Marco Castaldi, regista di Amici Comuni: “Raccontare questi anti-eroi e le loro relazioni è stata la sfida più grande”

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Marco Castaldi, regista di Amici Comuni, ci racconta il percorso creativo dietro il suo ultimo film, un racconto che esplora l’amore, le amicizie e le scelte di coppia. Dal cortometraggio originale al lungometraggio, passando per la costruzione di un cast eterogeneo, Castaldi ci guida attraverso le sfide e le emozioni che hanno animato il progetto.

Come sei arrivato a questa storia?

Marco Castaldi: «Clemente Meucci mi ha proposto una sceneggiatura di trenta pagine che prevedeva solo la prima scena del film, quella della cena. Insieme ci siamo proposti di svilupparla in modo tale che potesse diventare un lungometraggio. E quello è stato il punto di partenza per arrivare poi a una seconda e terza parte della storia che raccontavano l’addio al nubilato, l’addio al celibato e poi il matrimonio. Ci era piaciuto molto Storie Pazzesche e volevamo inserire una sequenza in cui veniva celebrato un matrimonio. In pratica ho visto nascere il film».

Nel 2018 hai già diretto un cortometraggio dal titolo “Amici Comuni”. Qual è il legame con questo lungo?

Marco Castaldi: «Il corto è stato una specie di preparazione al lungo, un modo per presentare il progetto ai finanziatori e per ottenere i fondi per realizzare il lungometraggio. Era un piccolo riassunto della cena, e si concludeva con la rivelazione. Con quel corto abbiamo bussato a tantissime porte e così siamo riusciti a trovare i fondi, anche grazie ai bandi ministeriali. Poi abbiamo cercato un modo di ripulire la scrittura e abbiamo coinvolto Chiara Laudani per la revisione del film. Il suo intervento ha trasformato la sceneggiatura in un vero film, permettendomi di fare quasi un corso intensivo di sceneggiatura grazie alla sua esperienza».

Rispetto al tuo precedente lungometraggio, “Nel bagno delle donne”, questo film nasce da una storia originale. Cambia il tuo approccio nello studio della storia?

Marco Castaldi: «Avere un romanzo di partenza aiuta sicuramente, ma il lavoro principale nasce sempre dalla collaborazione con gli attori. Con Luca Vecchi, protagonista del film, abbiamo analizzato ogni parola della sceneggiatura. Mi confronto con gli autori e scelgo sempre gli attori in maniera coerente con i personaggi. Per Amici Comuni, abbiamo lavorato anche con Raoul Bova, creando una terza sceneggiatura che rispondeva alle necessità dei personaggi e ci ha permesso di far emergere ciò che dovevano davvero dire».

Il cast è molto eterogeneo. Come lo hai assemblato?

Marco Castaldi: «Tendo a lavorare con persone di cui mi fido e con cui posso avere un confronto onesto. Luca ed io siamo amici da 22 anni, con Raoul ci conosciamo da tempo e abbiamo già collaborato. Francesca Inaudi l’ho coinvolta grazie alla mia esperienza come direttore di produzione e alla nostra agente in comune: il personaggio le si addiceva molto. Beatrice Arnera è stata l’unica a fare un provino; è stata magnifica fin dalla prima parola e sono felice di averla nel film».

Dal punto di vista artistico, quale è stata la parte più complicata da realizzare?

Marco Castaldi: «La cena, che abbiamo girato come se fosse un film d’azione, pieno di tagli. La scena poteva essere noiosa con quattro personaggi fermi, ma abbiamo scelto un linguaggio veloce, senza inserire subito le musiche. Ogni atto ha uno stile distintivo: il primo ricorda un film francese, il secondo è più comedy, mentre il terzo è romantico e mette in luce i nodi emotivi. Raccontare questi anti-eroi e le loro relazioni nel 2026 è stata la sfida più grande».

Quello che si chiedono i protagonisti: che cos’è l’amore?

Marco Castaldi: «L’amore è quella cosa che alla fine ti fa dire che vale la pena affrontare le difficoltà, faticare per raggiungere un intento comune: essere felici insieme».

E i tuoi personaggi trovano la felicità?

Marco Castaldi: «Assolutamente sì… o forse no. Lo lascio decidere allo spettatore».

Amici Comuni arriva in esclusiva in Italia dal 13 febbraio su Paramount+. Il film, interpretato da Raoul Bova, Francesca Inaudi, Beatrice Arnera e Luca Vecchi, intreccia le vite di due coppie di amici e li mette di fronte alla più universale delle domande: che cos’è l’amore? La colonna sonora è accompagnata dal brano di Cosmo “Quando ho incontrato te”.

Chiara Guida
Chiara Guida
Laureata in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza di Roma, è una gionalista e si occupa di critica cinematografica. Co-fondatrice e Direttore Responsabile di Cinefilos.it dal 2010. Dal 2017, data di pubblicazione del suo primo libro, è autrice di saggi critici sul cinema, attività che coniuga al lavoro al giornale.
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