“Déjà vù”, è questa la prima parola che viene in mente vedendo il film Crazy Heart. Un Déjà vù che continua a protrarsi man mano che la vicenda (se pur ben raccontata) si evolve sino alla conclusione.  Per citare il film stesso sembra come “quando senti una bella canzone si ha l’impressione di averla già sentita”, ed  è ciò che accade sentendo(vedendo) il film.

La storia è quella di un famoso cantante country alcolizzato e caduto in disgrazia che grazie alla relazione con una giovane reporter tenta di rimettere in carreggiata sia la sua vita che la carriera. Fin qui, appunto tutto sembrerebbe già visto ma, rimanendo di questa opinione si rischia di crearsi un paraocchi che offuscherà invece le varie sfumature interessanti del film. Primo fra tutti la performance recitativa di Jeff Bridges che rimane costantemente su un livello decisamente alto di intensità emotiva. E’ con la sua bravura infatti che il  personaggio esce fuori dai ranghi che fin’ora hanno caratterizzato le varie versioni di individui allo sbando(come fece del resto Mickey Rourke in The Wrestler), donando al film particolari momenti di vitalità e tenerezza; specchio di un’esistenza volutamente allontanata nella vita ma che prepotentemente si riaffaccia  davanti ai suoi occhi.  Ad affiancare la sua performance c’è anche la brava Maggie Gyllenhaal, che per la prima volta fa vedere qualcosa di buono e non solo scomode posizioni con cui interloquire con il resto del cast. A sostegno dei due c’è il grande Robert Duvall nei panni dell’amico che sostiene il cantante nei suoi momenti più bui. Come anche l’attore che interpreta la versione più giovane di Jeff Bridges e che da lui ha imparato tutto sulla musica e che la produzione ha tenuto nascosto nei crediti.

Crazy Heart film

Le ultime parole vanno senz’altro spese per il regista Scott Cooper, che esordisce ottimamente con questa opera ben confezionata e senza ombra di dubbio ben raccontata. Resta da chiedersi se un pizzico di originalità in più avesse concesso al film maggiori trionfi. Ma comunque il film ha collezionato ben 3 nomination all’Oscar, rispettivamente una per Jeff Bridges, una per Maggie Gyllenhaal e una per la  migliore colonna sonora. Niente male per un esordiente. Aspettiamo il verdetto dell’Academy.