gunpowder milkshake recensione

Gunpowder Milkshake è un film action diretto dal regista israeliano Navot Papushado. La pellicola si profila come un inno all’empowerment femminile, tra atmosfere tarantiniane e una solidarietà femminile di grande potenza. Disponibile dal 30 Luglio su Amazon Prime Video.

Gunpowder Milkshake: tra riferimenti e innovazione

La storia di Gunpowder Milkshake esordisce in una tavola calda in cui la dodicenne Sam e la madre Scarlet (Lena Headley), dividono un frappè, simbolicamente fin da subito stabilito come metafora del loro rapporto; ben presto però fanno capolino nel diner una squadra di uomini armati, che vogliono uccidere Scarlet. La donna svela quindi le sue carte nascoste e la figlia si rende sorprendentemente conto che è un’assassina professionista, che diventerà presto fuggitiva a causa di un lavoro andato storto e per cui è ricercata. Scarlet, dopo aver ucciso gli uomini, sarà quindi costretta a scappare, abbandonando la figlia. Quindici anni dopo ritroviamo Sam (Karen Gillian) che ha seguito le orme della madre, divenendo sicario per l’organizzazione criminale The Firm; l’ultimo target assegnato a Sam dal capo Nathan (Paul Giamatti) è un uomo che ha rubato soldi all’organizzazione e il cui omicidio dovrà portare a compimento Sam. Mentre si trova di fronte alla sua vittima Sam scoprirà però che è padre di una bambina di otto anni, Emily (Chloe Coleman) che la giovane sicaria prenderà sotto la sua ala, in un turbinio di conflitti e inseguimenti che non conosceranno sosta e che vedranno coinvolto anche un trio di bizzarre bibliotecarie: Anna May, Florence e Madeline, tre ex complici di Scarlet, interpretate rispettivamente da Angela Bassett, Michelle Yeoh e Carla Gugino.

Gunpowder Milkshake si avvale di una serie di reminiscenze riconoscibili: John Wick e Kill Bill, ma anche Atomica Bionda o i film di Nicolas Winding Refn per estetica, scenografia e colonna sonora. I personaggi femminili dominano il film con la loro caparbietà ed intuitività; sono i personaggi attivi e risolutivi, mentre le controparti maschili vengono presentate come poco abili, ridicoli e assolutamente in grado di essere calpestati da queste donne. E’ la mano femminile a dominare tematicamente la pellicola, come suggeriscono anche i riferimenti a personaggi iconici (Piece of My Heart di Janis Joplin come colonna portante della narrazione) e classici della letteratura femminile come contenitori di armi da fuoco e conservatori di una conoscenza trasmissibile soltanto da chi è consapevole del potere dell’opera e, quindi, dell’arma.

Il finale della pellicola lascia intendere che abbiamo assistito al primo capitolo di quello che aspirerebbe ad essere un franchise, difatti pare che un secondo capitolo sia già in lavorazione. In un successivo secondo capitolo dovremmo rivedere Emily e Sam in qualità di paladine di una banda tutta al femminile, una volta terminato l’addestramento della piccola ragazza.

Gunpowder Milkshake

La forza vorticosa di Gunpowder Milkshake

Il Diner si configura come centro nevralgico dell’azione, luogo del giudizio in cui verrà sempre ribadita la predominanza della figura femminile, prima fra tutte attraverso la simbologia della figura della cameriera. Le donne in questo film non sono assumono la funzioni di giudici, in un panorama urbano fatiscente, ma anche di istruttrici alla lotta e al perdono, cosi come avviene con la piccola Emily, che trova nel gruppo di donne una nuova famiglia. Angela Bassett, Carla Gugino e Michelle Yeah, pur non occupando parte integrante del minutaggio, riescono comunque a caratterizzare in maniera ottimale i personaggi del film, regalandoci interpretazioni umoristiche ed emozionali.

Gunpowder Milkshake risulta un prodotto vincente dato l’avvicendarsi ritmato dell’azione, un montaggio frenetico e una fotografia che incornicia ciascun frammento del quadro azionale. Senza andare a ricercare approfondimenti tematici o sociali- non è questo lo scopo del film- il risultato finale di Gunpowder Milkshake è quello di un film vivace e brioso, presentatoci in una confezione stilisticamente indovinata in termini di messa in scena e palette cromatica.

La forza di Gunpowder Milkshake risiede nel fatto che il film promuove un proprio stile, ben riconoscibile, nella sua miscela di action, splatter, sarcasmo illimitato. Attraverso un ottimo lavoro di regia, con inquadrature ricercate e un lavoro encomiabile in sede di montaggio, accompagna la trama delle ferali e affabili protagoniste femminili. La spettacolarità della narrazione si unisce quindi a suggestioni visive e una caratterizzazione dei personaggi centrata, che si snoda con una musicalità che va al ritmo delle pallottole. Sono innegabili alcuni guizzi registici già ravvisabili nel primo atto del film, con una cinepresa che segue i movimenti coreografici di Sam e fa intendere allo spettatore la gerarchia dei ruoli narrativi. La curva drammaturgica si innesta su rapporti tutti al femminile, nel loro emergere e nell’essere conservati, ed è impossibile non essere emotivamente coinvolti, soprattutto per quanto riguarda l’affetto sincero scaturito dal rapporto tra Sam ed Emily, la relazione madre-figlia tra Sam e Scarlet e il legame tra le interessanti bibliotecarie.

Lo spettatore rimarrà ammaliato dall’organicità visiva della pellicola, dall’incisività e validità dei personaggi presentateci, ma soprattutto dall’entrata in scena nel panorama action di un gruppo di astute sicarie inaspettate, padrone della scena in maniera ineccepibile e che fanno ben auspicare a un futuro roseo per un cinema di genere al femminile.