
Con il suo secondo film, Munk continua la sua lista di opere incentrate sugli adolescenti di oggi, di questo nuovo mondo così tecnologico e frenetico, dove ogni tappa del percorso, che porta dall’infanzia alla vita adulta, è anticipata e sempre più breve.
You & Me Forever è una storia di amicizia e inimicizia, di fragilità e istinto, di amore e sesso. Laura (Julie Brochorst Andersen) e Christine (Emilie Kruse) sono inseparabili migliori amiche da sempre, ma l’incontro con la misteriosa e affascinante Maria (Frederikke Dahl Hansen) mette a dura prova la loro amicizia. Per Laura è l’inizio di un cambiamento profondo, che inizierà con il brusco e radicale allontanamento da Christine, in favore di Maria. Nasce così una nuova e diversa amicizia, che la porterà a superare quei limiti del suo rapporto con Christine, che la tenevano lontana dagli eccessi, come alcol, erotismo e sesso.
Forse per il fascino che i drammi degli adolescenti hanno su di lui o per una sua innata capacità di vedere nel profondo del loro animo, Munk scrive e dirige la storia con un tocco delicato, intenso e diretto, riuscendo a mostrare e a trasmettere al pubblico il turbinio confuso di emozioni e pensieri dei suoi personaggi. L’onestà del racconto e la schiettezza delle immagini si basano soprattutto sull’ottimo livello d’improvvisazione del piccolo cast, dovuto al rapporto di fiducia che il regista ha instaurato con i giovani interpreti, di cui solo la Brochorst Andersen (già protagonista del suo primo film) e la Dahl Hansen avevano avuto qualche esperienza nell’ambito cinematografico. Gli spazi e la fotografia della storia risaltano ciò che non viene detto e sono spesso un’immagine interna dei protagonisti: i palazzi abbandonati e distrutti dove vanno spesso Laura e Christine e dove vive tutto solo Jonas (Benjamin Wandschneider); la discoteca con il suo tempo frammentato, aritmico e vuoto, in cui Laura e Maria sembrano cercare quello che non hanno e che in fondo ancora non capiscono; la piscina, l’unico posto non “contaminato” dallo spirito selvaggio e irrequieto di Maria, in cui Laura si ferma, sott’acqua, a pensare. Anche il montaggio segue il tempo mentale ed emotivo dei protagonisti e, quindi, degli adolescenti; è lento e calmo quando scoprono e vivono la propria curiosità sessuale, verso l’altra e l’altro; è monotono a scuola e a casa con i genitori; è rapido e vivace quando sono con gli amici, quando bevono e si drogano: non si fermano a pensare o a parlare, possono solo agire, correre, restare in movimento.
Con il suo secondo lungometraggio Munk aggiunge un tassello prezioso a quell’insieme di opere che ci hanno mostrato l’età adolescenziale senza pregiudizi e punti di vista critici, ma con l’unico scopo di raccontare. Noi guardiamo il film e non sempre capiamo il perché che guida le azioni dei personaggi, ma osservandoli sentiamo quello che provano e ci ricordiamo quando eravamo noi gli adolescenti.

