Operazione U.N.C.L.E.

Operazione U.N.C.L.E. è il nuovo film scritto e diretto da Guy Ritchie che dopo i due Shelock Holmes e Rock’n Rolla continua a usare l’ambientazione storica e personaggi già sviluppati per poterli rivisitare con il suo stile di regia accelerato e iconico in cui la spettacolarità visiva surclassa la narrazione. Ritchie e Lionel Wigram sceneggiano una sorta di prequel della omonima serie degli anni ’60 in cui venivano raccontati i casi di questa strana coppia che supera i problemi storico-politici con un rapporto di amicizia, il risultato è un film a metà tra una spy story patinata che fa l’occhiolino a James Bond e un buddy movie.

 

In Operazione U.N.C.L.E. l’agente Solo della CIA e l’agente Kurayakin del KGB sono costretti a mettere da parte le ostilità e fare squadra per fermare una misteriosa organizzazione criminale che minaccia di destabilizzare il fragile equilibrio mondiale. L’unica pista che possono seguire è quella di Gaby, figlia di uno scienziato tedesco scomparso nel nulla che può fermare la minaccia nucleare.

Operazione U.N.C.L.E., il film

Operazione U.N.C.L.E.

Così dopo una palpitante presentazione di Napoleon Solo (Henry Cavill) e Illya Kuryakin (Armie Hammer) che ci trascinano in un inseguimento, sottolineato da prove di forza e intelligenza, per la Berlino nazista; assistiamo al dispiegarsi di una trama fin troppo lineare a cui si aggiungeranno una schiera convenzionale di personaggi tra cui la famme fatale Gaby (Alicia Vikander) che con il suo temperamento sarà l’esatto intermediario tra le caratteristiche dei due protagonisti, il magnate Waverly (Hugh Grant), il capo della CIA Sanders (Jared Harris) e l’ambiguo playboy Alexander (Luca Calvani). Proprio l’iterazione tra personaggi concatenerà le situazioni e le location in cui risalteranno l’ironia della battuta o la contrapposizione scenica, che fa leva su stereotipi nazionali e alterna i toni action con quelli comici che negli ultimi film di Ritchie sono diventati un marchio di fabbrica. Elemento che viene avvalorato anche dal lavoro di montaggio di James Herbert caratterizzato principalmente dalla moltiplicazione dei piani e ripetizioni temporali che marcano la modernità da videoclip del film.

Buona, ma non perfetta, è l’alchimia tra i due bellissimi di Hollywood che riescono a restituire a pieno il personaggio più nelle singole scene che nella stessa inquadratura, mentre perfetta è la glaciale Victoria (Elizabeth Debicki) che incarna una combinazione di cattiveria ed eleganza che in molte situazioni ingloba la scena. Operazione U.N.C.L.E. è un film che osa e sperimenta pochissimo giocando sui suoi punti di forza: uno stile di regia aggressivo e pensato per il montaggio e la moda di rivisitare cult cercando di lanciare un nuovo franchise che però subisce completamente la pesantezza di una sceneggiatura al servizio dell’intrattenimento.

 
RASSEGNA PANORAMICA
Stefania Buccinnà
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Sono un appassionata di Cinema e Serie televisive americane, motivo per cui mi sono iscritta all'università e mi sono laureata in Saperi e Tecniche dello Spettacolo Digitale presso l'università La Sapienza in Roma dove ho conseguito anche un Master di Primo Livello in Montaggio Video e Audio. Amo costruire strutture per immagini e scrivo per piacere, pensando che le due cose sono molto simili ma con grammatiche diverse. In fondo per me, scrivere una frase è come mettere insieme una scena.