Pecore Sotto Copertura, recensione: il giallo più adorabile dell’anno che colpisce dritto al cuore

Un murder mystery intelligente e emozionante che trasforma un gregge di pecore nei detective più irresistibili del cinema recente.

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Sulla carta, Pecore Sotto Copertura è basato su un’idea apparentemente esile, uno spunto narrativo che poteva esaurirsi nel tempo di un cortometraggio: un gruppo di pecore che indaga su un omicidio. Quasi fosse una commedia infantile piena di battute prevedibili e animali parlanti iperattivi. Invece il film sorprende continuamente.

Sotto l’aspetto tenero e buffo si nasconde un vero giallo costruito con intelligenza, ritmo e una quantità inaspettata di cuore. Il risultato è un’opera che riesce nell’impresa più difficile: parlare a pubblici differenti senza semplificare troppo né diventare eccessivamente sofisticata.

C’è il fascino del cinema per famiglie vecchio stile, quello che mette insieme avventura, humour e malinconia senza trattare i più piccoli come spettatori ingenui. Oltre a possedere un’attenzione narrativa e una cura nella scrittura e nella caratterizzazione dei personaggi che rende il film godibilissimo per gli adulti.

Il paragone con Babe viene naturale quasi subito. Non solo per l’ambientazione rurale o per gli animali antropomorfizzati, ma perché Pecore Sotto Copertura possiede quella stessa sincerità emotiva capace di disarmare lo spettatore senza bisogno di effetti facili.

Un gregge di personaggi irresistibili

Pecore Sotto Copertura Molly Gordon Nicholas Braun
Cortesia SONY Pictures

Il grande colpo del film è trasformare le pecore in veri personaggi, ognuno con una personalità riconoscibile e sorprendentemente umana. George, il pastore interpretato da Hugh Jackman, le ama profondamente. Vive isolato in una campagna quasi fiabesca e passa le giornate a prendersi cura del suo gregge, leggendo ogni sera romanzi gialli alle sue amate pecore. Convinto che non comprendano nulla, naturalmente. Ma non è cosiì.

Quando George va a dormire, il film svela il suo trucco migliore: le pecore seguono attentamente ogni dettaglio dei racconti investigativi e discutono tra loro su colpevoli, moventi e indizi come un club del libro ossessionato da Agatha Christie.

La pecora protagonista è Lily, doppiata da Julia Louis-Dreyfus, probabilmente l’ovino più intelligente mai visto al cinema. È brillante, intuitiva e molto più coraggiosa di quanto lei stessa immagini. Accanto a lei c’è Mopple, adorabile memoria vivente del gregge, mentre Sebastian – con la voce di Bryan Cranston – osserva tutti da lontano come un filosofo malinconico intrappolato in un corpo lanoso. Ogni animale possiede tic, paure e convinzioni proprie, e il film riesce a renderli credibili senza trasformarli in semplici caricature parlanti.

Un giallo serio nascosto sotto la lana

La svolta arriva con l’omicidio di George (non si tratta di uno spoiler, è l’innesco narrativo). Da quel momento, Pecore Sotto Copertura cambia pelle e diventa un vero murder mystery. Lily è convinta che gli insegnamenti dei romanzi ascoltati possano bastare per risolvere il caso, soprattutto perché l’unico poliziotto del villaggio sembra totalmente inadatto a gestire un’indagine seria. Ed è qui che il film mostra tutta la sua intelligenza narrativa.

La sceneggiatura di Craig Mazin costruisce un mistero autentico, disseminando indizi e depistaggi con grande equilibrio. Insomma, un mystery vero e proprio, con segreti familiari, una grossa eredità da spartirsi e personaggi che nascondono molto più di quanto mostrino.

L’arrivo della glaciale avvocata interpretata da Emma Thompson aggiunge immediatamente tensione e ironia, soprattutto durante la lettura del testamento di George, scena che sarà fondamentale per dare il via alle indagini, stabilendo moventi, sospetti e possibili colpevoli, in cui ogni convinzione si sovvertirà e nessuno è del tutto innocente, ma sicuramente qualcuno è il vero colpevole.

La delicatezza emotiva di Pecore Sotto Copertura

Pecore Sotto Copertura con Hugh Jackman
Pecore Sotto Copertura con Hugh Jackman

La vera sorpresa del film, però, è la sua profondità emotiva. Sotto l’umorismo e l’avventura, Pecore Sotto Copertura parla infatti di dolore, memoria e paura. Le pecore vivono in una realtà molto limitata: conoscono soltanto l’erba, il pascolo e il loro piccolo mondo sicuro. E soprattutto hanno sviluppato una strategia per sopravvivere emotivamente: dimenticare tutto ciò che è triste o spaventoso.

Il film affronta questa idea con una sensibilità incredibile. Imparare ad accettare emozioni difficili diventa parte fondamentale del percorso di Lily e degli altri personaggi, senza mai risultare pesante o didascalico. Anche temi potenzialmente complessi – la morte, il trauma, l’esclusione – vengono trattati con una naturalezza rara nel cinema family contemporaneo.

C’è una dolcezza autentica nel modo in cui il film racconta la crescita emotiva del gregge, e questo lo rende molto più memorabile di tanti prodotti pensati soltanto per intrattenere.

Un film visivamente magnifico

Pecore Sotto Copertura con Hugh JackmanDal punto di vista tecnico, Pecore Sotto Copertura non fa meno bene. Gli effetti visivi funzionano perché sono al servizio della storia, senza rappresentare un veicolo di spettacolarizzazione. Le pecore si integrano perfettamente negli ambienti, con una fisicità credibile e una presenza concreta (e “lanosa”) che evita l’effetto artificiale tipico di molti film con animali digitali.

A brillare, per chi vedrà il film in lingua originale, è il cast vocale. Julia Louis-Dreyfus regala a Lily intelligenza e vulnerabilità, Chris O’Dowd rende Mopple irresistibile e Bryan Cranston dà a Sebastian una malinconia quasi poetica. Ma per chi lo ha amato nella sua interpretazione di Roy Kent, Brett Goldstein è il vero eroe che presta la voce agli esilaranti arieti gemelli Ronnie e Reggie.

Uno dei family movie più belli degli ultimi anni

Pecore Sotto Copertura è davvero un film per tutti, nella accezione più piena e soddisfacente della formula. È divertente senza essere sciocco, intelligente senza diventare freddo o calcolato, emozionante senza risultare mai manipolatorio. Proprio come accade con i migliori racconti, ci si ritrova a desiderare di restare ancora un po’ in quel mondo fatto di pascoli e a voler accarezzare la morbida lana di Lily, sperando di riuscire a sentirne la voce.

Pecore Sotto Copertura
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Sommario

Proprio come accade con i migliori racconti, ci si ritrova a desiderare di restare ancora un po’ in quel mondo fatto di pascoli e a voler accarezzare la morbida lana di Lily, sperando di riuscire a sentirne la voce.

Chiara Guida
Chiara Guida
Laureata in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza di Roma, è una gionalista e si occupa di critica cinematografica. Co-fondatrice e Direttore Responsabile di Cinefilos.it dal 2010. Dal 2017, data di pubblicazione del suo primo libro, è autrice di saggi critici sul cinema, attività che coniuga al lavoro al giornale.

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