I mercenari recensione film

Ed eccolo qui, il super progetto revival action I mercenari, messo in piedi da Sylvester Stallone che tutti i fan di un certo modo di fare cinema aspettavano come si aspetta un’oasi in un deserto africano.

 

Le prime voci di questo progetto vennero fuori dopo la distribuzione di “John Rambo”, e man mano che il cast veniva annunciato di attore in attore l’attesa tra i fan si è fatta spasmodica; in effetti a livello strettamente mediatico le scelte del casting sono state assolutamente azzeccate, andando a includere seppur solo in un piccolo cameo addirittura l’attuale governatore della California Arnold Schwarzenegger in una scena che peraltro è una delle più spassose del film.

I mercenari recensione

Oltre all’ex culturista austriaco sono presenti nel film: Jet Li, Sylvester Stallone, Jason Statham, Dolph Lundgren, Terry Crews, Steve Austin e Mickey Rourke nella squadra de i mercenari, ruoli più o meno importanti li hanno poi: Bruce Willis, Eric Roberts (una certezza nelle parti da cattivo), David Zayas (famoso per il serial Dexter) e la bella modella brasiliana Giselle Itiè. Per vari motivi invece molte star non hanno potuto parteciparvi tra cui l’inossidabile Jackie Chan, Kurt Russel e Jean Claude Van Damme.

I mercenari, sacrificabili eroi

Il battage pubblicitario è stato enorme: Stallone era dappertutto negli ultimi mesi, compresa una comparsata a Wall Street. Per non parlare di un videogioco 8 bit sulla pellicola e la creazione di una delle locandine più belle della storia del cinema. La storia ruota intorno alle gesta di un gruppo de i mercenari (i cosiddetti Expendables = I Sacrificabili) capitanati da Barney Ross (Sylvester Stallone) a cui viene chiesto da un agente CIA che vuole vendicare la figlia uccisa chiamato Church (Bruce Willis) di rovesciare un dittatore del Sud America segretamente supportato da un ex agente della CIA.

Fondamentalmente i veri protagonisti sono Stallone e Statham (ottima la sua prova) e agli altri vengono lasciate apparizioni più o meno lunghe e più o meno riuscite (buone quelle di Rourke, Swarzy e Lundgren meno quella di altri tra cui Jet Li). Era infatti poco credibile che tutti avessero lo stesso spazio nell’arco di novanta minuti, ciò non toglie che la pellicola lasci aperte molte vie percorribili per i due seguiti già in progettazione.

Come succede spesso nei film action, la storia de I mercenari è solo un pretesto per girare scene ad alto  tasso adrenalinico e qui veramente non si può chiedere di meglio; è tutto così roboante, tamarro, esagerato che le parti semplicemente dialogate saranno un decimo della durata totale.

Proprio a fronte di questo, il punto debole della pellicola è fondamentalmente la storia; nessuno si aspetta un documentario sui moti lunari o la scissione dell’atomo ma è così dannatamente trita e ritrita anche nei suoi sviluppi da ricalcare almeno qualche decina di film d’azione degli anni ottanta. Rileggere un genere vecchio di trent’anni senza un minimo di brio nella storia basandosi quasi esclusivamente sulle scene vorticose e spettacolari ha i suoi rischi, principalmente quello di non piacere a chi del genere action non è mai stato un estimatore, se poi Stallone dichiara di avere cento bozze di sceneggiatura, viene il dubbio su come fossero brutte le altre.

Sia chiaro che io adoro quel genere, e per chi è cresciuto a pane e Commando sarà una gioia per gli occhi e per le orecchie godersi gli ultimi 30 minuti di pellicola, praticamente un combattimento esplosivo continuo e senza esclusione di colpi (in cui Stallone ci ha pure rimesso una vertebra cervicale durante una scena di lotta col wrestler “Stone Cold” Steve Austin).

Come accennavo poco fa, la storia non è particolarmente brillante, non sviluppando nessuna sottotrama al di fuori di quella del coprotagonista Lee Christmas (Jason Statham) alle prese con la sua ragazza (interpretata dalla defunta quanto bellissima Brittany Murphy) che tutto sommato spezza positivamente il ritmo dalla trama principale. Per quanto riguardo il lato strettamente tecnico, I mercenari, forte degli 82 milioni di dollari di budget offre scene appassionanti e frenetiche frutto di un uso sapiente della grafica computerizzata in 3D, su tutte l’attacco dell’idrovolante al porto con Statham e Stallone che creano un casino “infuocato”.

In fondo è quello che volevano tutti i fans e non importa se la sceneggiatura è claudicante, se Jet Li dice frasi senza senso, se un gruppo di cinquantenni suonati uccida un esercito intero, in fondo  il cinema è sognare e loro ci regalano questo, i sognatori quindi apprezzeranno. E gli altri? Non hanno la capacità di sognare.