di Francesca Vennarucci
Un film corale Acrid, di Kiarash Asadizadeh, che si muove raccontando storie di matrimoni infelici e di personaggi che vivono in una solitudine di coppia che trova appagamento solo nell’affetto verso i figli o verso rapporti extraconiugali, un fallimento che riguarda ogni generazione.

Quello che il regista con la sua pellicola lancia è un messaggio forte, che non lascia speranze e via di fuga se non con un percorso fatto di sofferenze e sensi di colpa, dove paura del giudizio del prossimo e di andare contro quella che è la morale di un modo di vivere della cultura con la quale si è cresciuti sono in certi casi più forte del raggiungimento della propria felicità. Acre è il titolo perfetto per un film che riesce a descrivere e a trasmettere al pubblico tutta l’amarezza e la sofferenza del tradimento.
Acrid è stato presentato in Concorso all’ottava edizione del Festival Internazionale del Film di Roma.
