green book

Dopo un decennio, gli anni ’90, ricco di clut comici che ha portato al cinema in coppia con il fratello Bobby, Peter Farrelly si cimenta nella regia (e sceneggiatura) in solitaria con Green Book. Nonostante l’originalità di quanto realizzato prima, in coppia (da Tutti pazzi per Mary a Scemo & più Scemo), sembra che Peter si senta molto a suo agio con le storie classiche e un impianto narrativo già visto e collaudato, ma non per questo banale.

Green Book, la trama

Green Book è la storia di due persone che non hanno nulla in comune, anzi che nutrono un certo disprezzo reciproco, all’inizio, e che invece si scoprono amici, pur rimanendo diversi. Da una parte c’è l’italo-americano Tony “Lip” Vallelonga, buttafuori del Copacabana, che a causa della chiusura temporanea del famoso nightclub newyorkese, si trova senza lavoro per tre mesi. Dall’altra c’è il virtuoso del pianoforte, di colore, Don ‘Doc’ Shirley, raffinato, ricco e di classe, adorato da tutti i salotti della città. Un tour programmato nei razzisti stati del Sud del Paese, mette Shirley in condizione di chiedere proprio al diffidente Tony di essere il suo autista. Il musicista ha bisogno di uno chauffeur, che sia anche in grado di uscire da situazioni spinose, dopotutto si stanno infilando nel sud degli Stati Uniti, sono gli anni ’60, e non tutti vedono di buon occhio Doc. A viaggiare con loro il green book, una guida turistica per neri, con l’elenco dei locali e dei motel “adatti” ai viaggiatori di colore.

Il copione segue tutti i punti cardinali di una storia di questo tipo: la diffidenza iniziale, l’apertura prima timida poi sempre più schietta, fino ad arrivare alla vera e propria condivisione e amicizia. Il film di Farrelly potrebbe sembrare quindi un’opera senza particolari guizzi, se non fosse che la scrittura è incisiva e brillante, attenta ai dettagli e in più di una occasione esilarante. Non mancano i momenti più tesi, gli episodi di razzismo, le sfuriate, le botte, situazioni che trovano sempre poi un momento di distensione.

Green Book, il cast

mahershala aliIl cadine intorno a cui gira l’intera storia è formato dalla perfetta dinamica tra Mahershala Ali e Viggo Mortensen. Se l’attore premio Oscar per Moonlight ha un approccio molto rigido che rappresenta perfettamente l’esigenza di ordine, eleganza e disciplina, nonché la necessità di elevarsi al di sopra dei pregiudizi degli altri del suo personaggio, Mortensen è il vero e proprio centro drammaturgico della storia.

Farrelly ci introduce Tony nel suo contesto familiare, nelle sue scommesse a chi mangia più hot dog, nel suo lambire il mondo della malavita in maniera marginale, sempre pronto a trarre il massimo vantaggio economico da ciò che fa, tutto questo unito a un’indole buona di marito innamorato e devoto e padre attento. E Mortensen abbraccia tutte queste caratteristiche e costruisce una rappresentazione canonica di italo-americano, con una cura perfetta del linguaggio e della gestualità, senza mai cadere nella macchietta e rivelando un talento comico notevole.

La sua interpretazione, unita alla grande chimica con Ali, valgono la visione di Green Book, rigorosamente in lingua originale, per apprezzare meglio, tra le altre cose, la maestria con cui Mortensen riesce a cantare “Tu scendi dalle stelle” senza storpiare parole o vocali.

Green Book è una storia edificante sull’amicizia, costruita su una struttura vista mille volte, eppure dalle infinite variazioni possibili. Un divertente road movie che invita a superare i pregiudizi, e lo fa con leggerezza e acume.

Green Book, il trailer