Presentato nella selezione Ufficiale del Concorso alla 70esima edizione del Festival di Venezia, Joe, di David Gordon Green ci mette di fronte ad un Nicolas Cage finalmente di nuovo alle prese con un ruolo di spessore, dopo tanti flop e blockbuster di scarso successo (Kick Ass escluso). Il premio Oscar nipote del grande Francis Ford Coppola è il protagonista di questo dramma di periferia, tratto dall’omonimo romanzo di Larry Brown del 1991.

La storia è quella di Joe Ransom (Nicolas Cage), un uomo con un pessimo rapporto con la giustizia istituzionale ma con un grande senso di umanità. Joe vorrebbe solo vivere la sua vita, provando a controllare la sua innata violenza che sa essere eccessiva, tuttavia l’ambiente della piccola cittadina del Texas che lo circonda sembra fare di tutto per metterlo alla prova. Ma la sua salvezza si presenterà nella forma di Gary, un ragazzo di 15 anni con una famiglia problematica e un padre alcolizzato e violento, al quale Joe proverà a fare da amico e genitore, diventando il suo eroe.

Gordon Green si cala alla perfezione in una storia violenta, cruda, che mette a nudo la cattiveria umana nella sua forma più vorace. In questo ambiente così innaturalmente brutale, Joe, le sue puttane, i suoi amici di lavoro e soprattutto Gary, cercano di trovare una via d’uscita, uno spiraglio di serenità senza tuttavia provare ad aspirare a qualcosa di migliore e di lontano.

In contrappunto con la cattiveria dell’animo umano, Gordon Green adotta una regia descrittiva che in alcuni momenti di riflessione vira quasi al lirismo, sublimando la violenza dei personaggi e rendendola astratta, lontana dalla realtà, quasi impossibile.

Nicolas Cage offre una performance apprezzabile, confermando qualche limite di espressività, ma allo stesso tempo dimostrando una buona presenza scenica e una mimesi eccellente nel personaggio. Accanto a lui Tye Sheridan, giovanissimo interprete che ha esordito nientemeno che con Terrence Malick in The Tree of Life ed è apparso in Mud di Jeff Nichols. Alla sua terza apparizione cinematografica di spessore, Sheridan si conferma un giovane talentuoso da tenere d’occhio.