ci siamo anche allargati un po’, cercando di dare caratteristiche diverse e ben specifiche a tutti i personaggi. Ad esempio Dentolina soffre di un disturbo dell’attenzione, ma deve essere sempre presente in ogni punto della terra.” “Calmoniglio invece non è solo un coniglio con le uova – aggiunge Del Toro – ma un portatore di speranza e gioia, perchè con la Pasqua arriva la primavera, una nuova vita. E così anche lui deve essere legato alle forze della natura. Sandman invece è molto noto a chi legge i fumetti, ma si tratta di un altro personaggio. Qui Sandy è muto ed è molto umile, una specie di incrocio tra Buddha e Mr Magoo, ma è il più potente di tutti i Guardiani”.

Peter Ramsey Foto di Raffaele Piano

– Alla produttrice Christina Steinberg: come mai è stato scelto Jude Law per dare la voce al cattivo Uomo Nero?

CS: “Jude è stato da subito il primo nome. La sua voce è molto seducente, è ammaliante, e così deve essere un cattivo. Il male, la paura è qualcosa che seduce, che ci convince e che si insinua nella mente”.

Del Toro aggiunge: “Quello di cui avevamo bisogno era una storia facile da leggere e difficile da scrivere. Il film dovrebbe permettere ai piccoli di immaginare e ai grandi di tornare bambini. Purtroppo trai 30 e i 35 anni arriva un momento in cui le persone diventano scettiche e spacciano il loro scetticismo per intelligenza, rinnegando qualsiasi cosa.”

– Per Ramsey: i personaggi del film sono molto buoni, nonostante questo non smettono di scavarsi dentro e di migliorarsi.

PR: “Si certo, la storia è molto semplice e i personaggi principali sono buoni, sono quelli delle storie, e racchiudono in sè tutti gli archetipi validi in ogni tempo”.

Foto di Raffaele Piano

La Foto Gallery del Festival di Roma aggiornata:

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