Rob Marshall ci riprova e torna dietro alla macchina da presa con Into the Woods, basato sull’omonimo musical di Broadway. Il fornaio e sua moglie, Cappuccetto Rosso, Raperonzolo, Jack, Cenerentola è il Principe Azzurro, la Strega Cattiva e il Lupo; tutti i personaggi delle fiabe, che grazie agli adattamenti live action della Disney stanno trovando nuova vita su grande schermo, si ritrovano nella foresta, dove cose strane accadono, incantesimi si manifestano e persino le streghe possono avere un cuore.

 

Tra la storia intricata che interseca le classiche fiabe per bambini e un cast di stelle, il film di Marshall, pure musical da sala cinematografica, con innumerevoli numeri cantati che costituiscono la maggior parte dello spettacolo, è purtroppo un altro passo falso del regista di Nine. Un primo blocco narrativo, coeso e avvincente, costituisce lo zoccolo duro della narrazione, con una trama avventurosa, come nella migliore tradizione delle fiabe classiche, che, pur intrecciando personaggi e temi appartenenti a diversi racconti tradizionali, riesce a trovare una sua autonomia.

Into the Woods, il film

Into the Woods film

La storia è di quelle più canoniche che il mondo del racconto per ragazzi possa conoscere: degli eroi, il fornaio e sua moglie, sono in difficoltà, e, esprimendo un incauto desiderio, chiedono aiuto alla strega, che in cambio del suo aiuto chiede ai due di portare a termine un’impresa. Nel mezzo ci vengono presentati gli altri personaggi che avranno la (s)fortuna di incontrare i nostri, rigorosamente nel bosco. Ogni dettaglio fiabesco assume un nuovo significato è uno spazio inedito nel racconto, e nonostante l’originale dai contenuti molto più stratificati e l’opera di edulcorazione operata da Mamma Disney, sono inevitabili i riferimenti torbidi e gay friendly che il film propone.

Lo straordinario cast che ci racconta la storia vede protagonisti non solo veri monumenti (per ragioni diverse) di Hollywood quali Meryl Streep e Johnny Depp, ma anche alcuni dei talenti che si stanno facendo grande spazio nel panorama del cinema internazionale, Emily Blunt e Anna Kendrick su tutti.

Into the Woods recensione

Nonostante questa sfilata di talenti, Into the Woods risente di una regia che in alcuni caso avrebbe richiesto maggiore personalità, di lungaggini e momenti insostenibili, soprattutto nell’ultima parte, slegata anche narrativa mente dal contesto principale, e di parentesi musicali e interpretazioni che sfiorano il ridicolo, senza dichiararsi volutamente tali. Una cornice estetica di grande pregio però aiuta il film ad assumere un aspetto invitante e il marchio Disney contribuirà senza dubbio a portare il pubblico al cinema.

Into the Woods ha tutte le carte in regola per essere una magnifica avventura moderna nelle fiabe classiche, ma finisce per rappresentare una confusa ed esageratamente lunga girandola di colori senza affezione alcuna.