Johnny English colpisce ancora

A sette anni dal secondo capitolo della trilogia, torna in sala il personaggio di Johnny English, interpretato come sempre da Rowan Atkinson. Con Johnny English colpisce ancora si avrà modo di assistere nuovamente alle avventure della celebre spia britannica pasticciona, ideata come diretta parodia dell’agente 007 e affermatasi negli anni grazie al suo carisma e alla sua comicità.

La vicenda del film ha inizio quando un attacco informatico rivela l’identità di tutti gli agenti sotto copertura in Gran Bretagna. Johnny English è l’ultima speranza del servizio segreto britannico. Richiamato dalla meritata pensione, viene mandato in missione per scoprire il misterioso hacker. Tuttavia nella lotta contro una tale innovativa tecnologia, non sembra essere particolarmente attrezzato.

Il punto di forza di questi film è senza ombra di dubbio la presenza di Rowan Atkinson, che nonostante il passare degli anni riesce ancora ad essere credibile e perfettamente in parte. Atkinson si alterna in un doppio registro, che passa dall’essere volontariamente comico all’assumere un tono maggiormente serioso che tuttavia genera ilarità per contrasto. Un vero e proprio mattatore, in grado di reggere l’intero film sulle sue spalle.

Johnny English colpisce ancora

Nonostante a livello di sceneggiatura il film non brilli per particolari idee o risvolti narrativi, diventando in più di un momento prevedibile, riesce tuttavia a costruire una serie di gag e situazioni dal grande gusto comico, che aiutate da battute ben costruite, riescono nell’intento principale del film, ovvero quello di far divertire in maniera spensierata. Un paio di sequenze in particolare svelano una carica maggiore rispetto alle altre, proponendo un valore non solo comico ma anche di messa in scena. Merito anche di una regia che riesce in più di qualche occasione ad uscire dall’anonimato tipico di questi prodotti, e affermandosi per un dinamismo che favorisce il ritmo del film, che resta su buoni livelli.

Johnny English colpisce ancora porta nuovamente al cinema il tema dello scontro tra digitale e analogico, e nel film ogni cosa mira a ricordarcelo, a partire dalle situazioni comiche nei quali il protagonista si ritrova coinvolto, e che evidenziano la sua inadeguatezza con il digitale. Senza scadere nel moralismo, ma rimanendo sempre nei binari della satira, il film sembra volerci ricordare ancora una volta l’importanza di staccarsi ogni tanto dalla dilagante tecnologia presente al giorno d’oggi. Affrontando queste tematiche con la giusta leggerezza, il film raggiunge l’obiettivo di far divertire, e grazie al suo istrionico protagonista era questa una missione piuttosto semplice.