kristen stewart venezia 76
di Luigi De Pompeis

Kristen Stewart è stata la star della conferenza stampa di Seberg, il film Fuori Concorso, diretto da Benedict Andrews, presentato oggi a Venezia 76. Il film si ispira alla vita reale dell’attrice Jean Seberg, divenuta icona della Nuovelle Vague come protagonista di Fino all’ultimo respiro di Jean-Luc Godard, presa di mira dal FBI, alla fine degli anni ’60, per il suo simpatizzare per le Pantere Nere, oltre che per il suo coinvolgimento romantico con l’attivista per i diritti civili Hakim Jamal.

Arrivata alla fama internazionale molto giovane, la Stewart ha subito un cambiamento davvero radicale sotto gli occhi del mondo, da quando, protagonista di Twilight, era l’idolo delle teenager, fino a trasformarsi in una donna e un’attrice molto più completa, amatissima dal cinema francese.

Tuttavia la sua maturazione personale e professionale le ha regalato una sicurezza che traspare anche dal fatto che ora la Stewart dice che “è fantastico avere questa posizione di privilegio in cui posso essere totalmente aperta nel comunicare con le persone”. Cosa che non si è verificata con la Seberg, che invece ha pagato la sua posizione così schierata nella vita sociale e politica del suo Paese nel suo tempo.

“Facendo l’attrice quello che cerchi è una sorta di legame con la gente e la sfida sta nel mantenere la propria onestà. Jean Seberg aveva una fame diversa, però, quella di connettersi più di altri, più a fondo, con le persone. Era anche spinta da una forte vocazione umanitaria, in un momento in cui le persone non volevano vedere, capire. Quella che racconta il film è una storia molto importante, e lo è soprattutto oggi. Perché sacrificarsi per un’idea, per gli altri, è raro. Ed è giusto che Jean Seberg non venga ricordata solamente per il suo taglio di capelli”. 

Continua la Stewart“C’era qualcosa di naturalistico nella sua recitazione, emergeva qualcosa di splendente. Il fatto che fosse bene accolta nel suo paese e anche in Francia le ha consentito di correre dei rischi, sicuramente è stata identificata in questo modo. Ho lavorato su questa cosa, ho cercato di essere me stessa, ho percepito questo desiderio da parte sua, di essere accettata lavorando in questo modo, quasi gridando ‘guardatemi, sono vera!’. E proprio per questo ha trovato terreno fertile in Francia, immagino”.

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