50 Santarcangelo Festival

Partecipa anche tu, se hai il coraggio’ è il motto del Festival irriverente e mai scontato di Santarcangelo, che festeggia il cinquantenario dalla sua nascita con un’opera in suo onore. Un lavoro minuzioso ed evocativo, plasmato dalle menti dei registi Alessandro Rossi e Michele Mellara e presentato alla diciassettesima edizione delle Giornate degli Autori, nella sezione “Notti Veneziane – l’Isola degli autori” (Venezia 2020). 

50 Santarcangelo Festival è la storia di un Festival che ospita l’espressione e l’evoluzione del teatro in un contesto politico e sociale in fermento, che ne arricchisce forme e colori.

Il duo di registi, già assiduo frequentatore del Festival di Santarcangelo ha attinto, su commissione, dagli archivi video accumulati negli anni e ne ha tratto una congerie saporita di sensazioni ed immagini. Corpi in azione e voci in asincrono riflettono scontri e miscugli di un festival che è stato ed è unico nel suo genere. 

50 Santarcangelo Festival sbircia su un mondo altro, incantato e chiassoso, sconosciuto a molti e piccolo gioiello per chi vi ha preso parte, raccontato attraverso gli occhi dei molteplici direttori che si sono succeduti alla sua guida, ognuno dei quali si è sempre dimostrato alla ricerca instancabile di integrazione ed innovazione: ‘Se rimani uguale a te stesso muori, ma se vuoi rimanere te stesso devi cambiare’ (Antonio Attisani – Direttore del Festival, 1981).

Il tutto nasce dall’incontro fortuito tra il sindaco di Santarcangelo Romagnola, Romeo Donati ed il registra di teatro, allora in turnée, Piero Patino, dei quali l’intento è quello di proporre ‘spettacoli che abbraccino le attività di palcoscenico, senza riferimenti’ alla politica (Romeo Donati). 

La recensione di 50 Santarcangelo Festival

Perché è questo che è il teatro: politica, performance, arti sceniche, teatro d’attore, musica ed infine incontro di tutte queste forme in una sola.

Ciò che si nota guardando la pellicola è quanto il festival sia orientato alla condivisione e insieme all’apprendimento: è una fucina di talenti, una ‘Woodstock del teatro, un grande laboratorio di strada’, come tiene a sottolineare Roberto Dacci, Direttore illuminato di svariate edizioni del Festival. 

Nelle edizioni che si susseguiranno, si esibiranno compagnie teatrali tra le più importanti e all’avanguardia dello scenario italiano ed europeo, rinvigorendo ogni volta la manifestazione con energie nuove e dirompenti.

Alessandro Rossi e Michele Mellara non sono nuovi al genere del documentario ed in particolare a tematiche delicate quali ambiente e diritti umani ed hanno reso con eleganza la storia di un Festival che ha rappresentato il luogo di incontro di tradizioni teatrali lontane geograficamente e concettualmente, che ha permesso scambi culturali altrimenti impensabili e, cosa più importante, è stato e rimane un punto di riferimento per il teatro e gli artisti che lo praticano.

Il lavoro è un tripudio di immagini, forme e corpi in fiore, raccontati dai testimoni di allora e di oggi. Un’opera che è riuscita nella difficile impresa di rendere il teatro tramite il cinema, che ha saputo cogliere la scintilla nelle performance, i momenti di stupore ed attonimento. Ha restituito con compiutezza sensazioni ed emozioni di un passato che ha forgiato attori e compagnie del presente, raccontandone l’evoluzione tra bisbigli e sospiri e talvolta urla, rivelando e nascondendosi, ma mai annoiando.