Finalmente Maggiorenni
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Gli scanzonati e un po’ imbranati Jay, Will, Simon e Neil sono quattro ragazzi della periferia inglese che finalmente riescono ad organizzare l’agognata vacanza. Decidono di andare a Creta con un preciso obiettivo: la conquista di tante ragazze. Il viaggio si risolve è una notte trascorsa a girovagare nella speranza di incontrare coetanee disponibili. Questa è a grandi linee quello che accade in questa nuova pellicola inglese, che approderà da noi con il titolo Finalmente Maggiorenni. Tratto da una sit-com  di enorme successo in patria, il film in questione sembrerà, per lo spettatore più avvezzo al genere, un lungo dejavù. Il motivo è presto svelato: gli ingredienti che vengono mescolati in questo calderone sono cliché tipici della commedia demenziale americana che nella fine degli anni 90’ ha avuto un enorme seguito, soprattutto con la saga di American Pie. Questo, per un film del genere, rappresenta il limite più grosso, che inevitabilmente impedirà alla pellicola di riscuotere successo e di strappare al pubblico un po’ di risate.

Nonostante ciò, Finalmente Maggiorenni in patria rappresenta un vero tormentone ed è riuscito a racimolare al box office la bellezza di 70 milioni, diventando uno dei maggiori incassi dell’anno. Tutt’altra storia invece nel nostro Paese, dove i personaggi messi in scena da Ben Palmer riprendono caratteri già ampiamente conosciuti, come il gruppetto di Nerd che va in vacanza con l’intento di spendere tutto il suo tempo a caccia di sesso, alcol e divertimento. Se in alcuni frangenti la commedia demenziale riesce almeno a essere originale, come con il personaggio di Neil che diverte a più riprese con i suoi sorprendenti gusti in fatto di donne, questo non può bastare per ottenere una sufficienza piena.

Finalmente Maggiorenni a stento riesce a decollare e quando finalmente ci riesce finisce per diventare prevedibile e  stereotipata, finendo per mostrare tutti i suoi limiti in un finale già visto. Il quadro complessivo è quello di un film che strapperà poche risate, basato su una scelta discutibile di costruire tutto su gag a ripetizione, tralasciando forse troppo i lati divertenti della storia principale.

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