Star Wars: Episodio III - La vendetta dei Sith

Star Wars Episodio III: La Vendetta dei Sith è il film del 2005 di George Lucas con protagonisti nel cast Ewan McGregor, Natalie Portman, Hayden Christensen, Ian McDiarmid, Samuel L. Jackson e Christopher Lee.

 
 

Trama: Il Cancelliere Palpatine è ormai in rotta di collisione con i cavalieri Jedi nonostante Obi Wan Kenobi e Anakin Skywalker abbiano rischiato la vita per salvarlo. Anakin, che attende un figlio da Padme, sente sempre più forte l’influsso negativo di Palpatine il quale riesce a far leva sui suoi risentimenti e sulla promessa di salvare la sua compagna nel momento in cui il parto che si avvicina si prospetta a rischio di morte per la donna. 

Star Wars Episodio III: La Vendetta dei Sith – recensione

Analisi: Obiettivamente il terzo capitolo della moderna trilogia di Star Wars risulta essere qualitativamente il migliore rispetto ai precedenti due. Infatti se il risultato della Minaccia Fantasma è stato piuttosto deludente, e quello ottenuto dall’Attacco dei Cloni invece è stato un polpettone pieno di inutile retorica, la Vendetta dei Sith ha ridato vita ad  una saga sci-fi che sembrava aver già detto tutto. Questo terzo capitolo quindi se storiograficamente riallaccia i fili con quello che poi verrà raccontato nell’episodio 4, stilisticamente non solo regala un puro e sano entertainment cinematografico ma soprattutto unisce, abilmente, fantasmagorici effetti speciali ad interessanti spunti di riflessione.

Il terzo episodio di Star Wars si presenta come il più completo e complesso della nuova serie. Lucas che avrebbe potuto limitarsi a ‘giustificare’ gli sviluppi della vicenda così come li abbiamo visti nel mitico Star Wars, punto di origine della saga e nei due episodi successivi che si concludevano con delle rivelazioni sconcertanti, in questo lungometraggio invece, nel tralasciare alcuni colpi di scena prevedibili e di poco impatto emozionale, decide di dare ampio spazio alla psicologia dei personaggi ed approfondire, fino all’inverosimile, l’eterna lotta tra Bene e Male. Anche se il connubio bene/male è alla radice dell’intera saga fantascientifica, ne La Vedetta dei Sith la linea tra queste due forze superiori si fa sempre più sottile. Il tutto grazie all’ottima caratterizzazione che viene data ad Anakin Skywalker, che nel diventare il crudele Darth Vader, fa capire a noi del pubblico il perché abbia deciso di cedere al lato oscuro della Forza e quindi abbandonare una volta per tutte il dorato sentiero dello Jedi. Una scelta questa che è arrivata alla fine di un lungo percorso interiore e che ha cambiato per sempre il destino dell’intera Galassia.

La Vendetta dei Sith risulta essere il capitolo più adulto della moderna trilogia. George Lucas si riscatta dopo che i due precedenti lungometraggi non hanno fatto che confondere le acque e spostarsi dal tema portante di tutta l’immortale epopea fantasy. Dato poi che il cinema, anche e soprattutto quello di fantascienza, è figlio del proprio tempo, non si può non leggere in questo lungometraggio in controluce, una riflessione sull’abuso che viene fatto in questi nostri tempi della parola ‘democrazia’. Osservate ad esempio il duello che si svolge nel luogo in cui si riunisce il Senato: è lì che sono in gioco le sorti di una società, è lì che in nome della pace si scatena la guerra e come dice sconsolata Padme: “La libertà viene abolita tra gli applausi“. Le perplessità suscitate inizialmente da un’operazione che poteva sembrare di puro business vengono dunque eclissate.

L’entertainment si unisce alla riflessione quindi, e La Vendetta dei Sith fa risplendere la stella, fino a poco tempo fa un po’ appannata, di Star Wars. Ci ritroviamo così di nuovo in quella Galassia lontana lontana … alle prese con intrighi, operazioni militari e lotta per la sopravvivenza.

 
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Nato e cresciuto in un piccolo centro vicino Napoli, Carlo fin da ragazzino, è rimasto sedotto dal mondo del cinema e dalle serie tv.  Lettore accanito di saghe fantasy (la sua preferita è Il Ciclo di Shannara), conosce a memoria le battute del film Marnie del grande Alfred Hitchcock; divoratore onnivoro di serie tv, è cresciuto tra la generazione di Beverly Hills e quella di Dawson's Creek anche se la sua serie tv preferita rimane Buffy. Adora tutto ciò che il regista JJ Abrams partorisce dalla sua mente, e vorrebbe essere il confidente di Steven Spielberg. Con una camera piena di gadget e DVD, Carlo si sente americano per adozione e coltiva il sogno di lavorare in una redazione giornalistica, ma soprattutto di  andar via dal piccolo centro dove vive per poter rincorrere il suo ormai più che ventennale sogno nel cassetto.