Il Cacciatori di Giganti film recensione

Arriva al cinema distribuito da Warner Bros. Italia  Il Cacciatori di Giganti, il film fantasy diretto da Bryan Singer e con protagonisti Ewan McGregorNicholas HoultStanley Tucci, Warwick Davis, Bill Nighy, Ian McShane.

La fiaba di Jack e il fagiolo magico accompagna più o meno ogni bambino dalla più tenera età: arpe magiche, giganti cattivi, un giovane eroe un po’ ingenuo che ha l’occasione di riscattarsi costituiscono gli elementi semplici e vincenti di un racconto che appassiona da sempre i più giovani.

Aiutati anche dalla versione disneyana della storia, molti ricordano le vicende classiche che coinvolgono Jack e la gigantesca pianta di fagioli, ma a partire dal prossimo 28 marzo, i nostri ricordi verranno confusi e arricchiti dalla versione cinematografica della leggenda, che porta la firma di Bryan Singer e vede protagonista Nicholas Hoult, che ha appena dismesso i panni di R lo zombie protagonista di Warm Bodies, e Eleanor Tomlinson, vista di recente in Educazione Siberiana da Gabriele Salvatores.

Il Cacciatori di Giganti film recensione

In una modesta casa contadina, Jack ascolta dalla voce del padre l’antica leggenda dei giganti, soggiogati e sconfitti da Re Erik. In una lussuosa camera da letto, nello stesso momento, la piccola principessa Isabella sente la stessa storia dalle labbra di sua madre, la Regina. Molti anni dopo Jack e Isabella si ritrovano e diventano protagonisti di una straordinaria avventura che cambierà per sempre la loro vita e quella di tutto il regno.

Giganti crudeli e spaventosi, piante di fagioli che crescono in una notte e arrivano al cielo, un giovane coraggioso e un regno in pericolo, gli elementi classici sembrano esserci tutti, ma Singer mescola le carte e aggiunge una principessa, un’antica leggenda legata ai prodigiosi legumi e un modo magico e oscuro per soggiogare le enormi bestie. Il tocco finale è il classico cattivo, un po’ meschino, che mira a conquistare il mondo attraverso la distruzione dello stesso. Azione, avventura e un pizzico di romanticismo però non sembrano essere abbastanza per dare al film una vera e propria consistenza. Effetti speciali che deludono, considerando le grandiose immagini in computer grafica a cui lo spettatore è ormai abituato, personaggi grotteschi, riferimenti ai classici del fantasy cinematografico che sfiorano il plagio e un protagonista sottotono sembrano impedire al film, per giunta troppo lungo, di essere goduto appieno, lasciando un po’ d’amaro in bocca allo spettatore che si è fatto subito coinvolgere dalla storia e dalla vicenda personale dell’imbranato Jack.

Altra nota dolente del film è la colonna sonora, che non riesce assolutamente a svolgere la funzione di apportare una maggiore concitazione alle scene salienti del film, fatta eccezione per i casi in cui questa ricorda con sperticata sfacciataggine le note che Howard Shore compose per la colonna sonora premio Oscar de Il Ritorno del Re.

Il cast d’eccezione di Il Cacciatori di Giganti di comprimari non riesce a dare un quid in più al racconto, non ci riesce il grottesco e ambizioso ser Roderick, interpretato da Stanley Tucci, e nemmeno Ewan McGregor nei panni della fedele guardia del corpo reale Elmont, né tantomeno Ian McShane, un re Brahmwell perennemente imbrigliato in costumi rigidi e ingombranti. L’impressione generale è quella di una eccessiva virata cartoonesca che, avendo probabilmente lo scopo di coinvolgere un pubblico piuttosto giovane, sacrifica il potenziale fantastico che la storia ha sempre avuto, e che avrebbe potuto conservare nella versione cinematografica.