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Power Rangers recensione del film di Dean Israelite

2015
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Dal 1993 al 2002 hanno conquistato diverse generazioni di spettatori, e adesso, a partire dal 6 Aprile 2017, i Power Rangers si preparano a sbarcare al cinema, diretti da Dean Israelite, in una rivisitazione in chiave “moderna” che ne conserva lo spirito, ne sfuma i confini e si accinge a conquistare tutta un’altra generazione di giovani fan.

La storia di base non cambia: cinque ragazzi che non si conoscono vengono per caso a contatto con un’astronave aliena che si rivela essere il quartier generale di Zordon, un alieno che li investe dei poteri dei Power Rangers, guerrieri leggendari che hanno come compito proteggere la vita sulla Terra dalla temibile Rita Repulsa, che vuole invece distruggerla.

Power RangersPower Rangers è un ottimo prodotto di intrattenimento

La trama, elementare e pretestuosa, viene arricchita nel film di Israelite da una serie di elementi che attualizzano il prodotto, rendendolo per alcuni versi interessante, strutturandolo in racconto cinematografico efficace e avvincente, una perfetta confezione per un blockbuster di intrattenimento.

Aggirati gli stereotipi razziali che vigevano nella prima stagione dello show (l’asiatica era il Ranger Giallo, il nero era il Black Ranger, e così via), inseriti alcuni temi “caldi” per il racconto adolescenziale moderno (quali la ricerca dell’identità sessuale, l’autismo, l’integrazione, il bullismo anche cibernetico), Power Rangers si costruisce per un’abbondante prima parte sulle spalle del cinque protagonisti, tutti volti nuovi per il grande schermo, ognuno impegnato a rappresentare uno stereotipo che sconfina dagli argini e diventa un’evoluzione di quelli che erano i personaggi involontariamente canonizzati da John Hughes in Breakfast Club. E non spaventa tirar fuori il grande John, dal momento che il film ha protagonisti degli adolescenti che raccontano il loro malessere in una società che li assale da ogni lato.

Forti gli echi di John Hughes e degli anni ’80

Power Rangers
Prima di riuscire a diventare Rangers, i nostri dovranno riuscire a fare squadra, a diventare amici e lo faranno solo attraverso il riconoscimento della loro vera natura: non più un “cervello… e un atleta… e una fuori di testa, una principessa e un criminale”, ma degli “sfigati” in un certo senso, dei “poveri goonies”, potremmo anche azzardare, che nella compagnia e nell’amicizia trovano il loro senso nel mondo. Questa costruzione delle dinamiche personali, così centrale nel film, rende possibile che Jason, Kimberly, Zack, Bill e Trini scoprano prima l’eroismo nei loro cuori, e soltanto dopo il supereroismo, nelle loro sgargianti tute a bordo dei loro Dinozord.

Da un punto di vista registico, soprattutto nella prima parte, Israelite compie lo sforzo di cercare sempre l’inquadratura perfetta, a scapito di una più classica simmetria, costruendo le scene con intelligenza e cura e con almeno un paio di felici soluzioni stilistiche inedite.

Elizabeth Banks è una villain perfetta, terrificante e sexy

Fiore all’occhiello del film è senza dubbio Rita Repulsa. Interpretata da Elizabeth Banks, la strega non è la buffa cattivona della serie tv, ma un’entità malvagia a tutti gli effetti, una presenza malefica e crudele. Il concept studiato per la realizzazione del personaggio è senza dubbio una delle parti migliori del film, che chiaramente si conclude nel delirio scoppiettante di un combattimento tra robot e creature gigante di turno. Per tener fede alla tradizione, appunto.

Power RangersMoltissime le citazioni alla serie originale (quella andata in onda dal ’93 al ’95) ma profondo anche lo spirito degli anni ’80 che pervade tutta la strutturazione delle dinamiche personali e la caratterizzazione dei personaggi. Con energia e divertimento Dacre Montgomery (Jason Lee Scott/Red Ranger), Naomi Scott (Kimberly Hart/Pink Ranger), RJ Cyler (Billy Cranston/Blue Ranger), Becky G (Trini Kwan/Yellow Ranger) e Ludi Lin (Zack Taylor/Black Ranger) portano sullo schermo dei Power Rangers irriverenti, scapestrati, molto lontani dai bravi ragazzi degli anni ’90, più vicini a quello che può essere un giovane adolescente ribelle di oggi. Nel cast anche Bryan Cranston nel ruolo di Zordon.

Assolutamente perfetto nel suo genere, Power Rangers intrattiene con intelligenza, con un buon ritmo e con una rappresentazione adeguata. Un vero regalo per i fan nostalgici, una piacevole e divertente scoperta per le nuove generazioni.