Matt Damon e Ben Affleck sono una delle coppie di amici più celebri di Hollywood, con un legame che esce dai set per continuare nella realtà, rendendoli da sempre più umani e simpatici ai loro fan. Insieme, hanno conquistato l’industria vincendo nel 1998 l’Oscar per Will Hunting – Genio ribelle, ritrovandosi poi in maniera più o meno centrale in diversi progetti, fino alle recenti collaborazioni in The Last Duel e Air – La storia del grande salto, regia proprio di Affleck. Ora, però, i due tornano finalmente a condividere la scena entrambi da protagonisti in The Rip – Soldi sporchi, un thriller d’azione cupo e grave nei toni, disponibile nel catalogo di Netflix.
Diretto da Joe Carnahan – veterano del genere, autore anche di A-Team e Copshop – Scontro a fuoco – il film è una rielaborazione di una reale vicenda relativa ad uno scandalo di corruzione nel corpo di polizia di Miami. I due attori-amici si ritrovano dunque qui nei panni di due poliziotti problematici, aggressivi, inclini alla sfiducia l’uno nell’altro. Un rapporto ben diverso da quello avuto nei panni degli amici fraterni Will e Chuckie in Will Hunting – Genio ribelle. Proprio su questo loro continuo scontro si costruisce dunque il film, evidenziando come gli autori si siano preoccupati poco di far funzionare altri aspetti dell’opera.
La trama di The Rip – Soldi sporchi
La vicenda si apre a partire dall’omicidio della poliziotta Jackie Velez (Lina Esco), uccisa a sangue freddo per aver scoperto qualcosa che non avrebbe dovuto sapere. Nel tentativo di risolvere il caso da lei lasciato in sospeso, il Tenente Dane Dumars (Matt Damon) e il Sergente investigativo J.D. Byrne (Ben Affleck) seguono una soffiata anonima. Scoprono così milioni di dollari in contanti in una villa appartenente alla giovane Desi (Sasha Calle). Da quel momento, la fiducia nella squadra di poliziotti di Miami inizia a vacillare. Quando forze esterne vengono poi a conoscenza dell’entità del sequestro, tutto è messo in discussione, incluso di chi potersi fidare.

Scontro tra titani
Senza girarci troppo intorno, il principale elemento di interesse di The Rip – Soldi sporchi è proprio la presenza di Matt Damon e Ben Affleck. Il film, da loro anche prodotto, sembra infatti essere stato studiato proprio per poter garantire questa reunion. Nonostante siano affiancati da un cast di tutto rispetto (Steven Yeun, Sasha Calle, Teyana Taylor e Kyle Chandler), si avverte un forte sbilanciamento tra la scrittura dei due protagonisti e quella dei personaggi secondari, che appaiono poco più che abbozzati. Un male? Non necessariamente, se si accetta che questo film è strutturato per essere il palcoscenico di Affleck e Damon e che difficilmente avrebbe avuto la stessa attrattiva in loro assenza.
Eppure, fa piacere notare come questo loro rincontrarsi sullo schermo differisca da quello che ci si poteva aspettare. The Rip – Soldi sporchi mette infatti i due nella posizione di non essere “pappa e ciccia” come accade in questi casi, ma anzi di essere legati più dal lavoro che non da un rapporto esterno ad esso e dunque di non avere problemi all’occorrenza a mettersi l’uno contro l’altro. Lo sottolinea anche la regia di Carnahan, che in più occasioni, anziché far convivere i due attori nella medesima inquadratura, sceglie di dividerli, sottolineando così la lontananza tra di loro, almeno fino al finale.
Ad ogni modo, rivedere Affleck e Damon confrontarsi (e anche scontrarsi) sullo schermo è sempre un piacere. La nota chimica tra i due si fa sentire anche in questo caso e in più è affascinante vederli alle prese con due personaggi in costante equilibrio tra bene e male, tra l’essere i “bravi ragazzi” (come recita il significativo tatuaggio sulla mano di Damon) e i poliziotti inclini alla corruzione. In più occasioni lo spettatore si troverà infatti a dubitare di dove si collochino i due rispetto a questi poli, cosa che mantiene vivo l’interesse nei loro confronti e spinge a voler scoprire dove giungerà la loro storia.

La scrittura rallenta The Rip – Soldi sporchi, ma la regia lo sostiene
Parlando di storia, di scrittura (la sceneggiatura è dello stesso Carnahan), The Rip – Soldi sporchi non brilla certo per inventiva. Anzi, sono molteplici i passaggi più complicati che complessi, probabilmente anche per il fare affidamento a modus operandi propri delle forze dell’ordine statunitensi e a cui un pubblico diverso può essere meno avvezzo. Numerosi sono poi anche i passaggi bruschi, fino ad una risoluzione finale che offre sì una spiegazione dell’enigma affascinante, ma i cui indizi non erano però stati adeguatamente disseminati lungo il percorso. Tuttavia, se anche la scrittura di Carnahan (sua è la sceneggiatura) zoppica, la sua regia ha ben altro passo.
Da citare senza dubbio sono le scene di sparatorie, non molte ma girate con una macchina da presa che trema ad ogni proiettile sparato e aumenta così l’intensità di questi momenti. La sequenza migliore, però, è probabilmente quella che si svolge all’interno del furgone blindato, dove i quattro uomini del racconto si tengono d’occhio a vicenda, con le mani pronte sulle pistole. La luce che filtra dalle fessure e illumina sempre solo parte dei loro visi contribuisce a sottolineare quella compresenza di luce e ombra in questi personaggi. Scelte efficaci che contribuiscono a dar vita ad un contorno tutto sommato avvincente a questa nuova interazione tra Affleck e Damon.
The Rip - Soldi sporchi
Sommario
The Rip – Soldi sporchi è un thriller d’azione solido ma irregolare, che trova il suo principale punto di forza nel confronto teso e ambiguo tra Matt Damon e Ben Affleck. Una scrittura poco incisiva frena il film, ma la regia di Joe Carnahan e la chimica tra i protagonisti mantengono vivo l’interesse.
